Cava – produzione e vendite, aggiornamento 2020

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Come per lo Champagne, anche il vino Cava ha subito pesantemente la crisi COVID, segnando un calo del commercializzato 2020 del 14% a 215 milioni di bottiglie. Non abbiamo come per lo Champagne i dati a valore ma siamo su livelli non troppo distanti (circa -18% per lo Champagne). In confronto il nostro Prosecco con il suo -3% (in valore) ha fatto un figurone. Il Cava in realtà sarebbe anche andato un po’ meglio se non per la vera debacle del mercato domestico, calato del 25%, perchè il -6% dell’Europa e il -11% del resto del mondo sono perfettamente in linea con quanto ci si poteva attendere, visti i tempi e visto che il prodotto, comunque, non aveva un forte abbrivio come il Prosecco. Anche per gli spagnoli, i mercati scandinavi sono stati fonte di soddisfazione, mentre è sorprendente e positivo il leggero recupero messo a segno nel mercato inglese dopo la vera e propria debacle degli ultimi anni. Sperando che il grafico animato di sopra sia di vostro gradimento, passerei a qualche dato di dettaglio, anche relativo alla denominazione.

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• Il Cava si produce su 38152 ettari di vigneto, in costante crescita negli ultimi anni (erano 30600 10 anni fa) attraverso il lavoro di 6391 produttori che convergono su 209 produttori di spumante e 143 produttori di vino base. Al contrario della superficie vitata il numero di produttori è in costante calo. I 350 circa di oggi erano oltre 400 10 anni fa.
• Venendo al 2020, il dato finale è di 216 milioni di bottiglie e un calo del 13.6%, con una quota di esportazione in quasi costante aumento e che ha raggiunto il 70.6% nel 2020 (era poco più del 60% dieci anni fa). Fuori dalla Spagna il Cava trova sbocco soprattutto in Europa, dove viene commercializzato circa il 49% della produzione totale.
• Il principale mercato fuori dalla Spagna resta di gran lunga la Germania, che oltretutto perde soltanto il 9% dei volumi, 28 milioni di bottiglie. Cresce invece del 7% il Regno Unito a 21 milioni interrompendo una lunga serie negativa, mentre è particolarmente negativo il risultato ottenuto in Belgio, -24% a 20 milioni di bottiglie, e in USA -15% a 17 milioni di bottiglie.
• Tra i mercati positivi sono da menzionare parte della Scandinavia (Svezia +12%, Finlandia +12%) e sicuramente Olanda e Russia (+10% e +17% rispettivamente).
Fonte: Do.Cava

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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