Stati Uniti d’America


I consumi di vino totali e pro-capite nel 2018 – aggiornamento OIV

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Il consumo di vino nel mondo non cresce. I dati visti e rivisti da OIV ci dicono che I mercati in crescita si contano sulle dita delle mani. Anzi, nel 2018 sembra che uno dei posti dove dovrebbe essere ovvio vedere un dato in crescita, la Cina, questo non si è verificato. Comunque, torniamo ai numeri: 246 milioni di ettolitri, stabile rispetto al dato (rivisto) del 2017. Gli USA continuano a crescere dell’1% all’anno circa, la Francia continua a calare ma resta stabilmente il secondo mercato, l’Italia è il terzo consumatore a 22.4 milioni di ettolitri e mostra una stabilizzazione dopo aver recuperato dagli anni della crisi. Dove invece sembra che la crisi sia superata e la crescita continua sono I paesi iberici, dove il consumo è cresciuto. Passiamo ai dati.

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USA – vendite al dettaglio di vino – aggiornamento 2018

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Da più parti ormai si parla del rallentamento del mercato americano del vino nella fascia media dei prezzi. I dati che presentiamo oggi pubblicati dal Wine Institute (e come sempre rivisti e aggiornati per le serie del passato) portano a considerazioni simili: i consumi in volume nel mercato americano stanno rallentando, ma non sta rallentando il “dollar value” quindi la spesa in vino. Nel 2018 i dati parlano di una crescita dello 0.8% e del 4.3% rispettivamente, molto simile al ritmo degli ultimi 5 anni (un incremento annuo dell’1.6% a volume e del 5.0% a valore). Il più grande mercato del mondo continua quindi a bere sempre meglio: con questi dati si calcola facilmente un prezzo medio al litro di 18.6 dollari, che significano 14 dollari alla bottiglia, 12.3 euro al cambio attuale. Un prezzo elevatissimo se immaginiamo alle abitudini italiche. Il mercato resta saldamente ancorato al prodotto locale, che rappresenta il 60% del totale e come nel resto del mondo si sta spostando gradualmente verso i vini spumanti, che crescono anche nel 2018 del 4% a volume, e verso i vini rosati che nel giro di pochi anni si sono ritagliati una fetta del 2.7% del mercato americano da 68 miliardi di dollari di retail value. Passiamo all’analisi dei dati.

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Constellation Brands – risultati primo trimestre 2019

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I numeri del vino di Constellation Brands non sono particolarmente incoraggianti, ma il titolo ha ripreso parte del terreno perduto nei mesi scorsi grazie all’andamento sempre eccellente del segmento della birra e degli spirits, che ormai se messi insieme rappresentano la parte preponderante (penso il 75-80%) degli utili di questo colosso. In secondo luogo, CB ha alzato leggermente (+2%) le sue stime di utile per l’esercizio fiscale che chiuderà a febbraio 2020. Ultima annotazione, i dati sono molto difficili da leggere in quanto molto influenzati dalle oscillazioni di valore della nuova avventura nel segmento della cannabis, che hanno nel primo trimestre portato a una perdita piuttosto corposa (245 milioni di dollari, contro i 744 milioni di utile dello scorso anno). Fatte queste premesse e tornando al vino, si fa sentire l’impatto della vendita di parte dell’attività a Gallo, ma anche aggiustando i dati per questo impatto le vendite del gruppo sono in calo (0.7%) pur in presenza di una base di comparazione piuttosto comoda (-3.6% nel primo trimestre 2018). A maggior riprova, l’azienda ha di nuovo cambiato la sua definizione di “focus brands”, cioè dei marchi su cui si sta concentrando… quando le aziende cambiano questi raggruppamenti per far venir fuori un dato positivo nonostante tutto non è mai un buon segno… passiamo all’analisi dei dati.

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USA – esportazioni di vino 2018

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Le esportazioni di vino per gli americani sono un aspetto residuale della loro attività nel settore del vino. Con una produzione di circa 23 milioni di ettolitri e un consumo interno di 32, hanno bisogno di importare vino, non di venderlo all’estero come capita a noi. In questo contesto ci sono comunque prodotti americani apprezzati all’estero e prodotti di fascia bassa che vengono venduti sfusi nel resto del mondo (circa il 15% del totale). Il 2018 poteva essere un anno migliore di quello che non dicono i numeri, con il dollaro che si è indebolito (soprattutto nella prima parte dell’anno): le esportazioni sono in realtà calate del 2% a 1.45 miliardi di dollari, principalmente a causa del forte calo in alcuni mercati secondari (Belgio, Germania e alcuni paesi nordici), mentre il positivo contributo visto negli anni scorsi in Cina non si è ripetuto, con un forte calo di esportazioni nella “mainland China” perfettamente compensato da un medesimo incremento a Hong Kong. Il 2019 dovrebbe essere più difficile per gli americani, vista anche la maggiore disponibilità di vino sfuso nel mercato, dopo la buona vendemmia 2018. Vedremo. Per ora concentriamoci sui dati 2018.

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USA – importazioni di vino – aggiornamento 2018

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Dopo aver raggiunto la posizione dell’Italia nel mercato americano, la Francia nel 2018 ha acquisito la leadership con un deciso balzo delle vendite, salite dell’8% in euro e del 12% in dollari a 1.8 miliardi di euro in un mercato stabile in euro e cresciuto del 4.6% in valuta locale. I nostri prodotti, nonostante la forte crescita dei vini spumanti hanno registrato per il secondo anno consecutivo una crescita più moderata (ma comunque superiore a quella media), +2% in Euro. Nulla di grave, naturalmente, visto che la Francia dovrebbe essere primo esportatore in ogni paese e gli USA erano decisamente una anomalia nel panorama mondiale. La concentrazione della distribuzione (che mi piacerebbe investigare ma di cui non ho alcun dato…) sta probabilmente facilitando e aiutando le aziende francesi, più grandi e organizzate, compensando il grande vantaggio del nostro prodotto: i nostri connazionali emigrati e la nostra cucina in USA. Detto questo, scorrendo la tabella all’interno del post, vi accorgerete che i francesi sono gli unici che festeggiano, dato che il mercato in euro è stato stabile nel 2018 (5.5 miliardi) e quindi alla crescita della Francia e al leggero incremento dell’Italia fa da contraltare un netto calo per australiani, argentini, cileni e anche tedeschi. Passiamo dunque a leggere i dati.

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