USA


USA – vendite al dettaglio di vino – aggiornamento 2020

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Maggior volume e minor valore: questo è il succo dell’aggiornamento 2020 sul valore del mercato del vino americano. È stato un anno diverso da tutti gli altri e i grafici e la tabella che segue ve lo mostra chiaramente: volumi in crescita da 35 a 36 milioni di ettolitri dopo tre anni di stasi, valore al dettaglio in calo del 10% da 74 a 66 miliardi di dollari a causa del deciso spostamento dei consumi dal canale della ristorazione al canale off-trade, oltre che ovviamente all’impatto della crisi economica dovuta al COVID. Come c’era da immaginarsi è stato un anno positivo per i vini fermi, +5% a 30 milioni di ettolitri, mentre sono andate male le vendite di spumanti, -3% a 2.6 milioni di ettolitri. Per quanto riguarda il vino californiano, si ripropongono le medesime tematiche “contrastanti”: esportazioni di nuovo in crescita dopo anni calo, valore al dettaglio al litro in calo da 20 a 18 dollari, in linea con quanto succede per i vini importati. Vi lascio a tabella e grafici nel resto del post.

Fonte: US Wine Institute

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Constellation Brands – risultati primo trimestre 2021

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Forse è vero che Constellation Brands ha risultati soddisfacenti (io non sono tanto d’accordo), ma sicuramente non è vero che la divisione vino va bene. Le vendite calano e non soltanto per la dismissione di alcuni brands a Gallo. I margini della divisione calano, mentre dovevano salire perchè avevano venduto i marchi a basso margine. Invece, complice anche la vendita di vino sfuso “affumicato” dagli incendi, siamo scesi al 23% dal 26-27% storico. E poi, lasciatemi dire, quando un’azienda sbandiera un aumento delle previsioni di utile e questo aumento è da 9.95-10.25 a 10.00-10.30 (utile netto rettificato da una serie infinita di cose, tra cui la cannabis), beh allora c’è qualcosa che non torna. Infine, il comunicato stampa è pieno di riferimenti al programma di riacquisto di azioni sul mercato che andrà ben oltre la generazione di cassa dell’azienda, determinando quindi (come già successo in questo primo trimestre, un incremento del debito aziendale. Bene, per chi è interessato segue una breve analisi dei risultati con focus sulla parte vino.

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Duckhorn – presentazione e risultati 2020

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Oggi parliamo di Duckhorn, un’azienda della Napa Valley che produce vini di qualità (elevata) e che ha deciso di quotarsi in borsa. L’operazione ha avuto luogo alla fine di Marzo a un prezzo di 15 dollari per azione e ha raccolto 300 milioni di dollari. Pronti via, il primo prezzo è stato del 20% più elevato ed ora l’azione veleggia intorno a 17 dollari. Il valore di borsa dell’azienda è di 2 miliardi di dollari: stiamo parlando di un insieme di cantine che hanno fatturato nel 2020 271 milioni di dollari, con un EBITDA rettificato di 105 milioni e un utile netto di 32 milioni. Prima dell’operazione aveva un indebitamento finanziario di circa 380 milioni di dollari, 3.6 volte l’EBITDA. Bene, in questo post guarderemo brevemente ai numeri a come generano il fatturato (oltre il 20% viene dalla vendita diretta, da vedere che cosa è successo con il COVID) e di come si posizionano nel mercato. Di qui in avanti entra nel novero delle aziende che seguiamo con il blog perchè questa azienda e i suoi multipli di mercato (oggi oltre 7 volte le vendite del 2020!) oggi rappresenta un punto di riferimento per le aziende che fanno alta qualità nel mondo del vino. E per alta qualità dobbiamo intenderci: si sta parlando di circa 20 dollari per bottiglia al dettaglio nella distribuzione. Quindi, applica a molti ma di certo non a tutti…

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Il valore della produzione di vino nel mondo – stima INDV 2020

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Fonte: inumeridelvino.it su dati UN Comtrade e OIV

Ripropongo l’analisi del valore della produzione mondiale di vino che costruisco utilizzando i dati di produzione mondiale di vino di OIV e ISTAT e i prezzi medi di export del vino (su una media mobile triennale) dei dati doganali. Nel 2020 i due componenti del valore economico sono stati rispettivamente stabile (produzione) e in calo del 5% (prezzo medio di export). Siccome però usiamo una media mobile triennale per smussare la volatilità dei prezzi, questo “teorico” calo del 5% del valore della produzione non si percepisce, essendo compensato dall’incremento degli anni precedenti. Ad ogni modo, il dato finale è di un valore della produzione mondiale di vino calcolato ai prezzi di export di circa 82 miliardi di euro, contro 81 del 2019 e il record di 87 (secondo la nostra metologia di calcolo) del 2018, quando si verificò una vendemmia particolarmente favorevole. La Francia resta chiaramente il leader con una quota del mercato mondiale tra il 35% e il 40% (38% nel 2020), mentre l’Italia vale poco meno del 20% del mercato mondiale, per un valore della produzione di circa 15 miliardi di euro. Passiamo ad analizzare anche i dati delle altre nazioni.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento 2020

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Fonte: inumeridelvino.it su dati doganali, UN Comtrade e OIV

Quest’anno fare questo post ha richiesto una fatica superiore agli anni passati. La pandemia sta pesantemente ritardando la contribuzione dei dati di alcuni paesi, soprattutto dell’America Latina ma anche dell’Australia. La ricostruzione è comunque completata grazie al dato fornito da OIV su questi paesi. Dunque il trade mondiale di vino 2020 è stato colpito pesantemente dalla pandemia. Gli 11 paesi qui recensiti, che sono i primi produttori mondiali, hanno visto un calo del 6% delle esportazioni a valore, da 28 a 26.3 miliardi di euro e una riduzione di circa il 2% del volume esportato, da 93.8 a 92.4 milioni di ettolitri. Il grafico animato di Fluorish qui sopra vi fa vedere che cosa è successo negli ultimi anni. L’Italia va peggio nei periodi buoni e resiste meglio durante la crisi, per trarre la conclusione più importante. Il 2020 è stato un anno difficile soprattutto per Francia, Cile, Australia, Germania e Sud Africa. Diciamo che una seconda chiave di lettura importante è quella relativa ai dazi doganali, che hanno colpito la maggior parte dei paesi (ma non l’Italia) nel più importante mercato del mondo, gli USA, mentre gli australiani si stanno beccando una lecca non indifferente dai dazi ad-hoc che la Cina gli ha applicato. L’Italia dunque tocca il suo picco di quota di mercato tra questi paesi, al 24% del totale, con un calo limitato al 2% nel 2020 e una crescita annua del 3% sui 5 anni, contro il +1% totale (che è anche il dato della Francia). Passiamo a commentare qualche dato di dettaglio, sempre ricordandovi che i dati sono disponibili anche nella sezione Solonumeri.

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