Masi


Masi – risultati 2013

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Masi è certamente una delle aziende vinicole più riservate, perlomeno per quanto riguarda la possibilità di analizzare il suo andamento economico. Eppure, secondo alcuni articoli recentemente pubblicati sulla stampa, potrebbe essere in procinto di approdare in borsa, nel mercato dedicato alle piccole aziende (AIM). Sarebbe in realtà la seconda azienda vinicola italiana a provare questa esperienza, visto che negli ultimi giorni è stata ammessa Italian Wine Brands, attraverso un veicolo di quotazione che ha acquistato Giordano e Provinco. Ma torniamo a Masi, per analizzare i dati finio alla fine del 2013. Va detto che Masi è un’azienda vinicola molto profittevole sia in rapporto al fatturato che in rapporto al capitale investito. Questo è frutto di un attento bilanciamento nell’approvvigionamento di materie prime tra vigneti di proprieta e acquisti dall’esterno, ma anche di una segmentazione del prodotto ben fatta, dove la quota di vini DOC, IGT e da tavola è attentamente modulata. I numeri del 2013 e la tendenza degli ultimi anni mostra un percorso di crescita piuttosto lento, frutto di decisioni prudenti e una profittabilità un po’ altalenante, dovuta presumibilmente alle oscillazioni dei prezzi delle materie prime. Tuttavia, con un margine MOL del 25%, un ritorno sul capital del 15% e un rapporto debito MOL di 1.4 volte, Masi si pone ai vertici del panorama del settore del vino in Italia. Passiamo a un’analisi più puntuale dei dati.

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Masi – risultati 2008

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Masi e’ una delle migliori aziende italiane e per lungo tempo e’ stata oggetto di voci circa la sua possible acquisizione. Purtroppo, sono ormai passati due anni di chiamate e fax inviati all’azienda per ottenere il bilancio senza risposta. Il bilancio non ce l’ho, ma attraverso il collegamento a una banca dati sono riuscito a scaricare i numeri del bilancio 2007 e 2008, di cui vi scrivo oggi. Mancano tanti dettagli rispetto al documento di bilancio, primo tra tutti l’andamento delle vendite per mercato, ma anche gli investimenti e il commento degli amministratori (inclusa la famosa “evoluzione prevedibile della gestione”), ma per il moment dobbiamo accontentarci di quello che passa il convento. Facciamo con quello che abbiamo sperando di ricevere i prossimi bilanci.


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