Il bilancio 2009 di Gruppo Italiano Vini che analizziamo oggi e’ molto differente dall’ultimo che avevamo visto (2007). Innanzitutto, GIV ha allargato il suo perimetro di consolidamento acquisendo al 31/12/2008 una serie di attivita’ (l’impatto si e’ visto nel 2009 a livello economico, mentre e’ gia’ visibile nei dati 2008 a livello patrimoniale) che concentrano dentro GIV SpA le produzioni di qualita’ con una semplificazione della struttura societaria e gli forniscono anche l’apparato produttivo e una serie di attivita’ agricole che la rendono sempre piu’ indipendente dai conferimenti delle cooperative socie. Resta comunque preponderante l’acquisizione di prodotti da commercializzare dai soci dell’azienda, che hanno di poco superato i 60 milioni di euro (EUR32.5m di vnio sfuso, mosto e olio e EUR28.9m di vino sfuso e imbottigliato fornito da Cantine Riunite & CIV). Le mosse che stanno compiendo gli azionisti di GIV sembrano corrette: bisogna dare indipendenza operativa all’azienda. Deve ora essere il momento dell’indipendenza finanziaria, che significa anche agire sui costi e sui rapporti con i soci: il GIV e’ un produttore di vini di qualita’ (non vende praticamente vini da tavola, con il 49% di IGT e il 49% di vendite DOC/DOCG), con una forte esposizione all’estero (70% sono realizzati sostanzialmente in Germania, USA e Canada) e marchi molto noti come Bolla (13% delle vendite), Folonari (12%), Lamberti (9%), Rapitala’ (6%), Melini, Bigi e via dicendo. Intanto, nei primi 3 mesi del 2010 le vendite sono state stabili in Italia e in leggero calo all’estero, ma con una ripresa incoraggiante a marzo e un ulteriore recupero in Aprile.
Veneto
Zonin – risultati e analisi di bilancio 2009
2 commentiZonin ha archiviato un 2009 in decisa controtendenza rispetto alla maggior parte delle altre grandi aziende vinicole. Il fatturato e’ cresciuto del 9% e, anche se i margini si sono ridotti leggermente, il bilancio ha chiuso con un leggero utile senza essere aiutato da poste straordinarie: possiamo dire che e’ il primo bilancio senza perdite dalla gestione dal 2004 a questa parte. Non solo Zonin e’ andato bene nel 2009, ma prevede anche un 2010 in ulteriore rialzo, anche se gli amministratori hanno gia’ messo le mani avanti sui margini: il focus continua a essere la quota di mercato e l’incremento del fatturato rispetto all’incremento della profittabilita’. La salute finanziaria del gruppo sta aumentando: il capitale investito e’ rimasto stabile, il debito ha avuto una leggerissima riduzione. Anche se i parametri del debito sono leggermente peggiorati a causa del calo del MOL, l’andamento commerciale del gruppo (per non dire della dotazione patrimoniale) lascia presagire a evoluzioni positive nell’esercizio in corso.
Veneto – produzione di vini DOC e DOCG – aggiornamento 2008
nessun commentoIl viaggio tra le denominazioni continua in Veneto, dove la produzione DOC/DOCG e’ secondo Federdoc diminuita del 6% nel 2008 rispetto al 2007 ed e’ stata del 3% inferiore alla media 2006-08. Il Veneto resta una regione piu’ orientata verso i vini IGT che non i DOC, con un 30% scarso del totale prodotto contro il 60% dei vini IGT. Second ISTAT pero’ nel corso del 2009 le cose sarebbero cambiate, con un balzo della produzione DOC a quasi 3m/hl (dai 2.4 milioni del 2008) e un peso che dal 30% supererebbe il 35%. Vedremo se Federdoc sara’ d’accordo.
Veneto – produzione di vino – aggiornamento 2009
nessun commentoConsiderazioni chiave:
– Il Veneto mostra ancora una volta una vendemmia molto interessante, con una produzione in leggera crescita. Negli ultimi anni non ci sono stati particolari sbalzi, il che e’ molto positivo per la programmazione e l’andamento delle aziende locali
– La superficie vitata continua a crescere gradualmente, in particolare in provincia di Treviso, dove si sono aggiunti oltre 1600 ettari
– Le rese per ettaro sono costantemente sopra i 150q/ha, il che significa una produttivita’ per ettaro del 50% superiore alla media nazionale
– La produzione nel corso del 2009 si e’ spostata verso i vini DOC, rispetto agli IGT, che storicamente in Veneto sono stati dominanti. La penetrazione dei vini DOC sul totale si riporta in linea con la media nazionale ma resta largamente al di sotto del livello del Nord Italia
– I vini da tavola sono quasi raddoppiati in volume.
– I vini bianchi sono andati nettamente meglio dei rossi (+19% contro -21%) e ora rappresentano oltre il 60% della produzione totale.
– Il valore del vino ai prezzi di origine cresce del 22% nel 2009 e cala soltanto dell’1% annuo negli ultimi 5 anni, contro il -4% della media nazionale.
–
Contri spumanti – risultati 2008
nessun commentoOra posso dirlo: anche I numeri del vino ha un “cavaliere bianco”, che ogni tanto manda qualche bilancio per arricchire la casistica censita e per aiutarci a capire meglio come si muovono gli operatori nel mondo del vino e quali sono i modelli ottimali di gestione dell’attivita’. Faccio questa premessa per introdurre Contri Spumanti, che e’ un’azienda destinata ad entrare nel novero delle prime 20 aziende italiane nel mondo del vino. Nel 2008, di cui oggi parliamo, ha messo a segno un incremento del 62% delle vendite e, a leggere la relazione degli amministratori, aveva come obiettivo un ulteriore incremento del 20% per il 2009. Non solo: gli amministratori hanno anche messo le mani avanti sui margini di profitto. Il MOL su fatturato, che si e’ assestato al 4% nel 2008, era previsto crescere di 10 punti percentuali, per raggiungere il 14% nel 2009. Come si fa? (1) si tengono i prezzi di vendita invariati quando il costo delle materie prime (uva e vino) scende di oltre il 20%; (2) si aumenta il fatturato in modo significativo, riuscendo cosi’ a diluire i costi fissi su una base di vendite piu’ significativa. Se fate due moltiplicazioni, Contri Spumanti potrebbe essere diventata nel 2009 un top-20 nel mondo del vino italiano, con 54-55 milioni di euro di fatturato e 7-8 milioni di euro di margine operativo lordo. Perche vi parlavo di modello di business? Perche’ questa azienda ha 13 dipendenti e un capitale investito di 10 milioni di euro, cioe’ ha una struttura particolarmente esile rispetto ai numeri che registra.











