Esportazioni


Norvegia – mercato del vino e importazioni 2009

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Oggi scrivo un post che mettera’ il buon umore ai nostri esportatori di vino. Si tratta dell’analisi condotta da OEMV sulle importazioni di vino in Norvegia. Come voi sapete la Norvegia e’ un mercato piuttosto importante per il mondo del vino, in quanto combina una serie di interessanti caratteristiche, e cioe’: i norvegesi sono molto ricchi (petrolio) e quindi tendono a bere bene; i norvegesi hanno una cucina molto elaborata e di elevato livello (ne sono testimone); ai norvegesi piace il vino, che da loro non si produce (“poverini”, sono solo pieni di petrolio). Quindi, la Norvegia e’ un mercato significativo, che cuba circa 250 milioni di euro e quasi 800mila ettolitri. Ma soprattutto, e’ un mercato che ha subito in modo molto limitato la crisi del 2009 e, all’interno di questo mercato, il vino italiano e’ andato particolarmente bene. Da qui, ci apprestiamo a commentare una serie di grafici e tabelle celebrativi del buon andamento del nostro prodotto.



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Cile – esportazioni di vino 2009

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Guardiamo oggi le esportazioni cilene di vino del 2009, che sono andate in controtendenza rispetto alla maggior parte delle altre nazioni, con una crescita del 5% a valore a 1 miliardo di euro, interamente supportata da un forte incremento dei volumi a discapito del prezzo mix. I volumi esportati hanno toccato i 7 milioni di ettolitri, il massimo degli ultimi anni e probabilmente di sempre. Il vino cileno si sta sempre piu’ imponendo nel mondo ma sta sempre di piu’ prendendo una fetta di mercato precisa, quella del vino a buon mercato. Basta il colpo d’occhio ai dati pluriennali per vedere come la crescita dell’export cileno si e’ storicamente basata sui volumi: nel giro di 9 anni sono passati da 2.7 a 7 milioni di ettolitri, mentre il prezzo a cui il vino viene venduto e’ sceso da EUR2.3 a EUR1.4 al litro. Vero e’ che nel corso degli anni la valuta cilena si e’ svalutata (essendo in qualche modo agganciata al dollaro americano), ma il cambio non basta a giusticare un crollo di questa portata.



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Canada – mercato del vino e importazioni 2009

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Fonte: OEMV
Le importazioni di vino in Canada hanno subito un leggero calo nel corso del 2009 (-1%), interamente legato a un peggioramento del prezzo mix. Nonostante la grave crisi finanziaria, il Canada si ripropone quindi come un mercato particolarmente interessante, anche e soprattutto per i prodotti italiani, che in questo contesto hanno mostrato un andamento piu’ che rassicurante. Probabilmente, parte di questo vantaggio deriva dalle caratteristiche molto peculiari dell’import canadese: (1) i canadesi importano soprattutto vino imbottigliato (e poco spumante); (2) i canadesi bevono vino di ottima qualita’, rispetto ad altri mercati. Il prezzo-mix medio dell’import canadese e’ di EUR3.2 al litro, un livello particolarmente elevato se consideriamo il minor peso degli spumanti.



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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento dicembre 2009

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Siccome siamo arrivati ai dati di dicembre sulle esportazioni di vino, facciamo oggi un commento e il punto con dei grafici “riassuntivi” dell’andamento dell’anno solare, invece che concentrarci come facciamo di solito sull’andamento come “anno mobile” rispetto all’anno mobile dei mesi precedenti. Con la annotazione che si tratta dei dati provvisori (quelli definitivi sono sempre leggermente diversi), possiamo dunque guardare al quadro dell’export italiano di vino dello scorso anno, che si conclude, come abbiamo visto anche per la Francia, con dei dati in ripresa.



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Champagne – dati di mercato ed esportazioni 2009

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Le esportazioni di Champagne hanno subito un forte calo nel corso del 2009, esclusivamente dovuto alle minori esportazioni. I dati finali pubblicati da CIVC infatti confermano che le vendite a volume (non sappiamo come e’ andato il prezzo-mix) sono rimaste stabili a 181 milioni di bottiglie, quando invece le esportazioni sono calate da 141 milioni di bottiglie a 112 milioni, cioe’ un calo del 20% secco. A dire la verita’, c’e’ una seconda serie di dati, che e’ quella della dogana francese, che ci fornisce dei numeri leggermente discordanti (i volumi sono in calo del 22% su questa statistica), ma ci fornisce anche una indicazione sul prezzo mix, che scende dell’8%, portando il calo totale delle esportazioni al 28% (confronto: circa -15% spumanti italiani). Se ipotizziamo che lo stesso calo si e’ verificato in Francia (in termini di prezzo-mix), potremmo concludere che il mercato in Francia e’ calato dell’8% circa e che il mercato totale e’ calato in valore di circa il 15-16%. Si tratta di numeri molto pesanti che mettono in luce il “trading-down” applicato dai consumatori, (1) sia a livello di categoria (c’e’ stato un travaso tra gli Champagne e i prodotti alternativi, come gli spumanti italiani che a volume sono addirittura in rialzo), che (2) all’interno della categoria medesima.



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