
“Ahi! Ahi! Ahi!” verrebbe da dire guardando ai dati del terzo trimestre 2022 di Constellation Brands. Ci sono diversi motivi per giustificare il tracollo delle azioni del 5 gennaio (-10%, peraltro preceduto in dicembre da un andamento altrettanto negativo): il principale è il calo importante dei margini nell’area della birra, che si combina a una crescita del fatturato “soltanto” del 8%. Vale la pena di notare che quest’anno per la prima volta da lungo tempo le indicazioni di andamento dell’utile per azione date a inizio anno (intorno a maggio) sono state riviste al ribasso da 11.20-11.60 dollari per azione a 11.00-11.20. Va poi notato l’andamento tutt’altro che incoraggiante dell’area vino, dove le vendite sono in calo del 7% a fronte di vendite al dettaglio a -6%, con margini ancora sotto pressione. E, infine, l’aumento della leva finanziaria legato alle operazioni di ottimizzazione del capitale (riacquisto di azioni, eliminazione di una classe di azioni con esborso di 1.5 miliardi di dollari), che portano il debito a 12 miliardi di dollari rispetto ai 10 di fine febbraio: non proprio un segnale incoraggiante quando i tassi di interesse sono in forte incremento. Bene, fatta questa lunga spiegazione, per chi è interessato dentro il post maggiori dettagli e spiegazioni.






