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USA – vendite al dettaglio di vino – aggiornamento 2015

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Prima di discutere dell’argomento del post devo avvertirvi che il Wine Institute da cui prendo da diversi anni i dati per il post ha cambiato “fonte” di approvvigionamento dei dati sul valore del mercato del vino americano, talchè i nuovi dati sono significativamente più elevati della precedente serie, includendo anche il valore delle vendite al mercato Ho.Re.Ca. Quindi, il rapporto ci dice che il valore è 56 miliardi di dollari nel 2015, di cui 32 appannaggio del vino californiano e 24 miliardi di dollari per tutti gli altri vini. Ci continua anche a dire che il vino californiano resta un vino “domestico” dato che oltre l’80% del volume viene consumato in USA e che questa quota non sta cambiando in modo strutturale con gli anni. Se questo è dovuto alla continua crescita in USA (e quindi a una asticella che si alza sempre di più), alla difficoltà del gusto europeo di accettare i prodotti americani o al cambio Euro/Dollaro che ha reso meno competitivi i prodotti americani, beh, questo lo lascio al pensiero e alla convinzione di voi che leggete. Per ora mi limito a fare qualche commento nel resto del post.

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Il valore della produzione di vino nel mondo – stima INDV 2015

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Per molti versi il 2015 è stato un anno record per il settore del vino. Lo testimoniano i dati delle nostre elaborazioni che incrociano il prezzo medio di export e i volumi prodotti per dare un’idea del valore (all’ingrosso) del mercato del vino. Perché record? Perché da un lato il 2015 è stata una buona annata in termini di volume, soprattutto per i paesi con i vini più pregiati; dall’altro lato, il rafforzamento del dollaro americano non ha fatto altro che gonfiare il prezzi del vino, sia dei paesi che lavorano in dollari, sia delle esportazioni dei paesi europei nel mondo. Il calcolo lo vedete nelle tabelle; nel 2015, se il prezzo di export è “testimone” del valore di tutta la produzione, il settore ha espresso un valore della produzione (2015) di circa 77 miliardi di euro, in crescita del 13% rispetto al 2014. In questo contesto, i vincitori sono chiaramente i paesi dell’emisfero americano (per via del discorso sul dollaro), ma anche l’Italia, con la sua produzione record e un prezzo all’export comunque migliorato, aumenta la sua “quota di mercato” a circa il 17% del mercato mondiale, sempre guidato saldamente dai francesi. Andiamo a leggere qualche numero insieme.

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Constellation Brands – risultati primo trimestre 2016

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Anche nei primi tre mesi del 2016 Constellation Brands ha prodotto ottimi risultati e continuato a investire pesantemente, in linea con le indicazioni già fornite tre mesi fa. Proprio queste indicazioni, sia di investimenti che di utili, non sono state questa volta ritoccate al rialzo come invece era successo nei trimestri precedenti. La stima su fine anno è sempre di produrre utili tra 6.05 e 6.35 dollari ad azione per l’anno fiscale che termina a gennaio 2017. Venendo ai dati del trimestre, la crescita è stata del 15% sul primo trimestre 2015, con un contributo importante della birra, ma con dati positivi anche nel segmento vino, sia considerando le acquisizioni recentemente messe a segno che togliendole. Così, come già successo nei precedenti trimestri, il mercato ha accolto molto positivamente l’annuncio, con un rialzo delle azioni da circa 155 dollari al massimo storico di oltre 165. In questo momento, Constellation Brands ha un valore di borsa di oltre 32 miliardi di dollari. Andiamo a leggere i dati in dettaglio.

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La produzione di vino nel mondo 2015 – aggiornamento OIV

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I dati aggiornati di OIV sulla produzione di vino 2015 non hanno portato sostanziali novità. Diciamo che la parola d’ordine sembra “stabilizzazione”. Stabilizzazione della superficie vitata mondiale, che sembra aver toccato il punto di minimo nel 2011-2012 a poco meno di 7.5 milioni di ettari vitati e ora veleggia a 7,534,000 ettari; stabilizzazione della produzione di vino che tra alti e bassi locali negli ultimi due anni è stata di 270 milioni di ettolitri circa, cinque più, cinque meno. Stabilizzazione anche dei consumi, che mai si sono ripresi dalla botta della crisi 2009, e stanno sempre intorno ai 240 milioni di ettolitri annui (magari ci facciamo un post più avanti quest’anno). Tornando all’argomento del giorno, la produzione 2015, l’ultima stima da 274.4 milioni di ettolitri, 6 in più del 2014, ma uno in meno rispetto a quello che era uscito a ottobre dell’anno scorso. L’Italia continua ad essere in cima alla lista, con 49.5 milioni di ettolitri (vi ricordo che ISTAT ha fornito una indicazione di 48.2 milioni di ettolitri per la produzione di vino, incluso mosti). Questa piccola discordanza mi serve per ricordarvi che i dati OIV che trovate in questo post differiscono in modo SOSTANZIALE con quelli che commentiamo dalle fonti dirette nazionali di produzione e che finchè non troverò il tempo (ma soprattutto il modo) di fare una “fonte Inumeridelvino”, continueremo a tenere i dati OIV sulla produzione mondiale “così come sono” anche se per alcune annate sembrano effettivamente fuori luogo. Passiamo a commentare i dati.

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USA – esportazioni di vino, aggiornamento 2015

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Nonostante il rafforzamento del dollaro del 20% nel 2015, le esportazioni americane di vino sono leggermente cresciute, passando da 1.47 a 1.54 miliardi di dollari, +5% rispetto al 2014. Questa premessa appare particolarmente doverosa perchè se dovessimo analizzare i numeri in euro (cosa che facciamo tipicamente quando parliamo di importazioni, dato che ci interessa la posizione dell’Italia), gli USA sono passati da 1.1 a 1.4 miliardi di euro, quindi con un incremento del 26%, cioè il +5% di prima e il +20% dal cambio. Le cose sono dunque andate particolarmente bene, talchè gli USA si candidano a superare l’Australia al quarto posto della classifica mondiale dell’export di vino. UK, Cina e Germania sono stati i mercati chiave che hanno supportato la crescita, compensando il calo del 7% nel primo mercato degli americani, il Canada, che resta pur sempre il principale. Andiamo a leggere qualche numero insieme.

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