produzione vino


Argentina – produzione di vino 2025

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L’Argentina sta procedendo attivamente a ridimensionare la propria capacità produttiva vinicola. Al di là dei dati produttivi che analizziamo oggi (circa 10.8 milioni di ettolitri, stabili sul 2024 e dell’8% sotto la media decennale), questo è chiaramente l’aspetto da mettere in evidenza. La superficie vitata, che ha raggiunto il suo picco a circa 225mila ettari nel 2015 è scesa nel 2024 a meno di 200mila ettari, ossia -12%. Per il solo vino (grafico qui sopra), si è passati da 207mila a 184mila ettari nel giro di 9 anni, con un andamento in accelerazione.

Si tratta di un puro fenomeno di mercato: eliminazione di vigneti non più produttivi, di vigneti con varietà meno richieste dal mercato (Cereza, Criolla Grande, Pedro Giménez, a favore del Malbec), ma anche concentrazione della capacità produttiva, con un leggero incremento della superficie per azienda vinicola. Noterete anche come il calo più marcato è venuto dalle varietà rosate e bianche (oltre il 20% in meno), mentre le rosse anche negli ultimi 10 anni il calo è stato meno marcato (-8%)

Passiamo ad analizzare i dettagli della produzione con grafici e le tabelle riassuntive

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Il mercato USA dei vini: la strategia di SVB

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Analizziamo e sintetizziamo l’ultimo report di SVB sul settore del vino negli Stati Uniti, che ha un taglio più strategico e meno numerico rispetto ai nostri usuali articoli.

Selezione naturale

Nel 2026 il settore del vino USA entra in una fase che assomiglia più a una “selezione naturale” che a un normale ciclo di mercato: la correzione della domanda è ormai un dato di fatto e la differenza la fa la capacità di cambiare passo, soprattutto nel modo di parlare (e vendere) a un consumatore più giovane, con valori e desideri diversi. L’era della domanda “automatica” — visite in cantina, spinta dei distributori, crescita quasi meccanica dei wine club — non regge più come rete di sicurezza.

I numeri fissano il perimetro del problema e della possibile uscita: a fine 2025 il settore è stimato intorno a ~329 milioni di casse e ~74,3 miliardi di dollari di ricavi, in calo rispetto al 2024. Il report SVB predice un rallentamento del calo nel 2026, un minimo nel 2027–2028 e poi una ripresa lenta e moderata. Traduzione operativa: il 2026 non sarà l’anno della crescita, ma dell’impostazione della ripartenza — e non esiste un ritorno “com’era prima”.

Previsioni e revisioni

Il bilancio delle previsioni dell’anno precedente è stato sostanzialmente centrato da SVB: calo dei volumi, valore che si appiattisce in un contesto di sconti, fascia sotto i 12 dollari in deterioramento più rapido, ristorazione in recupero solo parziale (con scontrini medi gonfiati dall’inflazione più che da un vero boom di domanda). Sul fronte commerciale, la filiera all’ingrosso resta sotto stress: i distributori alleggeriscono i portafogli, privilegiano le etichette a rotazione più rapida e si trascinano scorte elevate. Quanto ai più giovani, il vino perde la tradizionale “presa generazionale”, ma il report intravede un potenziale nei consumatori di 32–46 anni.

Percentuale di ricavi in base ai canali di vendita delle cantine premium
Premium wineries sales channels share of revenue

Dove il report ammette di aver sottopesato due fattori, la lettura diventa più interessante. Primo: gli sconti non spariscono, cambiano indirizzo. La pressione promozionale si manifesta meno nei dati “visibili” e più nel boom delle private label, alimentato da grandi disponibilità di vino sfuso di buona qualità e spinto da giganti del retail (con un effetto collaterale utile: smaltire parte dell’eccesso senza demolire i prezzi dei brand). Secondo: il rallentamento del premium è stato più brusco del previsto, complice la fatica inflattiva, lo spostamento delle spese discrezionali e una frenata della domanda dei consumatori più abbienti; nelle realtà DTC (distribuzione diretta del produttore) più piccole, la visita cala e lo scontrino medio si indebolisce quasi ovunque.
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Argentina – produzione di vino 2024

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Dopo la disastrosa vendemmia del 2023, il vino argentino ha segnato una parziale ripresa quest’anno, con una produzione risalita a 10.9 milioni di ettolitri, +23%. Siamo comunque circa il 10% sotto la media degli ultimi 10 anni, ma dobbiamo anche confrontarci con il fatto che la rilevanza del paese nel mondo del vino è calata nel tempo, dopo il successo del Malbec di 15-20 anni fa. Le esportazioni medi di vino negli ultimi 10 anni dell’Argentina sono state di circa 2.8 milioni di ettolitri, quelle dei 10 anni precedenti erano di 4.5 milioni di ettolitri. Il primo semestre del 2024 ha poi visto una ulteriore piccola sforbiciata alle esportazioni.

Tornando ai dati produttivi, curiosamente sono i vini rossi a uscire meglio dal fosso del 2023, con un rimbalzo della produzione molto più marcato che per i vini bianchi, probabilmente anche originato dal fatto che l’area della La Rioja molto importante per la produzione del Torrontes ha avuto un recupero meno marcato. E questo non aiuta, visto le tendenze in atto nel mercato mondiale del vino, in lenta virata verso i vini bianchi e spumanti.

Passiamo a un’analisi più dettagliata con tabelle e grafici.

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Argentina – produzione di vino 2023

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Aggiorniamo oggi I dati sulla produzione di vino argentino al 2023, in attesa dei dati 2024. I numeri sono terribili e mostrano un calo della produzione del 23% a 8.8 milioni di ettolitri, probabilmentee il livello più basso di sempre (o almeno da quando guardiamo i dati!). Se confrontato con la media degli ultimi 10 anni la produzione argentina è giù di oltre il 30%, senza particolari differenze tra vini rossi e vini bianchi e con soltanto un calo più moderato per i vini rosati. Il calo della produzione è quasi completamente da attribuire alla cattiva vendemmia, visto che la superficie vitata è calata soltanto dell’1% a 189mila ettari. Tra il 2010 e il 2023 si sono però persi circa 12mila ettari (201mila ettari nel 2010), soprattutto nelle varietà bianche e internazionali, mentre tiene il Malbec. Infine, questo calo produttivo si ribalta sulla debolezza delle esportazioni, che sono calate negli ultimi anni da circa 3 milioni di ettolitri a meno di 2 milioni nel 2023 (analisi in separata sede nelle prossime uscite). Bene passiamo a qualche commento in dettaglio, con grafici e tabelle nel resto del post.

 

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Argentina – produzione di vino 2021 e stima 2022

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La produzione di vino in Argentina ha continuato negli ultimi anni un processo di graduale calo e negli ultimi 3-4 anni è oscillata tra 11 e 13 milioni di ettolitri, escluso il contributo dei mosti che sono mediamente intorno a 5 miloni di ettolitri. I dati che mostriamo oggi sono il dettaglio della produzione 2021 (e 2020, che avevamo saltato lo scorso anno), e una previsione fornita da OIV sulla vendemmia 2022. Più precisamente nel 2021 la produzione è stata di 12.5 milioni di ettolitri, in crescita del 15% rispetto al 2020, ma vista in prospettiva del 4-5% sotto la media del decennio precedente. Per il 2022, la previsione di OIV è di un calo a circa 11.4 milioni di ettolitri, quindi più intorno al 10% in meno rispetto alla media storica. Qualche ulteriore dettaglio nel resto del post.

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