2015


Laurent Perrier – risultati primo semestre 2015

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A proposito, buon 2016, visto che siamo agli sgoccioli, per chi legge “in diretta”. Vi auguro di brindare con un Laurent Perrier, di cui questa sera commentiamo i risultati del primo semestre (che per loro chiude a settembre). Avendo letto delle disgrazie dei concorrenti (Lanson e Vranken Pommery), questi numeri sembrano proprio belli, sia per quanto riguarda il fatturato, che per i margini e per la generazione di cassa. Le vendite crescono dell’8%, i margini sono stabili prima degli ammortamenti, il prodotto è stabile in Francia e recupera molto bene in Europa, la strategia di “premiumisation” da’ insomma i suoi furtti (il 40% delle vendite del brand Laurent Perrier è “alto di gamma” contro il 37% dei primi 6 mesi del 2014). Andiamo a leggere i numeri insieme.

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Vranken Pommery – risultati primo semestre 2015

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Dopo aver visto i numeri semestrali terribili di Lanson, i risultati semestrali di Vranken sarebbero facilmente comprensibili dicendo “sono andati male anche loro”. E invece no, a quanto pare, perlomeno a livello di fatturato. Vranken, come abbiamo visto nel post sui dati annuali, ha un buon motivo a giustificazione del calo delle vendite, che è l’apporto di Listel, attiva nei vini fermi, a una JV ora consolidata sotto la linea dell’utile operativo al 50%. Ma non solo, circa 10 milioni di fatturato sono stati spostati dal primo al secondo semestre per via delle tempistiche di consegna. Quindi, il fatturato che a prima vista cala del 24%, sarebbe sceso soltanto dell’8%. Se poi ci ributtiamo dentro questi 10 milioni “spostati” arriviamo a una leggera crescita (2-3%). Detto questo, l’utile operativo comunque scende in maniera fragorosa, con o senza la JV sui vini fermi e ciò ha avuto un certo impatto sulle quotazioni di borsa, sempre superiori a inizio anno ma di certo ben sotto i massimi. Andiamo a leggere insieme qualche dato.

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I post più letti de “I numeri del vino” – aggiornamento 2015

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Oggi diamo un’occhiata a quali sono stati i post più consultati durante il 2015. Diciamo che si può guardare a una classifica assoluta, dove troneggiano due articoli pubblicati durante il 2014 (che quindi hanno beneficiato di tutto l’anno), e un’altra soltanto riferita ai post dedicati al 2015. Gli argomenti “chiave” in realtà non cambiano e sono due: la produzione di vino italiana e mondiale da un lato e la classifica di fatturato delle principali aziende italiane.

Dunque, questa è la classifica:

1 – la classifica del fatturato 2013 delle principali aziende vinicole italiane, con circa 4800 page views, pubblicata a novembre 2014;

2 – la produzione di vino nel mondo 2014, pubblicata a dicembre 2014, con circa 4700 page views.

3 – con quasi 3900 page views, ecco al terzo posto il primo post pubblicato quest’anno, che si riferisce alla produzione di vino italiana nel 2014.

4 – segue al quarto posto lo stesso post che era al secondo posto, pubblicato nel maggio 2014, riferito alla produzione di vino nel mondo secondo OIV per il 2013.

5 – quinto post per letture è il famoso post sulle vendite di vino via internet, che ha suscitato qualche discussione in più del solito. Eravamo nel mese di aprile del 2015.

6 – numero sei, passiamo all’argomento consumi, un po’ in ribasso secondo me. A maggio 2015 analizzavamo i consumi di vino segmentati per regione e per classi di età…

7 – …seguito al settimo posto dal post sui consumi di bevande alcoliche nel 2013, pubblicato da ISTAT in maggio 2014.

8 – all’ottovo posto si torna sui dati produttivi OIV, questa volta i dati finali 2014.

9 – così come al nono posto, quando troviamo i dati sui consumi segmentati per regione, stesso post del numero 6.

10 – il decimo post più letto cade nel 2014 ed è uno di quegli articoli “una tantum”. Si riferisce alla tassazione sul consumo di bevande nel mondo, che abbiamo recuperato da un working paper AAWE.

 

Prima di chiudere un cenno sui principali “tag” cliccati sul blog nel 2015: 1) produzione di vino; 2) consumi di vino; 3) esportazioni di vino italiano; 4) consumi pro-capite; 5) dati OIV.

Francia – abitudini di consumo di vino 2015 e confronto con l’Italia

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France Agrimer ha pubblicato l’aggiornamento quinquennale (al 2015) del rapporto sulle abitudini di consumo di bevande alcoliche in Francia. Si tratta di un’indagine del tutto sovrapponibile nelle linee guida a quella dell’ISTAT sul consumo di bevande alcoliche che commentiamo sul blog in estate (l’ultimo è questo). A differenza del nostro è fatto da un ente specializzato, quindi più approfondito e centrato sul mondo del vino. Nel post guardiamo ai dati principali ma soprattutto li confrontiamo con i dati italiani (gli anni non sono sempre sovrapponibili perfettamente, ma fa niente). Quali conclusioni? 1) la Francia è riuscita a far invertire la tendenza di aumento dei non bevitori di vino tra il 2010 e il 2015 (l’Italia no); 2) in Francia, il consumo giornaliero di vino è soltanto al 16% della popolazione, contro il 20% in Italia; 3) la politica di promozione del consumo moderato di vino in Francia ha avuto successo nel segmento dei giovani fino a 24 anni: 10 anni fa il 64% non consumava mai vino (il 66% in Italia). Oggi i giovani francesi che non toccano vino sono il 55%, gli italiani il 71%… Quindi? Lasciatemi essere un filo polemico. Buone notizie: la tendenza si può invertire, dato  che qualcuno non tanto lontano da noi è riuscito a farlo. Leggiamo i dati insieme.

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Esportazioni di spumante / Italia – aggiornamento settembre 2015

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Come dicevamo la scorsa settimana, settembre 2015 è il primo mese da molto tempo che le esportazioni di spumante non segnano un segno positivo… sono andato a controllare e sono dovuto arrivare a aprile 2010 per vedere un segno meno… qualcuno direbbe che prima o poi doveva capitare ed è capitato, in un mese che per gli spumanti comincia a essere importante (insieme ai prossimi due). A settembre abbiamo esportato 85 milioni di spumanti rispetto a 88 dello scorso anno. I prossimi due mesi, ottobre e novembre sono mesi da 100 milioni ciascuno, cioè critici per fare quel 940-950 milioni a cui si potrebbe ambire per il 2015. Che sta succedendo? Beh, le cose negative che non cambiano sono relative all’Asti spumante, che sta vivendo un vero e proprio calo strutturale, mentre per gli spumanti DOP i dati restano positivi ma, obiettivamente, non è possibile crescere all’infinito del 20%… settembre segna un +12%, anche in questo caso la crescita più bassa da almeno un anno a questa parte. A livello generale, potremmo dire che sta riprendendo il calo della Russia, che si era stabilizzata, e che non sta più crescendo il mercato americano, mentre il Regno Unito continua a “tirare”. Vediamo qualche numero insieme.

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