Veneto


Cantina di Castelnuovo del Garda – risultati 2012/13

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La Cantina di Castelnuovo del Garda è riuscita nel 2012-13 a confermare il livello di fatturato del 2011-12 e ad aumentare la remunerazione dei soci nonostante il costante calo delle quantità di prodotto conferite, fatto di cui il consiglio di amministrazione nella relazione si lamenta. Quello che sta succedendo è spiegato così: “Inoltre dobbiamo segnalare la forte diminuzione del quantitativo di uva da conferire, a causa dell’indisponibilità da parte di Soci importanti che, per motivi diversi, hanno deciso di affittare i loro vigneti a terzi non soci.”  Presumbilmente il cambio generazionale dei proprietari delle vigne sta convincendo alcuni di essi a ridurre ulteriormente l’impegno. Certamente la sfida della cooperativa è rendere la vendemmia interessante per i soci attraverso una remunerazione possibilmente ancora migliore dei 43 centesimi pagati in questo bilancio. Il bilancio 2012-13 si è poi fatto grazie alle esportazioni, dato che le vendite italiane dopo anni di incremento hanno inevitabilmente segnato il passo. Passiamo ai numeri.

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Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento giugno 2013

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Il post di oggi ripete quello di un anno fa relativamente alle tipologie e geografie dell’export italiano. Data la rilevanza dei dati dovrebbe diventare un appuntamento fisso del blog, perchè invece di dirci dove le nostre esportazioni vanno bene ci dice quali delle nostre esportazioni vanno bene. Scopriamo quindi diverse cose interessanti, che vanno dalla “stanchezza” sempre più evidente delle esportazioni di vino bianco di qualità dopo anni di forte crescita, che si ribatte sull’andamento delle esportazioni della regione Veneto, alla graduale ripresa delle esportazioni della regione Trentino AA, alla buon andamento delle esportazioni di vini IGP, quando invece rallentano quelle di vini DOC. Tutti i dati che commentiamo qui di seguito fanno riferimento ai vini imbottigliati e ho provato a tenere i dati su base annua per semestre (per quanto sono disponibili anche i numeri a luglio). Buona lettura…

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Veneto – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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Continuiamo il viaggio nel censimento 2010 pubblicando i dati per vitigno sul Veneto. Nella regione il 72% delle superfici vitate  di circa 78mila ettari sono DOC/DOCG e la caratterizzazione è chiaramente sui vini bianchi e sui vitigni internazionali. Inoltre, va sottolineata la forte specializzazione provinciale e accesso alle DOC dei vitigni autoctoni, forse con l’eccezione del Pinot Grigio (sul quale qualcuno mi dovrebbe spiegare se di autoctono si tratta). I vitigni internazionali, molto presenti, hanno una coltivazione “diffusa” nella regione e tendenzialmente mostrano soltanto il 50% delle superfici registrate alle DOC. Andiamo insieme a commentare i principali dati.

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Veneto e Friuli Venezia Giulia – produzione di vino DOC/DOCG – aggiornamento Federdoc 2011

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Mentre i nostri politici a Roma si trastullano da qualche anno su come semplificare le province italiane, I Numeri del Vino va oltre e propone oggi la fusione tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Gia’ una volta sono stato redarguito per aver nominato il “Friuli”, dimenticandomi il pezzo “Venezia Giulia”. Adesso che fondo le due regioni credo di perdere tra il 10% e il 15% dei lettori. Nessuno me ne voglia male ma il problema qui e’ semplice: il Prosecco e’ una denominazione ormai gigantesca (1.3milioni di ettolitri, la prima in Italia) prodotta in entrambe le regioni. Diventa cosi’ difficile fare un vero proprio distinguo tra le due, soprattutto quando si tratta di commentare i dati totali. Detto questo, la DOC Prosecco ha determinato una forte crescita della produzione, che andiamo a commentare.

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Santa Margherita – risultati e analisi di bilancio 2012

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Santa Margherita si avvicina anche in un anno difficile come il 2012 al traguardo dei 100 milioni di fatturato e lo fa mantenendo inalterato il livello (elevato) degli utili in un anno in cui la pressione dei costi delle materie prime si è fatta sentire. L’attività continua a essere trainata dal marchio Santa Margherita, mentre la forte esposizione di Ca del Bosco sul mercato italiano (oltre l’80% dei volumi) ne ha rallentato la crescita nonostante il +30% dell’export, a causa della forte crisi del mercato italiano. Gli altri “higlights” di questa annata del gruppo sono senz’altro il primo significativo progresso negli utili della controllata toscana di Pile e Lamole (pur restando una piccola parte del totale) e il passo verso una struttura più pesante in USA con la costituzione di una controllata locale. Infine, Santa Margherita si conferma un’azienda molto generosa con i propri azionisti, avendo distribuito 11 milioni di euro in dividendi, praticamente quasi tutto l’utile (stabile) di 12 milioni di euro. Nonostante questo, l’indebitamento è leggermente calato sia in valore assoluto sia in proporzione alla cassa generata e al patrimonio netto. Infine, una parola sull’evoluzione della gestione che nei primi mesi del 2013 sembra suggerire un ulteriore passo avanti nelle vendite, soprattutto per quanto riguarda  Santa Margherita. Passiamo ai numeri.

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