Italia


Esportazioni di vino Italia – aggiornamento primo semestre 2025

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Le esportazioni italiane di vino nel primo semestre 2025 sono praticamente stabili a 3867 milioni di euro con un calo dei volumi di circa il 3% a 10.3 milioni di ettolitri. L’andamento è perfettamente allineato tra vini in bottiglia e spumanti, con l’unica differenza che gli spumanti hanno volumi stabili rispetto a un -3% per i vini. Al di là dell’analisi del resto del post, penso valga la pena di “anticipare” qualche considerazione che faremo nel post sulle esportazioni di vino mondiali: forse per la prima volta dal 2018 le esportazioni italiane non vanno “decisamente meglio” del totale. Guardando ai dati ancora parzialmente incompleti, il trend mondiale è stato circa -1% a valore e -2% a volume. La differenza è veramente marginale. La seconda considerazione è più editoriale: questa era l’ultima serie di dati sul vecchio e glorioso “coeweb” di ISTAT. Dal prossimo mese si passa quello nuovo, più potente ma meno immediato. La maggior parte delle tabelle (di più del solito) e dei grafici (di meno) che vedete oggi sono già “nel nuovo sistema”. Buona proseguimento della lettura.

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Produzione, superfici e valore della produzione delle IGT italiane – aggiornamento 2023 – elaborazione dati ISMEA

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Dopo il post sulle DOC, passiamo alle IGT. Il database ISMEA in merito alle IGT è un po’ meno completo, nel senso che copre il 75% circa della produzione 2023 (contro l’82% delle DOC), ammesso che la dicitura “ettolitri imbottigliati” sia compatibile con la produzione dell’annata. A differenza delle DOC, le IGT sono in minor numero e hanno un valore della produzione ovviamente molto inferiore alle DOC. Secondo i nostri calcoli l’82% delle DOC nel 2023 aveva avuto un valore della produzione di 3.2 miliardi di euro (quindi 3.9 volendo traslare in proporzione sul 100%), mentre quello delle IGT è stato di 1.2 miliardi di euro (volendo traslare di nuovo considerando il 75%, 1.65 miliardi di euro).

Le 5 maggiori IGT italiane rilevate dal database ISMEA sono Puglia con quasi 1.5m/hl di produzione, Veneto con 1.26m/hl, Emilia e Terre Siciliane con 0.9m/hl ciascuna e Toscana con 0.7m/hl. Se guardiamo al valore della produzione medio dell’ultimo triennio, è ancora Puglia IGT la maggiore in Italia con poco più di 100 milioni di ettolitri, mentre la IGT che ha coperto la maggior superficie vitata è Terre Siciliane con oltre 20mila ettari.

Nel post trovate tutte le tabelle dettagliate e un ulteriore breve commento.

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Produzione vini DOC e DOCG per denominazione – dati 2023

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Il post di oggi è uno di quelli “costosi” perché ha comportato almeno 15 ore di lavoro (grazie a Perplexity, altrimenti sarebbero ben di più) per l’aggiornamento dei dati e numerosi solleciti a ISMEA per ottenere la pubblicazione dei dati. Stiamo parlando della produzione di vini DOC (ma affronteremo anche gli IGT) aggiornati al 2023, vesto che il precedente aggiornamento era fermo al 2020. Aggiungiamo dunque tre anni. Le classifiche che trovate nel post sono anche replicate in formato testo nella sezione Solonumeri del blog in questa pagina.

A titolo informativo, vi dico che la somma della produzione 2023 delle DOC coperte dal database è di circa 16.2 milioni di ettolitri, mentre secondo AGEA la produzione di vini DOC 2023 è stata di 19.8 milioni di ettolitri, quindi abbiamo un grado di copertura dell’82% circa. Tra le grandi DOC mancanti a mio parere ci sono sicuramente due grandi DOC venete, Delle Venezie e Verona, visto che il Veneto è coperto per circa 6.1m/hl contro le dichiarazioni di 8.6.

Ad ogni modo, i dati che leggiamo in queste classifiche ci dicono che il 2022 è stato probabilmente l’anno di picco per il valore delle DOC italiane (le prime 10 organicamente hanno raggiunto 2.2 miliardi di euro, per poi scendere a 1.9 miliardi), che il Prosecco ha raggiunto i 42mila ettari di vigneto nel 2023, che se sommati a Conegliano e Asolo diventano 54mila, quindi più del doppio della DOC Sicilia e 3 volte il Chianti e Chianti Classico.

Dopo questo lungo preambolo è ora di entrare nel post e guardare i dati più in dettaglio, con tutte le tabelle in formato grafico (e, di nuovo, in formato testo nella sezione Solonumeri).

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L’andamento degli indici Liv-ex – aggiornamento 2024/25

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Come di solito intorno a questo periodo dell’anno, facciamo il punto sull’andamento dei prezzi dei vini di alta qualità utilizzando gli indici Liv-Ex. Quest’anno devo però ringraziare Liv-Ex, nelle persone di Gianpaolo Paglia e Grace Geldard, perché da inizio 2025 il post mensile del loro blog con le quotazioni dei principali indici è diventato privato per i sottoscrittori e… grazie a loro sono riuscito ad ottenere i dati che potete leggere qui.

La discesa dei prezzi è continuata per tutto il 2024 e per i primi sei mesi del 2025, nessuno escluso. Guardando ai dati in euro e per il 2024 e con riferimento all’indice più “ampio”, il Liv-Ex Fine Wines 1000, i prezzi sono scesi dell’8% in media (-12% in sterline), con la Borgogna a -12%. Il calo è continuato nei primi mesi del 2025: a giugno il calo è stato di un ulteriore 7% (sempre tradotto in euro, altrimenti sarebbe il 5%), con Borgogna e Bordeaux protagoniste in negativo. In questo contesto i vini italiani sono calati meno della media, -3% nel 2024 e -6% nei primi sei mesi di quest’anno e l’indice italiano a 399 è ora molto vicino al 410 dell’indice generale (base sempre 2023).

Bene, passiamo a un’analisi più dettagliata con tutte le tabelle e i grafici nel resto del post.

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Guido Berlucchi – risultati 2024

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Dopo 7 anni di crescita consecutivi, nel 2024 Berlucchi segna un leggero calo delle vendite (-2% a 53 milioni) e, in misura più accentuata, dei margini di profitto che tornano in valore assoluto al livello (molto soddisfacente peraltro) del 2022 dopo che nel 2023 avevano raggiunto un livello record. Va detto che tale andamento è perfettamente speculare a quello di Ca del Bosco, che nel 2024 ha segnato un calo delle vendite dell’1% e un margine operativo lordo con la medesima traiettoria: in calo sul 2023 e in linea con il 2022. Non abbiamo ancora i dati di Ferrari Trento. Tornando a Berlucchi, il bilancio mostra anche un incremento degli oneri finanziari, che porta a una chiusura con un utile di 4.6 milioni di euro (dai 7.1 del 2023 e 5.8 del 2022) e a un indebitamento finanziario netto di 54 milioni, rispetto ai 53 dello scorso anno, anche se quest’ultimo andamento è legato a un esborso di 5 milioni di euro per acquistare una quota residua dello 0.004% della società Agricola della Franciacorta (probabilmente legato a qualche accordo precedentemente siglato).

Passiamo a un breve commento dei dati, con l’avvertenza che il bilancio non è consolidato e che i commenti sull’andamento della gestione economico finanziaria sono limitati all’osso (spostando l’attenzione sui successi di marketing). In altre parole, se dobbiamo pubblicare il bilancio, facciamolo dando meno informazioni possibili. Comprensibile, non condivisibile.

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