2022


Zonin – risultati 2022

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Il 2022 di Zonin si chiude con ricavi stabili e margini in crescita, una volta depurati degli oneri non ricorrenti. La barriera dei 200 milioni di fatturato è stata superata di nuovo dopo la crisi del Covid ma la crescita è stata limitata dal mercato italiano. Dall’altra parte, il miglioramento dei margini è venuto dal miglioramento del margine industriale e da ulteriore calo delle spese pubblicitarie che ha compensato i maggiori costi del personale. La situazione finanziaria è anch’essa in progresso con un calo del debito di 5 milioni a 87, per un multiplo sull’EBITDA di 5 volte. Il primo trimestre 2023 è stato stabile ma gli amministratori specificano che è stato siglato un nuovo accordo di distribuzione su diversi stati del mercato americano con RNDC (Republic National Distribution Company), il secondo distributore di vino del paese. Gli obiettivi per il 2023 restano concentrati sulla crescita dei margini, questa volta però anche derivanti dall’aumento del fatturato. Passiamo a una breve analisi dei numeri.

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Francia – produzione di vino – dati finali 2022 e stima 2023

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Nel 2023 la produzione di vino francese è senz’altro stata migliore di quella italiana. Secondo Agreste infatti, il calo produttivo di cui tanto si parla in Italia non c’è stato, visto che la produzione è attesa quasi stabile a 46 milioni di ettolitri. Va ovviamente detto che le basi di partenza sono diverse, visto che l’Italia veniva da due vendemmie particolarmente ricche (si potrebbe dire, sopra la media), mentre la Francia con la vendemmia 2023 si ritrova molto vicina alla media degli ultimi 5 anni, per essere precisi al 3% in più. È la spinta che negli ultimi anni ha avuto il cognac e la produzione di vini atti a questo prodotti che però influenza pesantemente i dati. Mai negli ultimi anni si erano raggiunti 12 milioni di ettolitri per questi vini bianchi. Se li togliessimo (e nelle tabelle li trovate praticamente tutti concentrati nella regione dello Charentes), ci troveremo di fronte a circa 34 milioni di ettolitri nel 2023, con un calo leggero, del 5%, sul 2022 e un livello del 3% circa sotto la media degli ultimi 5 anni. Passiamo a un commento dei dati.

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Fantini Wine Group – dati di bilancio 2022

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Fantini Wine Group chiude il 2022 con dei buoni risultati, benchè al di sotto delle aspettative di inizio anno. Come molti altri, il gruppo ha fatto fronte nel 2022 a un ulteriore ribilanciamento dei canali di vendita, dall’off-trade dominante nel periodo Covid all’on-trade. Tale tendenza è destinata a continuare anche nel 2023, soprattutto per un gruppo così attivo fuori dall’Italia. Lo spostamento ha alcune implicazioni sul bilancio, a nostro avviso: una pressione sulle vendite (soprattutto, ma non solo) in volume, in quanto il mix dei ristoranti è migliore di quello della grande distribuzione, un margine superiore, che è quello che vediamo dal bilancio 2022 e un miglioramento dei termini di pagamento, ed è una seconda cosa positiva che notiamo nel bilancio di Fantini. Quindi, vendite stabili sui 90 milioni e migliori margini (solo marginalmente se rettificati dalle componenti straordinari), un utile leggermente superiore al 2021 e, soprattutto, un forte calo dell’indebitamento netto da 72 a 60 milioni di euro, aiutato anche dai minori investimenti oltre che dal circolante più limitato. Le prospettive per il 2023 sembrano caute ma non pessimistiche, nello specifico “i primi mesi del 2023 stanno confermando la solidità del volume d’affari del Gruppo. Al consolidamento dei volumi nei canali di vendita della grande distribuzione si aggiungono i forti segnali di ripartenza a pieno ritmo del comparto ho.re.ca.”.

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Antinori – risultati e analisi di bilancio 2022

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Antinori sta definitivamente ampliando i propri orizzonti. Le ramificazioni dell’azienda toscana vanno ben oltre i confini regionali (ultima arrivata Jermann nel 2022) e a partire dal 2023, ben oltre a quelli nazionali con l’importante investimento che a giugno è stato compiuto per acquisire l’85% della californiana Stag’s Leap (il 15% era già di proprietà del gruppo). Per questo motivo, associare le produzioni storiche di Marchesi Antinori con i dati consolidati di Antinori non è più corretto, come non lo è associare quelli del bitter Campari alla Campari. I dati 2022 che commentiamo oggi sono molto positivi: le vendite sono cresciute del 21% a 323 milioni, i margini di profitto toccano livelli mai conosciuti prima, se escludiamo le partite contabili di rivalutazione dei marchi che hanno gonfiato gli ammortamenti. L’utile netto consolidato sale a 81 milioni di euro, gli investimenti restano molto sostenuti a oltre il 15% del fatturato e nonostante questo la struttura finanziaria migliora ulteriormente, con una cassa netta salita da 151 a 239 milioni di euro, grazie anche all’attenta gestione del capitale circolante. Le previsioni contenute nel bilancio indicano un obiettivo di crescita delle vendite (a parità di perimetro) del 3%, dopo un avvio di anno leggermente in calo anche a causa della ridotta disponibilità di prodotti. Come dicevamo sopra, Stag’s Leap sarà un vero e proprio “salto”, come dice la parola, non del cervo  però, ma dalla regina delle aziende vinicole italiane.

 

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Corea – importazioni di vino – aggiornamento 2022

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Dopo aver passato gli anni del Covid completamente indenne, la Corea del Sud ha messo a segno nel 2021 e 2022 due anni eccezionali per lo sviluppo del consumo di vino, che ovviamente “parifichiamo” alle importazioni non essendo a conoscenza di alcuna produzione locale. Nel 2022, le importazioni sono aumentate del 16.6% passando da 473 a 552 milioni di euro. Se prendiamo la crescita sui 5 anni 2017-22 arriviamo addirittura al 24% annuo, quindi un fortissimo sviluppo come potete vedere dal grafico qui sopra. Complice la svalutazione del Wong, se prendiamo il dato in valuta locale arriviamo a un +26% per 806 miliardi di Wong. A questi dati corrisponde un volume riportato di circa 700mila ettolitri, il che implica un valore al litro esportato di quasi 8 euro, a dimostrazione di quanto sia orientato all’alta qualità il consumo di vino del paese. La Francia domina, soprattutto in valore, mentre il Cile è il primo esportatore in termini di volume. I dati dell’Italia sono positivi ma non come quelli del mercato. Passiamo a qualche dato aggiuntivo.

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