Spumanti


Schloss-Wachenheim – risultati 2014/15

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Oggi analizziamo i risultati 2014/15 di uno dei giganti della produzione di vini spumanti tedesco, Schloss-Wachenheim, quotato presso la borsa di Francoforte con una capitalizzazione di mercato di circa 125 milioni di euro (e un andamento positivo del 25% circa nel corso del 2015). I numeri non sono stati così buoni a livello economico, con un calo del fatturato del 6% e del 20% dell’utile netto, ma dalla parte finanziaria l’azienda è riuscita con il contenimento degli investimenti e il calo del capitale circolante a ridurre il debito in modo vistoso. Da questo calo (pari a oltre il 20% della quotazione borsistica) potrebbe essere venuta la spinta ai corsi di borsa. Andiamo ad analizzare i numeri insieme.

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Laurent Perrier – risultati primo semestre 2015

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A proposito, buon 2016, visto che siamo agli sgoccioli, per chi legge “in diretta”. Vi auguro di brindare con un Laurent Perrier, di cui questa sera commentiamo i risultati del primo semestre (che per loro chiude a settembre). Avendo letto delle disgrazie dei concorrenti (Lanson e Vranken Pommery), questi numeri sembrano proprio belli, sia per quanto riguarda il fatturato, che per i margini e per la generazione di cassa. Le vendite crescono dell’8%, i margini sono stabili prima degli ammortamenti, il prodotto è stabile in Francia e recupera molto bene in Europa, la strategia di “premiumisation” da’ insomma i suoi furtti (il 40% delle vendite del brand Laurent Perrier è “alto di gamma” contro il 37% dei primi 6 mesi del 2014). Andiamo a leggere i numeri insieme.

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Vranken Pommery – risultati primo semestre 2015

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Dopo aver visto i numeri semestrali terribili di Lanson, i risultati semestrali di Vranken sarebbero facilmente comprensibili dicendo “sono andati male anche loro”. E invece no, a quanto pare, perlomeno a livello di fatturato. Vranken, come abbiamo visto nel post sui dati annuali, ha un buon motivo a giustificazione del calo delle vendite, che è l’apporto di Listel, attiva nei vini fermi, a una JV ora consolidata sotto la linea dell’utile operativo al 50%. Ma non solo, circa 10 milioni di fatturato sono stati spostati dal primo al secondo semestre per via delle tempistiche di consegna. Quindi, il fatturato che a prima vista cala del 24%, sarebbe sceso soltanto dell’8%. Se poi ci ributtiamo dentro questi 10 milioni “spostati” arriviamo a una leggera crescita (2-3%). Detto questo, l’utile operativo comunque scende in maniera fragorosa, con o senza la JV sui vini fermi e ciò ha avuto un certo impatto sulle quotazioni di borsa, sempre superiori a inizio anno ma di certo ben sotto i massimi. Andiamo a leggere insieme qualche dato.

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Esportazioni di spumante / Italia – aggiornamento settembre 2015

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Come dicevamo la scorsa settimana, settembre 2015 è il primo mese da molto tempo che le esportazioni di spumante non segnano un segno positivo… sono andato a controllare e sono dovuto arrivare a aprile 2010 per vedere un segno meno… qualcuno direbbe che prima o poi doveva capitare ed è capitato, in un mese che per gli spumanti comincia a essere importante (insieme ai prossimi due). A settembre abbiamo esportato 85 milioni di spumanti rispetto a 88 dello scorso anno. I prossimi due mesi, ottobre e novembre sono mesi da 100 milioni ciascuno, cioè critici per fare quel 940-950 milioni a cui si potrebbe ambire per il 2015. Che sta succedendo? Beh, le cose negative che non cambiano sono relative all’Asti spumante, che sta vivendo un vero e proprio calo strutturale, mentre per gli spumanti DOP i dati restano positivi ma, obiettivamente, non è possibile crescere all’infinito del 20%… settembre segna un +12%, anche in questo caso la crescita più bassa da almeno un anno a questa parte. A livello generale, potremmo dire che sta riprendendo il calo della Russia, che si era stabilizzata, e che non sta più crescendo il mercato americano, mentre il Regno Unito continua a “tirare”. Vediamo qualche numero insieme.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento settembre 2015

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Le esportazioni di vino in Settembre non hanno segnato progressi rispetto allo scorso anno, causa il rallentamento della crescita degli spumanti DOC, che non ha più che compensato il calo dell’Asti e dei vini sfusi. In realtà, come potete vedere dai grafici del post, il rallentamento delle esportazioni ha caratterizzato anche il resto dell’export italiano, a fronte di un rallentamento globale dei flussi di commercio internazionale. Un calcolo molto spannometrico ci indica che la crescita media dei primi 9 mesi del vino italiano è intorno al 5.5%, rispetto a un incremento del 4.2% delle esportazioni totali dell’Italia. Dentro tale contesto va peraltro notato che nel settembre 2014 le esportazioni furono particolarmente positive (+5%) e che i prossimi due mesi 2015 avranno una base di comparazione molto più favorevole (0% ottobre 2014 e -1% novembre 2014), tale probabilmente da consentire un andamento più positivo di quello visto a settembre. Ma questo lo commenteremo nella seconda metà di gennaio. Andiamo sui numeri.

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