Italia


Esportazioni di vino Italia – aggiornamento novembre 2025

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I mesi “duri” che avevamo anticipato stanno emergendo dalle statistiche del commercio estero rilasciate la settimana scorsa dall’ISTAT. Novembre segna un -11% nelle nostre esportazioni di vino e ci porta verso una chiusura d’anno molto probabilmente allineata a quella francese (-4%) che abbiamo commentato qualche giorno fa. Dei nostri primi 10 mercati, in novembre nove hanno mostrato un calo (eccezione: Russia), con gli USA in cima alla lista a -31%. Ci avviamo ora verso tre mesi (dicembre-gennaio-febbraio) che difficilmente segneranno cambi di passo, sia per la bassa stagionalità sia perché la base di confronto sarà molto difficile, con gli USA che erano in crescita di oltre il 20% (per anticipare le tariffe).

Proseguiamo il commento nel resto del post, dove trovate tutte le tabelle per categoria e per mercato.

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Sicilia – produzione di vino 2024 & dettaglio per denominazione DOC 2023 – fonte: ISTAT, AGEA, ISMEA

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Il viaggio tra i dati delle regioni italiane prosegue oggi con la Sicilia. Trovate due serie di dati sulla produzione di vino, quella ISTAT e quella AGEA, che molto spesso non collimano. Per comprendere le differenze, vi suggerisco di consultare questo post, che offre alcuni chiarimenti sulle metodologie sottostanti. Come noterete, la serie ISTAT relativa alla Sicilia ha dati produttivi molto più elevati di quelli delle dichiarazioni AGEA. Per il 2024, stiamo parlando di 4.2 milioni di ettolitri contro 2.7, una differenza del 65% che è evidente in tutte le categorie.

Nella parte interna del post troverete, per completezza, anche i dati relativi alle produzioni DOC della regione, forniti da ISMEA e riferibili alla serie 2016-2023 (pubblicati durante l’estate). La Sicilia è “dominata” dalla DOC omonima, anche se Marsala, Pantelleria e Etna hanno una rilevanza a livello nazionale.

Tutti i dati (disponibili anche nella sezione Solonumeri) e le tabelle nel resto del post, con l’ulteriore commento.

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ll consumo di vino in Italia (frequenza) – dati 2024 per regione e classi di età

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Torniamo sul tema del consumo di vino per occuparci dei dettagli per età dei consumatori e per regione di consumo nel 2024. Stiamo parlando dei dati ISTAT, che non quantificano il consumo in ettolitri, bensì la percentuale della popolazione che consuma vino.

Il contesto lo conosciamo: i consumi di vino calano. Pochi minuti fa scrivevo delle vendite nella GDO: se la “quota di mercato” della GDO è rimasta stabile nel 2024, i consumi in ettolitri sono scesi dell’1.1% (-2.1% nel 2025, quindi anche peggio). Il dato ISTAT ci dice che in Italia il 54.7% della popolazione ha consumato vino, contro il 55.1% dello scorso anno. Ben sappiamo che il modello di consumo si orienta verso una frequenza non giornaliera (33% della popolazione, contro il 15% del consumo abitudinario).

Ma cosa succede a livello di classi di età? Beh, diciamo che, se da qualche anno notavamo un incremento della penetrazione di consumo, soprattutto nelle fascie giovani e medie (spumanti?), il 2024 è stato un anno più negativo che in passato: rispetto al 2023, soltanto in un paio di classi d’età (20-24 e 55-64 anni, ne ho fuse due) la penetrazione aumenta.

Anche il consumo sporadico, strutturalmente in crescita, sebbene lo sia anche nel 2024, sembra stabilizzarsi. Addirittura, proprio nelle fasce di età più giovani.

Sebbene sia difficile disegnare delle tendenze su queste statistiche “di anno in anno” e sia meglio fare affidamento su confronti in periodi più lunghi, queste sono le principali conclusioni.

Tabelle e grafici nel resto del post e, ricordate, tutti i numeri scaricabili sono nella sezione Solonumeri.

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Tenuta San Guido – risultati 2024

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Dopo aver curiosato nei bilanci di Armand Rousseau (prontamente secretati da quel giorno), ho pensato che fosse il caso di guardare a una delle più grandi eccellenze vinicole italiane, il Sassicaia, che, con altre due etichette, è la spina dorsale di Tenuta San Guido. Decisamente più grande della francese (42 milioni di fatturato, di cui 40 nel vino, contro 14 nel 2022), Tenuta San Guido ha un invidiabile e ben prevedibile percorso di crescita, che continua ininterrottamente da anni, con l’eccezione del 2020, stabile.

I margini di profitto sono incredibilmente e “giustamente” alti (63% EBITDA, 47% utile netto sul fatturato), anche se leggermente inferiori a quelli di A Rousseau (83% e 60%), ma volete mettere la dimensione diversa? Inoltre, Tenuta San Guido ha un’attività di produzione di olio e di allevamento di cavalli, che rappresenta solo il 5% dell’attività e probabilmente diluisce i margini.

Secondo Anna Di Martino, si producono 1.2 milioni di bottiglie all’anno, il che, con il fatturato del 2024, equivale a circa 40 euro a bottiglia. Se pensate che quasi 300mila di queste bottiglie sono di Sassicaia e pensate alla qualità eccezionale di questo prodotto, beh il “giustamente” di cui sopra diventa comprensibile.

La generazione di cassa è impressionante e gli azionisti, negli ultimi anni, (giustamente!) ne hanno approfittato… negli ultimi 8 anni (2017-2024) sono stati distribuiti 115 milioni di euro contro 145 milioni di profitti…

Passiamo all’analisi dei dati con grafici e tabelle.

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Vendite al dettaglio di vino (GDO Italia) – dati Circana, aggiornamento 2025

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Le vendite al dettaglio di vino nella GDO in Italia nel quarto trimestre (il più importante dell’anno) sono andate molto male: i volumi sono calati del 4% e le vendite in euro sono scese del 2%, a fronte del contributo del prezzo del +2.5%. Si tratta del peggiore trimestre dell’anno, nel contesto delle vendite al dettaglio in Italia, in leggera crescita in termini nominali. Anche il segmento dello spumante nel quarto trimestre ha registrato un leggerissimo calo, -0.6% sia in euro sia in litri, anche se qui troviamo un raggio di luce nelle vendite degli spumanti classici. Nel segmento dei vini fermi, tutte le categorie e i colori sono calati, inclusi i rosati.

Il 2025 si chiude quindi con un saldo leggermente positivo, pari a +0.6% a 3.1 miliardi di euro, a fronte di un calo del 2% dei volumi, a 7.2 milioni di ettolitri. Leggermente peggio il vino fermo (-0.6%), meglio il vino spumante (+4%), ma, come abbiamo letto sopra, soprattutto grazie all’andamento dei trimestri precedenti.

La prospettiva per il 2026 non è rosea. Il primo trimestre beneficerà probabilmente della Pasqua anticipata, ma l’inversione di tendenza su quasi tutte le categorie di prodotto in un trimestre così importante non lascia ben sperare.

L’andamento dei costi di produzione è però incoraggiante: il prezzo del vino “pre-imbottigliamento” sta calando a fronte della minore domanda. Sarebbe suggeribile trasferire questi minori costi sul consumatore per arginare il calo dei volumi.

Nel ringraziare ancora Circana per la collaborazione, passiamo a un commento più dettagliato all’interno delle categorie, con tutte le serie di grafici e le tabelle riassuntive con i dati dettagliati.

 

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