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Lanson BCC – risultati primo semestre 2015

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Sarà pure il periodo meno importante dell’anno, ma lo era anche l’anno scorso. Questo bisognerebbe rispondere alle conclusioni di Lanson (ma anche di Vranken Pommery) circa l’andamento dei primi 6 mesi 2015 del loro business. I numeri sono incredibilmente cattivi: vendite in calo pesante, utili dimezzati oppure addirittura scomparsi. Andamento negativo in tutti i principali mercati. Debito in aumento (anche per colpa dell’annuale pagamento dei dividendi). Di conseguenza, reazione molto negativa degli azionisti: il prezzo delle azioni è passato dai 35-36 euro intorno a cui veleggiava quest’estate, agli attuali 30 euro, quindi giù del 20%. Il saldo da inizio è anch’esso negativo: -6%. Come dicevo sopra, il commento è piuttosto curioso: siccome nel primo semestre si fa soltanto un terzo delle vendite ma ci sono il 50% dei costi, i risultati non possono essere estrapolati su tutto l’anno. Detto questo di previsioni non ne fanno. La previsione ve la faccio io: se anche dovessero fare un secondo semestre allineato a quello dello scorso anno, il margine operativo lordo scenderebbe del 15%. Ecco sarà soltanto il primo semestre ma si sono già mangiati il 15% degli utili dello scorso anno…

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Delegat Group – risultati 2015

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Il neozelandese Jim Delegat non si ferma: il gruppo forte ormai di oltre 200 milioni di dollari locali di vendite ha investito pesantemente nel 2015 (oltre il 30% del fatturato) e prevede di fare ancora di più nel 2016 (oltre il 40%) per rendere ancora più profittevole e fornire nuovi spazi di crescita al gruppo. Se questo pesante ciclo di investimenti abbatte temporaneamente il ritorno sul capitale, abbiamo già visto in passato come gli investimenti di questa azienda abbiano poi avuto una adeguata remunerazione. Intanto, nel 2015 per snocciolare due numeri, le vendite sono cresciute del 9% a 2.2 milioni di casse, il fatturato è cresciuto del 4% (+11% se guardiamo soltanto al vino) e i margini aggiustati sono per la prima volta risaliti al 30% (MOL). Il prossimo anno (2015/16) sarà senz’altro più duro. Con una produzione in calo del 26% in Nuova Zelanda, immaginiamo che la crescita dei volumi sarà più difficile da ottenere, anche se gli amministratori fanno specifico riferimento al fatto che il gruppo è ben posizionato per raggiungere gli obiettivi di vendita. Quali sono questi obiettivi? Passare da 2.2 a 3.2 milioni di casse entro il 2020, quindi +45%, da raggiungere con un +71% in Nord America, +36% in Asia (e mercati domestici) e un +13% in Europa. L’obiettivo 2016 è di arrivare a 2.38 milioni di casse, quindi +8% rispetto al 2015.

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Advini – risultati primo semestre 2015

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Gli obiettivi di Advini stanno diventando realtà, a quanto si legge dai numeri del primo semestre 2015. Le vendite del gruppo sono accelerate, in crescita del 10%, mentre i margini restano bassi ma si sono stabilizzati. Le vendite delle marche proprie continua a crescere (ora al 30% del fatturato e al 54% del margine operativo), in linea con lo sviluppo delle filiali distributive (Svezia, Giappone e Hong Kong sono state rinforzate o aperte nel 2015). Il piano prevede di raggiungere 245 milioni di vendite nel 2015, che sarà raggiungibile con una crescita del 6% nel secondo semestre (quando però i cambi saranno meno favorevoli). Essendo il piano “OPUS VINI 2015” ed essendo noi già nel 2015, l’azienda si prepara a comunicare un nuovo piano di sviluppo con obiettivi al 2020, che sarà comunicato nel secondo trimestre del prossimo anno. Per ora guardiamo un po’ i numeri insieme. La base di grafici è purtroppo meno ricca del solito, causa “morte” del file excel storico che ha richiesto di costruirne (e compilarne) uno nuovo…

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Constellation Brands – risultati primo semestre 2015/16

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Il secondo trimestre di Constellation Brands ripete in pieno il copione del primo: la birra è protagonista della crescita degli utili, il management decide per la terza volta in 6 mesi di incrementare le attese di utili per l’anno fiscale 2015/16. Il grafico con l’evoluzione dell’utile operativo calcolato sui 12 mesi è un po’ il riassunto del messaggio che deve passare: Constellation Brands è partita un anno fa come un 55/45 birra/vino, oggi siamo vicini a un 60/40 ed è immaginabile che nel futuro la barra si sposti ancora di più alla luce del gigantesco investimento nel nuovo birrificio e nella produzione di vetro. E il vino? Le vendite di vino e spirits vanno abbastanza bene, +3% in termini organici (annullati dall’andamento dei cambi), i margini sono in leggera ma continua crescita, soprattutto grazie al segmento spirits. Nel secondo trimestre è stata completata l’acquisizione di Meiomi, che quindi contribuirà a partire dal terzo trimestre. Dicevamo di un ulteriore incremento delle attese di utili. Siamo partiti con una stima di 4.55-4.75, siamo ora a 5.00-5.20, quindi un incremento del 10% delle attese originarie, soprattutto grazie al segmento della birra. Passiamo ad analizzare i numeri.

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Masi – risultati primo semestre 2015

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Prima di addentrarci nei (buoni) numeri semestrali di Masi, vi passo il link al quale potete scaricare liberamente il mio rapporto di ricerca su Masi, azione della quale mi sto occupando nella mia attività professionale di analista finanziario. E’ stato pubblicato in data 10 agosto e dopo un paio di mesi viene divulgato da Borsa Italiana. Di nuovo, questo è il link. Nel rapporto potete trovare un’analisi dettagliata e, per chi si chiedesse che cosa faccio per campare, un “assaggio” del mio lavoro!

Il semestre di Masi è stato particolarmente positivo, aiutato dai cambi, che finalmente hanno contribuito in modo positivo, ma anche da un mix di prodotto/mercato molto favorevole, che ha consentito un recupero dei margini, in linea con quanto già successo nella seconda parte del 2014. Anche se nella seconda parte dell’anno un balzo simile non è più fattibile, le attese relative al 2015 che sono state la base della quotazione in borsa dell’azienda, sembrano essere pienamente supportate. Detto questo, l’azienda ha molti spazi di miglioramento: le vendite in Europa ancora latitano e anche il mercato italiano negli ultimi 6 mesi non ha dato le soddisfazioni dello scorso anno.

A proposito, le azioni, nonostante il forte calo delle borse durante il periodo estivo (Grecia, Cina e compagnia) si sono comportate in modo egregio, mantenendo un valore allineato a quello che gli investitori hanno pagato a fine giugno per entrare a far parte della compagine azionaria.

Passiamo ai numeri.

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