2016


Laurent Perrier – risultati e analisi di bilancio 2016

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Laurent Perrier ha subito come i suoi concorrenti il forte rallentamento del mercato inglese, legato alla Brexit e alla corrispondente svalutazione della sterlina. Chi legge il blog sa che dei tre piccoli produttori (Lanson BCC, Vranken Pommery sono gli altri due), Laurent Perrier è quello con i risultati normalmente migliori, sia dal punto di vista commerciale che dei margini. Così è stato anche nel 2016 (che per LP significa 12 mesi a marzo 2017), anno in cui l’azienda ha perso il 6% in termini di vendite (di cui il 2% a causa dei cambi) ma ha mantenuto i margini quasi stabili. Risultato finale: un utile operativo in calo dell’8% contro il meno 10-15% dei due concorrenti. Nel frattempo i programmi di sviluppo e di investimento dell’azienda non si fermano, nonostante il 2017 non porta buone notizie, a causa del taglio dei volumi produttivi legati alla gelata primaverile. Passiamo all’analisi dei dati. Continua a leggere »

Vendite di vino via internet – dati 2016 dei principali operatori italiani

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Rieccoci a questo appuntamento che ha destato diversi commenti in passato. Come per lo scorso anno, devo ringraziare Stefano Pezzi di Xtrawine che ha fornito quasi tutti i bilanci di cui qui analizziamo i dati. Mai come oggi si parla di ecommerce, con l’esplosione di Amazon che sta aggredendo nuove categorie merceologiche e addirittura facendo il percorso al contrario, cioè tornando sul dettaglio fisico (Wholefood). Gli operatori italiani del settore sono ancora piuttosto piccoli ma sono cresciuti, in media, del 30% nel corso del 2016, realizzando un margine commerciale (ricavi meno costo delle merci vendute) del 24-25%, il che implica un ricarico del 30-35% sui prezzi di acquisto. Decisamente più conveniente della media del retail fisico devo immaginare. Tre operatori (esclusa la divisione internet di IWB, che fa parte di un’azienda molto più grande) si stanno chiaramente “staccando” rispetto agli altri: 1) Tannico, che si è separato dalle piccole attività ancillari (che sono ancora per piccola parte nelle vendite qui riportate) ed è cresciuto molto più della media, restando in rosso sull’ultima linea del bilancio e mantenendo questa strana situazione di quasi niente magazzino; 2) Xtrawine, cresciuta leggermente meno di Tannico (+33% rispetto a +43%, ma mantenendosi in pareggio), con un “business model” decisamente più vicino alle enoteche tradizionali sia come margini che magazzino; 3) Callmewine (vendite +36% nel 2016). C’è poi da notare che Vino75, che nel 2016 ha fatturato 1.4 milioni di euro, quindi un terzo di Xtrawine e un quinto di Tannico sia stata scelta da Invitalia Venture Sgr (di proprietà dell’Agenzia italiana per lo sviluppo Invitalia) per un investmento di 0.3 milioni di euro fonte:Vino75) 1.5 milioni di euro. Passiamo a una breve analisi dei dati chiave.
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Sardegna – produzione di vino 2016 – dati ISTAT

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I grafici che riproducono la produzione vinicola sarda sono tra i più belli perché mostrano una tendenza armonica nella produzione di vino, che proprio nel 2016 tocca quota 0.8 milioni di ettolitri, il livello più elevato dal 2007 a questa parte. L’andamento è meno positivo di quello italiano (+1% contro +6%), ma ciò sconta un 2015 comparativamente migliore. Se guardiamo ai dati decennali l’annata è il 17% sopra media, praticamente lo stesso livello del resto del paese. Basse rese per ettaro su una superficie vitata leggermente in crescita (dopo tre anni di apparente calo), alta concentrazione della produzione nei vini DOC (68% del totale, come negli ultimi due anni), produzione bilanciata tra vini bianchi e vini rossi, questi ultimi leggermente sopra le medie storiche. Di nuovo, bei numeri che andiamo ad analizzare nel resto del post. Continua a leggere »

Importazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2016

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Nota: I dati qui raccolti rappresentano oltre 100 paesi e sono un quadro ormai quasi definitivo, fatto “bottom-up” quindi prendendo la somma delle importazioni dei singoli paesi. Fonte: UN Comtrade

La stabilità dell’euro/dollaro ha ridato coerenza ai dati del trade mondiale di spumanti nel 2016 nelle diverse valute L’incremento delle importazioni di spumante nel 2016 è stato del 3% a 5.75 miliardi di dollari o 5.2 miliardi di euro (come per l’anno scorso il dato calcolato dalle dichiarazioni di export è leggermente superiore, circa 5.98 miliardi di dollari). Gli importatori in crescita a doppia cifra sono gli USA, che superano il miliardo di euro di import, il Giappone che è il terzo mercato mondiale per la categoria e, partendo da valori molto più limitati, la Russia, dove però il dato 2016 rappresenta il primo numero positivo dopo due anni di forte calo. Dall’altra parte, e non è una sorpresa, troviamo il Regno Unito, -5%, ma anche Singapore (-8%) o il Belgio (-4%). Passiamo all’analisi dei dati.

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Botter – risultati e analisi di bilancio 2016

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Nel 2016 Botter ha registrato un ulteriore progresso delle vendite (+6%) e un leggero deterioramento dei margini (pur su livelli molto elevati visto il modello di business), probabilmente da collegare al forte incremento dei costi della materia prima (Prosecco in particolare). L’azienda è arrivata alla terza generazione della famiglia Botter. Nell’ultimo anno ha cambiato organizzazione con l’arrivo di nuovi manager che ne hanno potenziato la struttura ma con la presenza della famiglia nell’azienda nel reparto vinicolo (Alessandro Botter), in quello del marketing (Annalisa Botter) e naturalmente nel consiglio di amministrazione.

Non è successo soltanto questo. Vista la forte generazione di cassa (oltre 15 milioni nel 2016) e la totale assenza di indebitamento (1 milione nel 2015), l’azionista ha deciso a fine 2016 di vendere il 35% delle azioni alla Botter stessa per 30 milioni di euro. Di fatto, Botter azienda distribuisce 30 milioni al proprio azionista (per ora soltanto 15 sono stati pagati ma per chiarezza qui sono tutti inclusi nel debito) e si prende una fetta delle proprie azioni. Nonostante l’operazione (i cui effetti sugli utili saranno visibili nel 2017, essendo stata portata a termine il 29 dicembre 2016), la struttura finanziaria di Botter resta molto solida, con un debito su MOL di circa 1.5 volte (quando si considera anche la seconda tranche di 15 milioni, altrimenti 0.8 volte). L’operazione, secondo gli amministratori, ha una valenza strategica: “far entrare un Socio Finanziatore nella compagine, suggellare alleanze strategiche mediante scambi di partecipazioni, etc.”. Molto bene, proprio quello di cui ha bisogno il settore del vino italiano, scritto nero su bianco da questa dinamica azienda veneta.

Infine, passando ai progetti di sviluppo, abbiamo assistito nel passato al fiorire di Botter da puro imbottigliatore e produttore di succhi d’uva ad azienda con una gestione attiva del marchio e uno sforzo di innovazione. Nel 2016 l’azienda ha investito ben 10 milioni di euro per rinnovare la struttura produttiva ed è attiva sia nella ricerca di nuovi prodotti premium (autoctoni e vini biologici in particolare), nel presidiare i mercati (con persone sul campo in mercati quali quello cinese) e nello sviluppo di prodotti a marchio proprio (come il “Doppio Passo” Primitivo del Salento). Continua a leggere »