2015


Cile – produzione di vino 2015

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Uno dei buchi del blog è la produzione di vino cileno. Siccome sono passati quasi dieci anni, è ora di porre rimedio. Insieme al Sud Africa, il Cile è una delle nazioni che ha avuto il maggiore incremento produttivo negli ultimi anni, arrivando a una stabilizzazione a poco meno di 13 milioni di ettolitri prodotti, quindi rappresenta una quota del 5% circa del vino mondiale. L’incremento produttivo si è concentrato nel segmento dei vini di qualità, che sono cresciuti fino all’85% della produzione totale. Strutturalmente, la produzione cilena è dominata dai vini rossi, che rappresentano il 71% della produzione dei vini di qualità, e sui vitigni “internazionali” cioè i francesi, con una preponderanza di Cabernet Sauvignon, tra i vini rossi e Sauvignon Blanc tra i bianchi. Andiamo a leggere qualche numero in dettaglio.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento settembre 2015

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Le esportazioni di vino in Settembre non hanno segnato progressi rispetto allo scorso anno, causa il rallentamento della crescita degli spumanti DOC, che non ha più che compensato il calo dell’Asti e dei vini sfusi. In realtà, come potete vedere dai grafici del post, il rallentamento delle esportazioni ha caratterizzato anche il resto dell’export italiano, a fronte di un rallentamento globale dei flussi di commercio internazionale. Un calcolo molto spannometrico ci indica che la crescita media dei primi 9 mesi del vino italiano è intorno al 5.5%, rispetto a un incremento del 4.2% delle esportazioni totali dell’Italia. Dentro tale contesto va peraltro notato che nel settembre 2014 le esportazioni furono particolarmente positive (+5%) e che i prossimi due mesi 2015 avranno una base di comparazione molto più favorevole (0% ottobre 2014 e -1% novembre 2014), tale probabilmente da consentire un andamento più positivo di quello visto a settembre. Ma questo lo commenteremo nella seconda metà di gennaio. Andiamo sui numeri.

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Argentina – produzione di vino 2014 e stima 2015

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Dopo due anni molto positivi dal punto di vista produttivo, l’Argentina si avvia a chiudere una vendemmia 2015 leggermente sotto la media storica (-7%). Il paese è caratterizzato da una produzione molto significativa di mosto, in leggero calo negli ultimi anni, che rappresenta a occhio un quarto della produzione totale. Noi come al solito ci focalizziamo di più sulla parte vino, analizzando dettagliatamente il set di numeri 2014, dato che sul 2015 abbiamo soltanto un paio di numeri. Cosa “portare a casa” da questa pagina di commenti? 1) che l’Argentina sta strutturalmente riducendo la produzione di mosto; 2) che dopo qualche anno di vendemmie povere, la produzione di vino bianco è tornata in auge nel 2014; 3) che accanto a Mendoza, che ancora rappresenta la maggior parte della produzione, la zona di San Juan sta emergendo, anche se nel 2014 la produzione di vino sembra essere calata in modo più marcato che nel resto del paese.

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Concha y Toro – risultati primo semestre 2015

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La svalutazione del peso cileno rispetto alle principali valute sta aiutando Concha y Toro nel 2015. Quello che sta però succedendo è che a fronte di un incremento sostenuto dei ricavi e a una sostanziale tenuta del margine industriale, i costi di produzione si stanno “mangiando” tali benefici. Ne risulta un quadro del primo semestre di vendite in crescita del 6% ma di utile operativo in leggero calo. Se estendiamo il confronto ai nove mesi pubblicati da qualche giorno e che trovate riportati in tabella, la situazione è decisamente migliorata, con una accelerazione delle vendite dal 6% al 9% ma soprattutto con un consistente miglioramento dei margini, che ha portato l’utile operativo a crescere del 12%. Si preannuncia dunque un anno molto interessante per Concha y Toro, anche se quando i dati dovranno essere letti in dollari americani, la svalutazione del peso del 15% circa ridurrà l’impatto dei dati in valuta locale. Andiamo a leggere i numeri insieme.

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Cavit – risultati 2014/15

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Cavit ha chiuso il 2015 (a maggio) con un leggero incremento delle vendite, essenzialmente legato alla crescita all’estero e del segmento degli spumanti. Dal 2015 la cooperativa deve redigere il bilancio consolidato a seguito dell’acquisizione di Kessler Sekt, l’azienda spumantistica tedesca acquistata nel giugno 2013 che dovrebbe integrarsi perfettamente con Cavit, potendo usufruire della sua produzione di vini atti a diventare spumante. L’impatto non è stato dirompente (circa 5/6 milioni di vendite su un totale pre-acquisizione di 159 milioni, quindi +3/4%, diventati 6.6 milioni nel 2014/15), ma nel post troverete un doppio 2013/14, il primo solo Cavit e il primo con Kessler Sekt consolidata (a dire il vero solo per 11 mesi ma l’impatto dovrebbe essere marginale). Nell’ambito dell’attività della cooperativa, va segnalato l’importante incremento (+16%) della remunerazione dei soci, reso possibile dall’ulteriore miglioramento della struttura finanziaria. Le prospettive per il 2015/16 sembrano migliorare: nel primo trimestre (maggio-agosto) l’evoluzione del fatturato è in accelerazione (+6.6%), con l’Italia a +2.2% e l’estero a +8%. Andiamo a leggere qualche numero insieme.

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