Spumanti


Lanson BCC – risultati primo semestre 2015

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Sarà pure il periodo meno importante dell’anno, ma lo era anche l’anno scorso. Questo bisognerebbe rispondere alle conclusioni di Lanson (ma anche di Vranken Pommery) circa l’andamento dei primi 6 mesi 2015 del loro business. I numeri sono incredibilmente cattivi: vendite in calo pesante, utili dimezzati oppure addirittura scomparsi. Andamento negativo in tutti i principali mercati. Debito in aumento (anche per colpa dell’annuale pagamento dei dividendi). Di conseguenza, reazione molto negativa degli azionisti: il prezzo delle azioni è passato dai 35-36 euro intorno a cui veleggiava quest’estate, agli attuali 30 euro, quindi giù del 20%. Il saldo da inizio è anch’esso negativo: -6%. Come dicevo sopra, il commento è piuttosto curioso: siccome nel primo semestre si fa soltanto un terzo delle vendite ma ci sono il 50% dei costi, i risultati non possono essere estrapolati su tutto l’anno. Detto questo di previsioni non ne fanno. La previsione ve la faccio io: se anche dovessero fare un secondo semestre allineato a quello dello scorso anno, il margine operativo lordo scenderebbe del 15%. Ecco sarà soltanto il primo semestre ma si sono già mangiati il 15% degli utili dello scorso anno…

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Ferrari F.lli Lunelli – risultati 2014

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Grazie a un buon samaritano di piazza Gae Aulenti di Milano, commentiamo oggi i dati di Ferrari, primaria casa spumantistica italiana. A dire il vero, dal prossimo anno sarebbe meglio commentare quelli di “Lunelli SpA”, perchè una serie di operazioni hanno tolto a Ferrari una serie di controllate nei vini fermi e la recente acquisizione di Bisol (50%) è avvenuta al piano di sopra, proprio nella controllante, che tra l’altre redige bilancio consolidato (come invece non fa Ferrari). Detto questo, passiamo all’oggetto di analisi. Ferrari resta un’azienda molto profittevole, anche se non come qualche anno fa, e continua a generare moltissima cassa (oltre 7 milioni di euro anche nel 2014). Tanto che, nel 2014, gli azionisti hanno deciso di pagarsi un dividendo straordinario di ben 27 milioni, che ha riportato la posizione finanziaria netta in negativo per 10 milioni (contro 10 milioni di cassa del 2013). L’anno 2014 è andato discretamente bene (+6% vendite), considerando il contesto molto depresso del mercato italiano, al quale l’azienda resta fortemente esposta.

Resta il leader del metodo classico italiano, anche se dal confronto con Berlucchi e Ca del Bosco (ultimo grafico) emerge chiaramente come l’azienda gestita da Santa Margherita abbia nel corso degli ultimi anni “scavato” un fosso, sia in termini di crescita delle vendite (pur rimanendo più piccolina) che in termini di profittabilità.

Ma concentriamoci su Ferrari e andiamo ad analizzare i numeri.

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Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento primo semestre 2015

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Gli spumanti continuano ad essere il principale fattore trainante delle esportazioni di vino, pur se questo periodo non sia stagionalmente rilevante per il prodotto. Anche nel primo semestre, con un incremento del 24% (lo stesso incremento registrato anche nel solo mese di giugno), sono il principale fattore trainante dei vini italiani all’estero. Stanno facendo la differenza soprattutto nei confronti della Spagna, principale vittima (Cava) dell’espansione dei nostri prodotti in mercati come il Regno Unito, e la stanno facendo nonostante il storico spumante, l’Asti, stia vivendo una fase di calo piuttosto preoccupante. Le esportazioni di Asti, infatti, hanno sinora resistito grazie a un forte ricambio geografico dai mercati storici come la Germania all’Est Europa. Oggi, con la crisi di queste economie, alcune come la Russia guidate dal prezzo del petrolio, l’export di Asti sta calando in modo visibile. Ma andiamo a leggere i dati in dettaglio.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento primo semestre 2015

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Nel primo semestre le esportazioni italiane di vino chiudono a +6.5%, con un colpo di coda nel mese di giugno che le porta praticamente alla medesima velocità di quelle francesi (+6.2% come abbiamo commentato qualche giorno fa), e un filo davanti a quelle spagnole, che come vedremo a fine mese sono cresciute del 5.9%. Giugno è stato un mese eccellente (+13%) in un semestre molto ondivago, caratterizzato da una cattiva partenza (gennaio -6%) cui hanno fatto seguito dati molto positivi in Marzo, Aprile e giugno appunto. Nonostante una decisa ripresa delle importazioni (che discuteremo tra qualche giorno), anche la bilancia commerciale continua a progredire. Siamo a 4.92 miliardi di euro, abbiamo guadagnato 180 milioni di euro negli ultimi 12 mesi, soprattutto negli ultimi 6 mesi (130 milioni). Neanche a dirlo, le esportazioni sono trainate dagli spumanti, quelli DOP, che continuano a viaggiare a un ritmo superiore al 20%. Ma andiamo ad analizzare i numeri in dettaglio.

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LVMH – risultati primo semestre 2015

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I conti semestrali di LVMH sono stati recepiti favorevolmente dagli investitori borsistici, grazie a una ripresa del tasso di crescita delle vendite giunto inatteso. Nel caso della divisione vini, sulla quale oggi noi ci focalizziamo, il discorso è un po’ diverso da quello dell’area beni di lusso/pelletteria. Infatti, la divisione ha accelerato la crescita (+3.5% per i volumi e +2% prima dei cambi e, importante, +13% dai cambi!), ma non come nel caso della pelletteria. Nel caso del Cognac e degli spirits, si tratta di un ritorno sui livelli di fatturato storici, dopo il calo degli anni passati, in quello del vino e dello Champagne si tratta in effetti di un massimo storico per il primo semestre, anche se arriva con dei margini non comparabili con quelli del passato.

La strategia del gruppo è globale sia dal punto di vista del prodotto che dei mercati. Sul prodotto, LVMH ha appena lanciato uno Champagne “Veuve Cliquot Rich”, fatto apposta per essere mixato nei cocktail (puristi non svenite per piacere) e si sta espandendo con un business locale in Cina e India di produzione di vino da vigne locali. Le attese per il secondo semestre sono positive. Se la Cina continuerà ad essere un problema per il Cognac Hennessy, il prodotto (che è già cresciuto del 6% in volume nel semestre) continua a espandersi all’estero, con la debolezza dell’euro a fare da volano. Andiamo a leggere i numeri insieme.

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