Stati Uniti d’America


La produzione di vino nel mondo 2025 – prima stima OIV

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OIV ha rilasciato la prima stima di produzione mondiale di vino per il 2025, con una previsione di 228-235 milioni di ettolitri, che nel punto mediano la piazzano circa il 3% sopra il 2024, che però era stato il minimo storico. Ora, forse c’è da essere rincuorati nel leggere questi dati perché è meglio produrre meno, visto l’andamento calante dei consumi. Infatti, con consumi ora stimati intorno a 215 milioni di ettolitri e 25-30m/hl impiegati per altri usi, una produzione di 230 milioni di ettolitri è forse leggermente corta, ma un toccasana per ridurre le scorte e tenere i prezzi.

Come però abbiamo già notato qualche giorno fa commentando le superfici vitate, questa tendenza produttiva calante riguarda molti paesi del mondo, ma non l’Italia, che difatti nel 2025 raggiunge il peso più elevato sul totale (20,4%) da trent’anni a questa parte. Va però specificato che in quegli anni dello scorso millennio il “Nuovo Mondo” era appena nato (Cile, Nuova Zelanda e Australia). La vendemmia italiana con 47 milioni di ettolitri è in linea con i 10 anni precedenti e in ripresa del 7%, e tra i grandi paesi produttori soltanto il Sudafrica si attesta sui livelli storici medi (poi ci sono anche i russi, ma su questi dati non metterei la mano sul fuoco).

Bene, nel post ulteriori commenti, tabelle e grafici. Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

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L’economia del vino in California

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La California è il principale produttore di vino degli Stati Uniti, rappresentando l’81% della produzione nazionale e classificandosi come quarto produttore mondiale. Questo stato vanta circa 6.200 aziende vinicole autorizzate, per lo più a conduzione familiare e spesso multigenerazionali. Sono invece circa 5.900 i coltivatori di uve da vino, attivi in 49 delle 58 contee dello Stato su ben 590.000 acri (circa 239.000 ettari) dedicati alla viticoltura, distribuiti in 154 aree vitivinicole americane (AVA), che contribuiscono a preservare spazi aperti e paesaggi naturali.

Sostenibilità e varietà

Oltre l’80% del vino californiano è prodotto in cantine certificate come sostenibili (“Certified California Sustainable Winery”). La produzione annuale raggiunge 2,96 milioni di tonnellate di uve da vino, con oltre 110 varietà diverse, che rendono la California un unicum nel panorama statunitense.

Mercato e valore economico

Le vendite interne ammontano a 232 milioni di casse di vino californiano sul mercato statunitense. Le esportazioni di vino dagli Stati Uniti (di cui il 95% proviene dalla California) valgono 1,24 miliardi di dollari, pari a 24,2 milioni di casse esportate. Il valore al dettaglio complessivo delle vendite di vino californiano negli Stati Uniti è stimato in 67,5 miliardi di dollari. I dati provengono da U.S. Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau, Global Trade Information Services e California Department of Food & Agriculture (agosto 2025).

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La superficie vitata mondiale – aggiornamento OIV 2024

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Il potente database PowerBI di OIV è stato aggiornato con le superfici vitate mondiali relative al 2024 e possiamo quindi analizzare l’evoluzione del post-Covid rispetto al precedente aggiornamento, fermo al 2021. Prima di cominciare una dovuta annotazione: sono dati relativi a tutti gli utilizzi dell’uva, quindi sono superfici che comprendono anche l’uva da tavola, quella per fare l’uva passa e i succhi non alcolici, e non sono la “nostra” uva.

Ora, da questi dati emerge principalmente un fatto: in un contesto di accelerazione del calo della superficie vitata mondiale (per intenderci, tra il 2011 e il 2019 si sono persi mediamente 13mila ettari all’anno nel mondo, tra il 2020 e il 2024 sono diventati 61mila), l’Italia è l’unico tra i grandi “paesi vitati” a non estirpare: nel 2024 nel mondo ci sono 7,07 milioni di ettari di vigneto, il 4,2% in meno della media 2016-2020. In Italia siamo a 722mila ettari, +1,1%. Gli altri? Spagna -4%, Francia -3%, addirittura -3,6% la Cina e -5% gli USA.

Rispetto agli altri Paesi, l’Italia ha certamente il fattore Prosecco, con le due denominazioni Prosecco e Conegliano Valdobbiadene che sono passate da 37mila a 52mila ettari tra il 2016 e il 2023. Però, togliendo questi ettari dal conto dell’Italia, rimuoviamo 1 punto percentuale, il che significa da +1% a 0%. Insomma, la sensazione che il nostro paese sia come l’orchestrina del Titanic mi sta balendando in testa…

Tutti i numeri, grafici nel resto del post.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento primo semestre 2025

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Per il terzo anno consecutivo le esportazioni dei principali paesi produttori di vino sono calate. Per il 2025 parliamo di una riduzione limitata, -1.2% a 14.76 miliardi di euro, con una riduzione del 2% circa dei volumi a poco meno di 43 milioni di ettolitri. Abbiamo ormail la quasi certezza che non ci sarà alcun recupero nella seconda parte dell’anno per due motivi: le prime evidenze dei dati estivi sono terribili (forte calo in Francia in luglio-agosto, leggero calo in Italia) e, in aggiunta, il forte incremento che le esportazioni hanno avuto nel secondo semestre dell’anno passato.

L’Italia ha fatto un po’ meglio della media e un po’ peggio della Francia, anche se stiamo parlando di arrotondamenti e la sua “quota” sul totale di questi paesi è leggermente cresciuta. A differenza del passato, in questo semestre non c’è nessuno che sorride, visto che l’andamento migliore, quello della Nuova Zelanda è soltanto +3% e oltretutto con una base di comparazione facile. In base ai miei dati, soltanto un paese ha registrato le esportazioni più elevate di sempre in questo semestre: il Portogallo.

Passiamo a un breve commento nel resto del post, dove trovate le due tabelle riassuntive

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Constellation Brands – risultati primo semestre 2025

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La prova che la divisione vino di Constellation Brands si sta sciogliendo come neve al sole è nei dati del secondo trimestre 2025, il primo che esclude completamente i marchi venduti, dove si può vedere facilmente come le vendite in valore siano calate del 65% con un calo del 19% del fatturato “rimanente”. Nella divisione vino, l’azienda sia passata da 71 milioni di utile operativo (secondo trimestre 2024) a 20 milioni di perdita (secondo trimestre 2025). Ma le cattive notizie per Constellation Brands non sono state queste negli ultimi mesi. Lo è stato piuttosto il “profit warning” emesso in settembre con un taglio dell’utile per azione previsto del 10%, che badate bene non è dovuto al vino (le cui indicazioni erano già drammatiche). Così il valore delle azioni ha perso il 35% da inizio anno, comprendendo anche un leggero rimbalzo proprio nella settimana dei risultati.

Tornando alla divisione vino, CBrands resta una grande azienda del settore ma ovviamente la sua rilevanza sta drasticamente calando.

Passiamo a un breve commento dei numeri.

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