Spumanti


Le esportazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2019

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Dopo aver affrontato le importazioni di vino mondiali la scorsa settimana, affrontiamo oggi brevemente l’altro lato della medaglia, cioè gli esportatori. Il dato qui è più facile da ricostruire perchè il lato venditori è fatto sostanzialmente da quattro paesi produttori, quindi Francia, Italia, Spagna e Germania e due o tre “trader”, sostanzialmente Singapore, Olanda e Regno Unito che sporcano un po’  i dati. Per mantenere un approccio corretto e coerente buttiamo dentro tutto e usiamo proprio questo lato del trading per fare il totale che usiamo anche dall’altra parte, quella delle importazioni. Quindi, le esportazioni totali sono state parti a 7.3 miliardi di dollari (-1%) o 6.5 miliardi di euro (+5%, grazie al rafforzamento del dollaro) per quasi 9 milioni di ettolitri di volume. La Francia domina la classifica in base al valore (quella che conta di più), l’Italia domina quella in base al volume (quella che conta di meno). Passiamo a commentare qualche dato.

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Le importazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2019

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Con l’aiuto di Comtrade che ha una base abbastanza completa di dati 2019 sul commercio estero (manca ancora la Cina, per indenderci), analizziamo i dati del commercio mondiale di spumanti partendo dalle importazioni. Incrociando import ed export (ben più facile da tracciare) possiamo dire che gli scambi internazionali di spumante sono cresciuti del 5% nel 2019 toccando quota 6.5 miliardi di euro. Il dato in dollari, 7.3 miliardi è invece stabile a causa del rafforzamento del dollaro. Vi ricordo che tutti i dati sono in formato scaricabile nella sezione Solonumeri. Quest’anno sono riuscito anche a ricostruire una dato decente sui volumi, circa 8.9 milioni di ettolitri scambiati, stabili rispetto al 2018. Per quanto riguarda le gerarchie tra i maggiori importatori, nessuna grande novità: USA (ritornato a crescere a doppia cifra) e Regno Unito (quasi tornato sui livelli di qualche anno fa) dominano il campo e rappresentano una quota del 33% del totale, in crescita rispetto al 30% dell’anno precedente. Il miglior mercato del 2019 è stato però il Giappone, cresciuto del 13% in dollari e del 19% in Euro al livello massimo storico di importazioni di spumante. Con 620 milioni di euro rappresenta circa il 9% dello spumante importato nel mondo. Passiamo a commentare qualche altro dato.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento luglio 2020

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I dati ISTAT sulle esportazioni appena pubblicati sono allineati alla curva del COVID, per così dire. Le esportazioni di vino di luglio sono infatti sostanzialmente allineate a quelle dello scorso anno (+1% a 601 milioni per la precisione) e contribuiscono a ridurre il gap rispetto allo scorso anno. Nei primi 6 mesi eravamo a -4.1%, adesso siamo a -3.2% sui primi 7 mesi dell’anno. Entriamo ora in un periodo di calma (i dati di agosto disponibili tra un mese) e poi sarà la stagione degli spumanti, soprattutto ottobre e novembre. Siccome sono proprio gli spumanti il punto debole di quest’anno (dopo essere stati il principale fattore di crescita per diversi anni), potremmo assistere a un peggioramento dei dati nella parte finale del 2020. In questo periodo i dati di dettaglio per paese sono molto volatili. Anche in luglio si conferma la debolezza del mercato inglese e di quello francese, entrambi legati in modo importante alle dinamiche degli spumanti. Passiamo a commentare qualche dato.

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Lunelli Holding – risultati e analisi di bilancio 2019

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Lunelli chiude nel 2019 il suo bilancio migliore di sempre grazie alla straordinaria forza del di Ferrari. Nel 2019 il marchio di spumanti trentino è cresciuto di quasi il 10%, con vendite di 79 milioni di euro e vicine a 5.9 milioni di bottiglie, più che compensando l’andamento negativo di Bisol, ancora alle prese con i problemi legati a bottiglie e tappi e alle problematiche degli importatori nel mercato inglese. La struttura finanziaria del gruppo resta estremamente solida, nonostante un leggero incremento dell’indebitamento da 15 a 27 milioni, essenzialmente legato alla tempistica del capitale circolante. Lunelli ha oltre 100 milioni di partecipazioni e investimenti finanziari che non sono ricompresi nel calcolo. Passiamo ai numeri.

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Guido Berlucchi – risultati 2019

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Il 2019 è stato un anno lineare per Berlucchi dopo le complesse operazioni finanziarie che ne avevano ridisegnato la struttura finanziaria nel 2017 e nel 2018. Le vendite sono cresciute del 3% mentre gli utili sono rimasti praticamente stabili se si escludono le componenti atipiche e i benefici fiscali contabilizzati nel 2018. Il margine industriale si mantiene stabile intorno al 70%, i costi operativi crescono leggermente per arrivare a un margine operativo lordo di circa 8 milioni che significa il 18.3% del fatturato. Nella parte finanziaria, il debito cala di 8 milioni di euro, che è lo specchio della generazione di cassa dell’azienda, con un piccolo contributo da una dismissione. Nessun cenno alla strategia e all’impatto del COVID nella relazione degli amministratori. Resta intatta la conclusione del commento del bilancio 2018 che mi sono andato a rileggere: bella azienda ma caricata di debito (per esplicita decisione dei suoi azionisti). Passiamo al commento.

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