Gli spumanti italiani chiudono marzo 2026 con un rimbalzo a 189 milioni di euro (+10%) e 453 mila ettolitri (+12%). Il miglioramento, forse parzialmente legato alla tempistica della Pasqua, non basta a raddrizzare un primo trimestre rimasto in territorio negativo a 476 milioni di euro (-4%) e 1.13 milioni di ettolitri (-2%).
Tutti i dettagli con le tabelle complilate sui dati ISTAT e ulteriori grafici nel resto del post.
Nuovo management, nuovi finanziamenti e si va avanti con rinnovato entusiasmo. Chapel Down, l’azienda quotata nel segmento small cap della borsa di Londra che produce spumanti in Inghilterra, ritrova nel 2025 la crescita delle vendite (quasi +20%, dopo però un 2024 decisamente sottotono) che la riporta in pareggio. Il debito cresce, ma un po’ meno del magazzino di vino in fase di invecchiamento, quindi non è una cattiva notizia.
Gli obiettivi dell’azienda sono di crescere di un ulteriore 15% nel 2026, mentre i margini non sono destinati a crescere, anzi: gli obiettivi di EBITDA sono quelli di realizzare praticamente i medesimi numeri del 2025. La causa? Nonostante vendite e margine lordo previsto in crescita, Chapel Down ha alzato dall’11% al 13.5-14.5% delle vendite il budget delle spese di marketing per supportare la crescita.
In borsa, le azioni dopo l’annuncio dei dati (29 aprile) hanno recuperato terreno, passando da circa 32p a 46p (6 giugno), con un +21% da inizio anno, rispetto al -4% segnato dal nostro INDV Wine Index nel medesimo periodo, come potete vedere anche nel grafico allegato. Il valore di mercato è di 77 milioni di sterline circa.
Bene, proseguiamo l’analisi nel post con tutti i grafici e le tabelle.
Oggi analizziamo i dati finanziari del 2024 del settore vinicolo italiano, elaborati dall’Area Studi Mediobanca, che, come ogni anno, ha gentilmente messo a disposizione del blog. Il rapporto è diventato un vero e proprio compendio commentato che non si ferma all’analisi di bilancio di queste 255 aziende vinicole, ma ormai comprende innumerevoli approfondimenti relativi alle prospettive future, ai consumi di vino, alle esportazioni, all’analisi dei canali di vendita, a una lista molto esauriente di acquisizioni nel settore, e molto altro. Avendo conosciuto di persona Gabriele e Oriana che stanno dietro a questo rapporto, sono molto contento che questo rapporto e il blog siano cresciuti insieme nel tempo!
Tornando ai numeri, di cui vedete un grafico sopra, beh, il 2024 era ancora stato un anno buono per il settore, sebbene con un rallentamento delle vendite (+1%) ma con un miglioramento dei margini che si riportano vicini al record del passato. Nel 2025 la musica è cambiata, visto che l’80% di questo campione da 12 miliardi di vendite ha riportato un calo del fatturato di quasi il 3%, che porterà gioco forza a un ridimensionamento dei margini (nel 2020, le vendite calarono del 3% e i margini scesero dello 0.6% dal 10.3% al 9.7% ma con i supporti governativi).
Passiamo all’analisi dettagliata dei numeri, relativi a tutto il campione, comprese le cooperative. Nei prossimi post vedremo i dati “esclusi cooperative” e quelli relativi al segmento degli spumanti!
A marzo 2026 le esportazioni di vino interrompono la serie negativa iniziata a luglio 2025: 670 milioni di euro, +0.8%, con volumi a +3.3%. Il dato va però letto con cautela, tra tempistica della Pasqua e prezzo-mix ancora in calo: il primo trimestre resta negativo dell’8% a 1,703 milioni di euro. Gli USA segnano -7% nel mese e -21% nel trimestre, mentre la Germania lima il calo trimestrale al 5%. Gli unici mercati maggiori in crescita nel trimestre sono Francia e Russia. Bene gli spumanti nel mese (+10%), ma anche per loro il trimestre resta negativo (-4%).
Dati in formato testo disponibili nella sezione “ultimi dati” qui a fianco.
Nel post precedente abbiamo notato che il dato “critico” della rilevazione 2025 di ISTAT sulla penetrazione e la frequenza del consumo di vino in Italia era la riduzione del consumo sporadico, che negli scorsi anni era sempre cresciuto (salvo la parentesi Covid). Oggi andiamo più a fondo per analizzare da dove proviene questo calo, per fasce d’età e per aree geografiche, e per capire come si sviluppa nel tempo il consumo di vino delle persone man mano che la loro età cresce. Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.
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