
Le importazioni mondiali di vini spumanti nel 2025 sono state negativamente influenzate dal calo molto evidente del mercato americano, sceso del 5% in valuta locale e del 9% in euro, mentre tra i paesi più significativi ma “di passaggio” vale la pena di sottolineare l’influenza del calo di Singapore, dai livelli record del 2024.
Per questo motivo è sempre utile agganciare la dinamica generale delle importazioni al dato delle esportazioni che è molto più facile da calcolare: le esportazioni di spumante nel 2025 sono state in calo del 2-3% a seconda che si considerino i quattro grandi produttori di vino (7.14 miliardi) oppure allargando anche agli altri paesi produttori di vino (ma non di spumanti, e si sale a 7.46 miliardi di euro). Questi dati, elaborati su fonte UN-Comtrade, parlano di un volume esportato stabile di 9.4 e 9.7 milioni di ettolitri rispettivamente per i due “campioni”.
Passiamo a un’analisi dettagliata delle importazioni mondiali di vini spumanti, con tutti i dati e le tabelle.

I quattro grandi mercati: Stati Uniti, Regno Unito, Giappone e Germania
Per gli Stati Uniti, di gran lunga il principale mercato globale, il valore importato scende a 1.5 miliardi di euro, -9%, secondo calo consecutivo, e si colloca il 22% sotto il picco del 2022. In dollari la flessione è più contenuta, -5%. I volumi però salgono del 3% a 1.9 milioni di ettolitri, il che implica un prezzo medio implicito di 7.7 euro al litro contro 8.7 nel 2024 e 9.5 nel 2023: -12% in un anno, -19% in due. Il confronto con i dati di export mostra che l’Italia cresce del 2% in valore, la Francia +1%.
Il Regno Unito resta il secondo mercato con 1.2 miliardi di euro, -3% in euro ma +1% in dollari, e volumi piatti a 1664 mila ettolitri. Il prezzo medio scende marginalmente a 7 euro al litro. È il terzo anno consecutivo di sostanziale stagnazione.
Il Giappone torna a crescere dopo il calo del 2024: 626 milioni di euro, +5% (+9% in dollari), con volumi in leggera flessione a 395 mila ettolitri. Il prezzo medio implicito, 15.8 euro al litro, che resta di gran lunga il più alto del panel (salvo i mercati “di passaggio” e sale del 6%: il mercato giapponese continua a essere il più orientato allo Champagne tra i grandi importatori.
La Germania è il quarto mercato con 475 milioni, +8% in euro e +13% in dollari, a volumi invariati (593 mila ettolitri): anche qui la crescita è tutta di prezzo, con la media che passa da 7.5 a 8 euro al litro.
Insieme, questi quattro mercati valgono 3.761 milioni di euro, il 52% del paniere. La quota americana si limita a scendere dal 21.2% al 20.7%: la concentrazione geografica della categoria non si è modificata, si è modificato il prezzo a cui la merce viene comprata.
Le importazioni mondiali di vini spumanti negli altri mercati
Sul resto del panel, Singapore passa da 690 a 330 milioni, -52%. È un hub di riesportazione senza produzione domestica, e le sue esportazioni valevano 360 milioni nel 2024 e 332 nel 2025: un import di 690 milioni a fronte di un export di 360 è difficile da spiegare, e quindi riteniamo che il dato del 2024 sia quasi certamente derivato dalla tempistica delle rilevazioni. Il Belgio a 298 milioni (+5%) con volumi in crescita del 18% è anch’esso in parte piattaforma logistica per il nord Europa. Seguono l’Italia (294, +2%), la Svizzera (242 milioni, +9%), la Svezia (183, +8%), la Spagna (143, +11%) e la Francia (170, +5%); crescono tutte, con la Francia e l’Italia che confermano che anche i paesi produttori sono importatori significativi (nel caso italiano, quasi interamente Champagne).
Russia, Emirati Arabi e Asia ex Giappone
Passiamo ai paesi in guerra. Abbiamo ricalcolato la Russia a a 248 milioni, -4%, con volumi a 564 mila ettolitri, -5%, visto che i dati non sono più disponibili dal 2022. Abbiamo ricalcolato anche gli Emirati Arabi Uniti -30% a 103 milioni, dopo il +27% del 2024.
Infine, in Asia ex Giappone i dati sono negativi per la Cina 58 milioni (-7%), Hong Kong 60 (-4%) e anche per la Corea del Sud 74 (-12%). I tre mercati insieme valgono 192 milioni contro i 253 del 2021, -24% in quattro anni.
Fonte: I numeri del vino su dati UN Comtrade





