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Le bilance commerciali del vino – aggiornamento 2013

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Oggi sfrutto i dati del GTA Atlas che ha pubblicato ISMEA recentemente per fare il punto sulla bilancia commerciale del mondo del vino. Come voi sapete, il commercio internazionale di vino e’ un mercato gigantesco, pari a circa 100 milioni di ettolitri e 25 miliardi di euro. Sappiamo tutti chi sono i grandi esportatori (Francia, Italia, Spagna in primis, poi Cile e Australia), sappiamo anche chi sono i grandi importatori, cioe’ i grandi paesi anglosassoni come USA e Regno Unito, ma non parliamo mai della “bilancia commerciale”, cioe’ di come si muovono i saldi netti di import-export per paese. Ebbene, con questi dati pur leggermente incompleti perche’ le esportazioni e le importazioni di qualche paese con volumi marginali non sono listati (lo trovate in carattere italico nella tabella), possiamo farci una idea decente. E il risultato ci vede saldamente primi come volumi (17.6 milioni di ettolitri contro i 16 della Spagna) e secondi come valore (4.7 miliardi di euro nel 2013 dopo la Francia a 7.1 miliardi). Ma soprattutto ci vede primi come trend tra i grandi esportatori, avendo realizzato una crescita anche nel 2013 quando gli altri paesi hanno visto la bilancia commerciale stabilizzarsi. Solo frutto del nostro export? Non proprio, l’economia interna debole ha aiutato a mantenere sotto controllo le importazioni. E dall’altra parte chi c’e’? Il Regno Unito che di vino non ne produce e ne riesporta ben poco. Andiamo ai numeri.

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Constellation Brands – risultati primo trimestre 2014/15

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Constellation Brands ha completato con il primo trimestre il “giro di boa” dell’acquisizione delle attività nel segmento della birra. Proprio queste, da qualche trimestre, stanno spingendo gli utili aziendali, anche oltre le aspettative del management (che infatti ha rivisto al rialzo gli obiettivi 2015). Invece, in un trimestre che comunque tipicamente conta poco, il business vino langue, con volumi in calo soprattutto nel mercato americano. Le vendite sono calate del 4% in volume in USA: la metà di questo calo è dovuto al “destocking” (cioè quando gli anelli intermedi della catena distributiva decidono di ridurre le scorte), ma l’altra metà è dovuta a un calo delle vendite finali, pari a circa il 2%. Per la prima volta da quando Cbrands “separa” i brand importanti dagli altri, anche i primi segnano un andamento di volumi negativo. Detto questo, la partita del 2015 si gioca sui prossimi trimestre e sopratutto sulla birra, che sta dando un forte contributo al calo del debito. Nel trimestre terminato a maggio, il debito netto di Constellation Brands è sceso a 6.4 miliardi di dollari, rispetto a 7 miliardi di fine febbraio e al picco di 7.2 miliardi toccato subito dopo l’acquisizione delle attività americane di Corona.
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I consumi di vino nel mondo – stima OIV 2013

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Quando si mettono in fila i numeri sul consumo mondiale di vino che vengono snocciolati da OIV c’e’ poco da divertirsi, perche’ nonostante tutta la rumba sull’incremento dei consumi di qualita’ nei mercati sviluppati e sul crescente consumo di vino nei nuovi mercati… i consumi di vino calano tutti gli anni, di poco ma calano. Quanto? Circa l’1% all’anno. Siamo arrivati a 239 milioni di ettolitri stimati nel 2013 contro circa 251 milioni di 5 anni fa, nel 2008.        Tra i 5 grandi mercati per il consumo noi siamo naturalmente quelli che ce la caviamo peggio, con un ritmo piuttosto preoccupante, -3.6% annuo, esattamente lo specchio della Cina che invece mostra una crescita del 3.7% annuo sul quinquennio. Il tutto ci porta a considerare che il mercato del vino e’ stato strutturalmente equilibrato negli ultimi anni (qualcuno ha addirittura ipotizzato che mancasse vino!). La verita’ e’ che in a         nnate come il 2013, dove la produzione supera i 270 milioni di ettolitri neanche considerando gli usi industriali del vino si arriva all’equilibrio. Penultima notizia: OIV vede consumi in calo in Cina. Ultima notizia: finalmente l’OIV ha sancito il sorpasso degli USA contro la Francia, nel 2013, quando nel 2012 i francesi avevano uno strano alquanto improbabile incremento dei consumi…

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Il valore della produzione di vino nel mondo – stima INDV 2013

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Dove sta il valore del settore del vino? Principalmente in Francia, per circa un terzo del valore globale. Di quanto cresce il valore della produzione di vino calcolato come prezzo “all’ingrosso”? Negli ultimi 9 anni di circa 1.1 miliardi all’anno. Chi si è accapparrato questo miliardo annuo di valore? Principalmente gli americani, i francesi e e gli argentini. L’Italia non l’abbiamo menzionata in questa prefazione. Non perchè i numeri che escono da questa analisi non siano lunsinghieri, ma perchè l’Italia è in una specie di via di mezzo, dove la sensazione è che si sono persi diversi anni (o per diversi anni il mondo del vino non si sia accorto di noi, chissà), mentre ora stiamo riguadagnando velocità. I numeri che analizziamo oggi sono frutto di una semplice moltiplicazione: gli ettolitri prodotti ogni anno per il valore medio per ettolitro esportato. Una grande assunzione: che il valore del vino esportato sia più o meno analogo a quello prodotto e consumato nel mercato domestico. Una piccola incongruenza, che la produzione di una annata sia esportata nel medesimo anno (non vero, soprattutto per i produttori dell’emisfero boreale). Detto questo, resta una classifica interessante, soprattutto nell’analisi delle tendenze di lungo termine. Guardiamo insieme i numeri allora.

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USA – vendite al dettaglio di vino – aggiornamento 2013

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Mentre noi italiani restiamo impantanati nella crisi, i dati riportati da Wine Institute sul mercato americano ci dicono che laggiù si è chiuso con il 2013 il ventunesimo anno consecutivo di crescita del consumo di vino a volume. Non una crescita tumultuosa, ma anche nel 2013, il volume è cresciuto del 3/4% a 375 milioni di casse (34 milioni di ettolitri per usare termini a noi più vicini), per un valore di 36.3 miliardi di dollari, in aumento del 5%. Un business egualmente benigno per gli importatori e per le wineries americane, che snon cresciute anche loro al ritmo del 5% circa, con una quota di mercato del 57% del volume totale e del 64% del valore. Andiamo ad analizzare insieme i principali numeri.

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