
In un anno meno ovvio del solito per gli americani, sia per la forza del dollaro contro l’euro che per la minore disponibilità di volumi, l’export è comunque andato bene e ha raggiunto nuovi picchi storici. Nel 2012, secondo i dati pubblicati dal Wine Institute, le esportazioni sono state in crescita del 3% a 1.43 miliardi di dollari nonostante una riduzione del 5% dei volumi a 4.25 milioni di ettolitri. Come già abbiamo avuto modo di commentare per i dati del Cile, anche in questo caso numeri tutto sommato equilibrati nascondono grandi variazioni al loro interno. Quello che succede agli USA è la stessa cosa che capita agli altri paesi del nuovo mondo il cui prodotto sta diventando maturo: non si cresce più a volume ma solo a prezzo-mix, non si cresce più “facilmente” nei mercati del vecchio mondo ma bisogna affacciarsi alle nuove destinazioni. Vediamo cosa è successo.





