Analisi di bilancio


Nosio – risultati e analisi di bilancio 2012-13

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Partiamo con I bilanci 2013 delle aziende vinicole italiane dedicandoci un paio di post a Nosio e Mezzacorona. Nosio ricordo per chi non ha letto i post passati è l’unica azienda che redige il bilancio con i principi internazionali (quelli usati dalle società quotate). Nel 2013 l’attività ha continuato a svilupparsi, con una crescita del 4% delle vendite, essenzialmente guidata dagli incrementi di prezzo che si sono resi necessari per il forte aumento delle materie prime. In realtà come potete apprezzare dal grafico e dalla tabella i maggiori prezzi non sono riusciti a compensare i maggiori costi, talchè l’anno si chiude un utile netto stabile, ma con un andamento a livello operativo leggermente negativo sia in termini di margini percentuali che di numeri assoluti. La “storia” del 2013 non è però solo questa. Nosio sta “dimagrendo” dopo un forte ciclo di investimenti, quindi meno debito finanziario, quindi minori debiti verso la controllante Mezzacorona e un generoso dividendo di EUR2 milioni pagato ai soci (praticamente quasi tutto l’utile). Passiamo ai numeri.

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LVMH divisione vino – risultati 2013

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Nel secondo semestre 2013, la divisione vino e spirits di LVMH ha favorevolmente stupito gli investitori, che venivano da una “scorpacciata” di profit warning e delusioni da parte di famosissimi concorrenti (Diageo, Remy Cointreau) sulla scorta delle preoccupazioni per l’andamento delle vendite in Cina. Se guardate questi numeri con l’occhio a “secondo semestre” invece che all’anno vi accorgerete che un indebolimento del ritmo di crescita c’è stato. La crescita organica nell’ultimo trimestre è stata del 4% contro il 6% dell’anno e i cambi hanno messo pressione alle vendite che non sono più cresciute. La divisione Champagne e Vini per tutto il 2013 ha visto scendere i ricavi, mentre gli utili sono continuati a salire grazie ai margini di profitto che finalmente hanno smesso di scendere. L’onnivora LVMH (ricordo l’acquisizione di Loro Piana a luglio 2013) non sembra preoccupata dell’andamento della divisione nel 2014, come invece lo sono i suoi concorrenti (causa: vendite di Cognac in Cina). Nella divisione vino e Champagne l’azienda ha dichiarato di volersi concentrare su investimenti per far crescere la capacità produttiva. Vedremo se riuscirà a confermare i dati.

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La valutazione delle aziende vinicole – aggiornamento 2013

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Fonte: Thomson Reuters

Come qualcuno di voi sa bene, questo è il “mio” post, nel senso che gioco su un terreno amico, quello della mia professione. Parliamo oggi dei multipli borsistici delle aziende vinicole, aggiornando il post che più o meno in questo periodo di un anno fa avevo pubblicato. Il settore ha visto negli ultimi 12 mesi una serie di rivolgimenti piuttosto importanti. Il leader mondiale Constellation Brands ha comperato la parte americana della Birra Corona e il suo valore di mercato è salito dell’80% e sfiora oggi i 10 miliardi di euro. Treasury Wine Estate ha “tirato fuori” una bella svalutazione delle scorte che ha dovuto concedere ai distributori americani perchè i vini che gli aveva venduto anni fa non erano mai stati piazzati ai consumatori. Risultato -35% a 1.5 miliardi di euro. Concha y Toro vale oggi 1 miliardo di euro, il 10% in meno dell’anno scorso causa margini in calo, come abbiamo visto nei post di aggiornamento. Al di là di queste vicende, il quadro che si presenta oggi è quello di un aumento delle valutazioni, così come si è verificato in tutto il mercato azionario. Ossia, le aziende quotate del mondo del vino hanno un valore OGGI più elevato di quello che avevano in questo momento un anno fa SE CONFRONTATE CON LE ASPETTATIVE DI UTILI DEI PROSSIMI DUE ANNI. Per esempio, un anno fa vi avrei detto che in media le aziende valevano circa 15 volte gli utili attesi per l’anno in corso. Ebbene oggi vi dico che lo stesso numero è 17x. Oppure che il valore d’impresa (cioè il valore di borsa più i debiti) corrispondeva a circa 10 volte il MOL. Ebbene oggi vi dico che è oltre 11 volte. Andiamo a vedere i numeri, e magari in una delle prossime settimane proviamo ad applicarli ai produttori italiani di vino…

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I margini delle aziende vinicole californiane di alta qualita’ – aggiornamento 2013

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Questo è un post che ci apre un po’ gli occhi su quanti soldi fanno e su quale beneficio le aziende vinicole americane di qualità (californiane) hanno maturato operando in un mercato prospero come quello USA. Si tratta del rapporto della Silicon Valley Bank, che dopo aver enumerato le strategie di prodotto mette questa tabellina, che traccia la performance di 100 aziende vinicole americane di piccole-medie dimensioni. Oltre ad analizzare i dati, che ci portano a concludere che “i bei tempi” (alta crescita-alti margini) siano terminati con la crisi del 2009, ho fatto un altro passo confrontando i dati Mediobanca relativi alle aziende (quindi escluso cooperative) con questi, per capire il “gap” di crescita e il “gap” di margini che c’è tra fare vino in USA e fare vino in Italia. I campioni, ripeto, sono diversi, ma anche i contesti sono diversi e qualche interessante spunto lo possiamo ricavare. Andiamo nel dettaglio…

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Schloss-Wachenheim – risultati 2012/13

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Il 2012-13 di Schloss-Wachenheim si e’ concluso in maniera soddisfacente, nonostante un contesto economico difficile nei principali mercati (Europa) e la pressione sui costi delle materie prime (basi spumante principalmente). Le vendite sono aumentate del 5% superando per la prima volta la barriera dei 300 milioni di euro, il taglio dei costi operativi ha consentito di compensare una riduzione del margine industriale, di conseguenza l’utile netto alla fine cresce di quasi il 10%. La valutazione borsistica del gruppo e’ cosi’ cresciuta del 50% e oggi sfiora i 100 milioni di euro, per un multiplo comunque piuttosto modesto di 10 volte gli utili. Passiamo ai numeri dell’anno.

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