Spumanti


Esportazioni di vino Italia – aggiornamento ottobre 2024

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I dati di ottobre sono un raggio di sole in un periodo pieno di nuvole per il settore del vino, che ha incominciato il 2025 discutendo delle possibili nuove norme americane sulle etichettature, delle conseguenze dell’inasprimento delle pene per l’abuso di alcol alla guida, tutti aspetti che potrebbero accelerare la tendenza calante del consumo di alcol.

Le nostre esportazioni intanto crescono del 7% in ottobre, un mese importante e sostenuto da un peso stagionalmente sopra la norma degli spumanti, che sono cresciuti dell’11%. Il buon andamento e l’importanza “stagionale” di questo ottobre 2024 lo fanno il mese con le esportazioni più alte di sempre (837 milioni). Allargando lo sguardo al periodo “ultimi 12 mesi”, dove le nostre esportazioni crescono del 4%, penso sia interessante guardare il grafico sopra che vi dice da dove viene il miglioramento: USA, Canada e resto del mondo, intendendo per questo tutti i paesi secondari.

Bene passiamo a un’analisi più dettagliata nel resto del post con tutte le tabelle di dettaglio.

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La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo Liv-Ex – aggiornamento 2024

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Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

La classifica dei marchi del vino “top 100” redatta da Liv-Ex presenta diverse sorprese nella sua edizione 2024, anzi forse meglio dire una specie di rivoluzione. La vetta della classifica è conquistata da un vino non francese per la prima volta da quando la guardo (2010), ossia Vega Sicilia, con due marchi italiani, Gaja e San Guido-Sassicaia, al secondo e terzo posto. La seconda cosa importante da dire è che emergono i vini italiani, che negli anni recenti erano stati 13-14 (con un picco di 17 nel 2020) e che nel 2024 sono ben 22. Anche la Spagna, di solito presente con 1-2 vini, passa a 3 referenze. La terza cosa è da notare è che i prezzi di questi vini stanno scendendo, media aritmetica del 6%, più elevata per i vini francesi (in calo tra il 6% e il 9%) e meno elevata per quelli italiani per esempio (-3%), con addirittura i vini spagnoli che crescono del 4%.

Prima di addentrarci ulteriormente nei numeri (e ci sarà un secondo post specificatamente dedicato ai vini italiani), una considerazione personale. Quando ho guardato alla nuova classifica ho pensato: “finalmente una classifica di vini da bere”. Ho già bevuto (e qualche volta comprato) Vega Sicilia, Sassicaia, un Barbaresco di Gaja, un borgogna di Drouhin e via dicendo. Se guardo alla classifica di qualche anno fa era capitanata da marchi inarrivabili, con prezzi per cassa superiori alle 10mila sterline. La media dei top-10 del 2024 è 3355 sterline per 12  bottiglie ovvero 330 euro per bottiglia, tanto ma non impossibile, quella del 2023 era 373 a bottiglia ma nel 2022 era a 1400.

Bene, fatte queste considerazioni passiamo a un’analisi più approfondita della classifica, che come sapete tiene anche conto del peso di questi marchi sul monte di transazioni che Liv-Ex fa (e che qui non abbiamo incluso nella base dati), oltre alla performance e al prezzo. Continua a leggere »

Laurent Perrier – risultati primo semestre 2024

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Laurent Perrier è la terza azienda della Champagne di cui analizziamo i risultati semestrali, in questo caso spostati al periodo aprile-settembre. L’andamento è ovviamente simile ai suoi simili (Lanson BCC ha subito un calo vicino al 20%, Vranken Pommery un po’ meglio a -7%). Nel semestre le vendite sono calate del 17% a 132 milioni, con un impatto molto importante sui volumi (-18% a 4.4 milioni di bottiglie) e un prezzo mix che si mantiene stabile, con un prezzo medio che viaggia intorno ai 30 euro alla bottiglia. I margini restano molto elevati ma ovviamente il minore fatturato si fa sentire in termini di minore assorbimento dei costi fissi, per cui il margine operativo scende al 29% dal 36% dell’anno scorso e l’utile netto cala in valore assoluto da 38 a 25 milioni, comunque un livello più che doppio di quello dell’azienda negli anni precedenti al Covid. La struttura finanziaria peggiora a causa di un incremento del capitale circolante (pagamento ai fornitori), anche se il rapporto tra debito e magazzino (0.33 da 0.30 l’anno scorso) resta tra i più bassi del settore. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Schloss-Wachenheim – risultati 2023/24

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Lo spostamento verso est di SSW continua anche nel 2023/24, frutto della combinazione di mercati più ricettivi ma anche degli investimenti che l’azienda sta facendo, incluse le acquisizioni. Ci troviamo dunque ad analizzare un bilancio in leggera crescita per le vendite (+4%) e per l’utile operativo (+3%) essenzialmente grazie ai prezzi e alle acquisizioni, ma non per l’ultima linea del bilancio, che cala di oltre il 10% nell’anno a causa dell’aumento degli oneri finanziari legato al maggiore debito, che tocca quota 90 milioni, il più elevato di sempre, nell’ordine di 2 volte l’EBITDA. La spina nel fianco resta la Francia, per il secondo anno consecutivo a zero in termini di contributo agli utili, mentre la strategia di crescita nell’Europa dell’Est si vede con un contributo molto importante all’utile operativo (22 dei 28 milioni totali), pur nel contesto di un margine leggermente in calo. Ultima curiosità: nonostante quello che si potrebbe immaginare non sono i vini spumanti a crescere (anzi, calano), bensì i vini fermi e gli “altri prodotti”, ossia gli aperitivi e altri prodotti a base di vino.

Bene, il resto del post continuiamo l’analisi con tabelle e grafici annessi.

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Esportazioni di spumanti Italia – aggiornamento settembre 2024

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Le esportazioni italiane di spumante giungono nel periodo critico dell’anno con una buona velocità di crociera, +7/8%, come sempre trainate dal Prosecco che cresce dell’11% circa (sia sui 9 mesi che sugli ultimi 12 mesi) parzialmente compensato da un Asti stabile, dagli altri spumanti DOP ancora in calo (ma con qualche segnale di risveglio) e da un +5% per tutti gli altri prodotti della categoria. L’andamento è particolarmente incoraggiante se confrontato con lo Champagne, in calo nel medesimo periodo del 13% circa, ma anche degli spumanti spagnoli, in crescita di un più modesto 4%, sempre nei primi 9 mesi dell’anno.

Le geografie che stanno supportando questa performance sono gli USA, in crescita del 15% nei 9 mesi e ormai di gran lunga il principale mercato (23-24% del totale) e la Russia che pur rappresentando soltanto il 5% del totale è nel corso del 2024 in crescita di oltre il 60%.

Tutte le tabelle e ulteriori grafici nel resto del post.

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