Mercato e consumi


Nuova Zelanda – produzione e consumo di vino – aggiornamento 2023

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I vini neozelandesi sono sempre più presenti nei mercati internazionali e questi numeri diffusi qualche settimana fa dalla locale associazione dei produttori vinicoli lo dimostra. Le esportazioni annuali a giugno 2023 sono state in crescita del 19% in valuta locale e se proporzionate alla produzione annua di vino rappresentano l’88% dei 3.6 milioni di ettolitri prodotti nell’annata 2023. La spinta delle esportazioni è poi dietro al costante incremento del prezzo delle uve. Il mercato locale è invece in calo, con un consumo totale pro-capite di vino sceso da circa 20 litri agli attuali 16.6. Il Sauvignon Blanc continua a rappresentare la maggior parte dei nuovi impianti ed è ora il 65% del vigneto totale neozelandese, l’unico forse nel mondo che continua a crescere moderatamente supportato da evidenti ragioni di mercato. Ovviamente dobbiamo mettere tutto nel contesto dei numeri assoluti: stiamo parlando di circa 42mila ettari. Passiamo a un’analisi più dettagliata.

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La classificazione per fasce dei grandi vini secondo Liv-Ex – aggiornamento 2023

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Nel 1855 in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi e per iniziativa di Napoleone III i francesi introducevano il sistema di classificazione dei vini di Bordeaux in cinque fasce di qualità, sulla base della reputazione e del costo di produzione dei vini (che al tempo era poi il principale determinante del prezzo di vendita. Fonte: Wikipedia). Questo sistema è immutato da quell’anno, se si fa l’eccezione per paio di modifiche, nel 1856 e nel 1973 (Château Mouton Rothschild passato dalla seconda alla prima fascia). Se ci pensate, una iniziativa straordinariamente lungimirante e anticipatrice dei tempi.

L’argomento del post di oggi è la rielaborazione in chiave commerciale di questa classificazione, fatta dal Liv-ex, con due importanti differenze. La prima è che i vini non sono solo di Bordeaux ma sono tutti i vini pregiati del mondo. La seconda è che il sistema si basa su un parametro essenziale: il prezzo medio a cui questi grandi vini sono scambiati sulla piattaforma. Ovviamente, di quello che stabilirono nel 1855… non c’è rimasto molto. Partiamo con qualche considerazione.

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Esportazioni di vino Italia – aggiornamento luglio 2023

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Per il quarto mese consecutivo le esportazioni di vino sono in calo, nel mese di luglio del 5%. A partire da giugno, a una moderata tendenza calante dei volumi (circa 2%) si è aggiunga la discesa del “prezzo-mix” per circa il 2-3% rispetto allo scorso anno che sta ribaltando il forte incremento visto negi ultimi 12 mesi anche legato all’inflazione. Come dicevamo nella newsletter di qualche giorno fa (a proposito, volete iscrivervi? Viene pubbicata solo una volta al mese! scrivetemi), il mercato più in difficoltà è il Nord America, con il Canada in calo del 17% e gli USA dell’8% nei primi 7 mesi dell’anno, e ben di più nel solo mese di luglio (-25% e -15% rispettivamente). Il danno è per ora limitato dato che le altre due colonne delle nostre esportazioni, Germania e Regno Unito, tengono appena sopra la parità e gli spumanti come categoria si mantengono in leggera crescita. Abbiamo davanti un mese relativamente tranquillo, agosto, prima del “trimestre” chiave di settembre-ottobre-novembre che sarà il banco di prova degli spumanti e certamente l’andamento del cambio non ci aiuterà, con l’indebolimento del dollaro rispetto ai livelli record del 2022.  Passiamo a un breve commento.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento primo semestre 2023

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I primi 11 paesi produttori e “legittimi” esportatori di vino hanno registrato un calo del 2% a valore a 15.2 miliardi di euro, rispetto al record storico di 15.5 del 2022, per quanto riguarda il primo semestre 2023. Il dato dei volumi è in calo più marcato, -6% da 44.8 a 42.3 milioni di ettolitri, che a sua volta “monta” sul dato del 2022 calante del 6%. Essenzialmene potremmo dire che il volume esportato è al livello più basso dal 2013, se ovviamente escludiamo il 2020, quando impazzava il Covid. Di fronte a questo quadro, eccelle la performance semestrale che abbiamo analizzato di recente del vino francese, +3% a valore, e non sfigurano i dati intorno allo 0-1% registrati dall’Italia e dalla Spagna. A portare a portare giù il totale sono tre paesi, in calo tra il 20% e il 25%: Cile, gli USA e l’Argentina, cui si aggiunge il -16% del Sud Africa. Quindi, il “nuovo mondo”, con una eccezione rilevante e ormai usuale: la Nuova Zelanda. Passiamo a commentare qualche dato.

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Spagna – esportazioni di vino – aggiornamento primo semestre 2023

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Il quadro delle esportazioni di vino comincia a comporsi, con i dati spagnoli che analizziamo oggi. Il vino spagnolo è calato in volume dello 0.6% a 10.5 milioni di ettolitri nel primo semestre ma è cresciuto dell’1% circa a 1.47 miliardi di euro in valore, con un contributo leggermente positivo del prezzo mix dell’1.5% circa. I dati per categoria esportata sono molto allineati, con un andamento leggermente migliore per i vini spumanti (+2%), mentre quelli per area geografica sono come sempre per la Spagna più volatili: in questo semestre recuperano i mercati andati peggio l’anno scorso, come la Germania e il Regno Unito, mentre si indebolisce il mercato americano (-3%), come abbiamo anche visto per il mercato italiano. Ora, se allarghiamo un po’ il discorso e guardiamo ai dati preliminari che stiamo raccogliendo per le altre nazioni, quello che vediamo è che il trade mondiale è in realtà rallentato del 4% circa (dato sui primi 11 paesi produttori/esportatori), il che mette questi dati (ma anche quelli italiani, -0.4%) in una luce un po’ meno negativa di quella inizialmente ipotizzata. Passiamo a un breve commento dei dati.

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