Andrew Peller – risultati 2021 (marzo 2022)

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L’andamento di Andrew Peller è stato tutt’altro che positivo nel 2021. Avevamo lasciato l’azienda alle prese con un piano di rifocalizzazione e taglio dei costi, la ritroviamo nel 2021 (e nei dati semestrali del 2022) in difficoltà per quanto riguarda i margini di profitto, calati visibilmente per l’effetto combinato delle tensioni inflazionistiche. Nell’esercizio chiuso a Marzo 2022 le vendite sono calate del 5% ma gli utili sono scesi ben di più, -40% a livello operativo e -80% a livello di utile netto per un dato finale di soli 5 milioni di dollari canadesi, rispetto ai “normali” 25-30 milioni degli anni passati. La struttura finanziaria si è dunque leggermente deteriorata, soprattutto per il calo degli utili e l’andamento borsistico ne ha decisamente risentito, con un prezzo delle azioni che si è dimezzato dai circa 10 dollari di fine 2021 al livello corrente nell’ordine di 5 dollari (per le azioni “A”), che corrisponde a un valore di mercato di circa 230 milioni di dollari canadesi. Passiamo a un’analisi più dettagliata dei numeri.

  • Le vendite calano del 5% a 374 milioni di dollari canadesi. Secondo il management il calo è dovuto al livello molto elevato di fatturato dell’anno precedente quando i clienti (principalmente canadesi) avevano “accumulato” prodotto. Le vendite estere rimangono marginali, -14% nell’anno e rappresentano soltanto il 4% delle vendite.
  • I costi sono stabili a livello assoluto, come risultato dei risparmi di costo e delle tensioni inflazionistiche. Comunque, 20 milioni di fatturato persi sono 20 milioni di EBITDA persi e a scendere 24 milioni di minor utile operativo, dovuto all’incremento degli ammortamenti. I 39 miloni di euro generati nel 2021 sono il livello più basso da quando guardiamo l’azienda, che chiude poi l’anno con soltanto 5 milioni di dollari di utile netto, se aggiustato per circa 7 milioni di proventi straordinari.
  • La struttura finanziaria peggiora leggermente, a causa dell’incremento del capitale circolante (10 milioni in più), con un debito che sale da 174 a 191 milioni di dollari, per un rapporto sull’EBITDA che passa da 2.1 a 3.2 volte.
  • L’andamento nel corso del corrente esercizio non è per nulla soddisfacente. Come vedete dagli ultimi due grafici le vendite trimestrali sono migliorate inizialmente (aprile-giugno) ma hanno di nuovo perso impeto nel secondo trimestre fiscale (luglio-settembre) e gli utiili sono ulteriormente calati.
  • Vi lascio ai grafici e alle tabelle riassuntive.

 


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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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