Dati finanziari


Louis Jadot – risultati 2023

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Allarghiamo oggi il fronte delle aziende che seguiamo sul blog con Louis Jadot, lo storico produttore di vino fondato nel 1859 in Borgogna di cui abbiamo scaricato i bilanci dalla camera di commercio francese (data.inpi.fr per chi volesse cimentarsi nell’impresa, in certi momenti eroica).

Etichetta famosa con la testa di bacco, fatturato come vedremo a circa 100 milioni di euro e qualche acquisizione in passato, una di queste in Oregon, Jadot è nella zona vinicola francese più di moda, dove i prezzi delle bottiglie sono esplosi negli ultimi anni, facendo crescere a dismisura anche i profitti delle imprese locali (potete leggere qui di Armand Rousseau). Dobbiamo dire che per quanto i numeri siano di tutta eccellenza (con un salto deciso delle vendite dai 70-80 milioni pre-Covid ai 100 milioni d più odierni) non si vede un vero salto in alto degli utili, fatta eccezione per l’anno 2021. Probabilmente la ragione è che Jadot è più un imbottigliatore che un vero produttore e come spesso abbiamo potuto notare in questi anni, nel mondo del vino l’ ”ultimo di mano”, ossia quello che poi alla fine beneficia del forte incremento dei prezzi delle bottiglie molte volte è chi possiede la terra.

Ad ogni modo, se vi interessa l’analisi prosegue con grafici e tabella riassuntiva dei dati.

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Laurent Perrier – risultati primo semestre 2024

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Laurent Perrier è la terza azienda della Champagne di cui analizziamo i risultati semestrali, in questo caso spostati al periodo aprile-settembre. L’andamento è ovviamente simile ai suoi simili (Lanson BCC ha subito un calo vicino al 20%, Vranken Pommery un po’ meglio a -7%). Nel semestre le vendite sono calate del 17% a 132 milioni, con un impatto molto importante sui volumi (-18% a 4.4 milioni di bottiglie) e un prezzo mix che si mantiene stabile, con un prezzo medio che viaggia intorno ai 30 euro alla bottiglia. I margini restano molto elevati ma ovviamente il minore fatturato si fa sentire in termini di minore assorbimento dei costi fissi, per cui il margine operativo scende al 29% dal 36% dell’anno scorso e l’utile netto cala in valore assoluto da 38 a 25 milioni, comunque un livello più che doppio di quello dell’azienda negli anni precedenti al Covid. La struttura finanziaria peggiora a causa di un incremento del capitale circolante (pagamento ai fornitori), anche se il rapporto tra debito e magazzino (0.33 da 0.30 l’anno scorso) resta tra i più bassi del settore. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Vino.com – risultati 2023

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Parola d’ordine, mettere i conti in ordine. Nel 2023 Vino.com si è messa a dieta e ha cambiato in qualche modo i suoi obiettivi da “diventare profittevoli vendendo sempre di più” a “diventare profittevoli guadagnando di più e vendendo di meno” (soprattutto prodotti di fascia bassa, aggiungerei), riuscendo così a operare con costi di struttura più contenuti. Tra le aziende di ecommerce che guardiamo è una di quelle che nel 2023 ha avuto un calo delle vendite più marcato (-22%), a dire il vero dopo un exploit clamoroso durante il Covid, e un margine lordo sulle vendite più elevato di tutti, quasi “fuori mercato” al 35% contro il 30% di Tannico e il 26% di Callmewine e Xtrawine. Questo ha  consentito all’azienda di tenere un livello assoluto di margine lordo stabile in euro e di ridurre le perdite in modo importante grazie al taglio dei costi. La struttura finanziaria resta molto solida, anche grazie a un ulteriore contributo di 4 milioni di euro venuto dai soci e al fatto che nel 2024 i soci hanno deciso di trasformare in capitale il prestito soci di oltre 5 milioni di euro di cui la società godeva.

Passiamo a un commento dei dati con la tabella riassuntiva:

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Schloss-Wachenheim – risultati 2023/24

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Lo spostamento verso est di SSW continua anche nel 2023/24, frutto della combinazione di mercati più ricettivi ma anche degli investimenti che l’azienda sta facendo, incluse le acquisizioni. Ci troviamo dunque ad analizzare un bilancio in leggera crescita per le vendite (+4%) e per l’utile operativo (+3%) essenzialmente grazie ai prezzi e alle acquisizioni, ma non per l’ultima linea del bilancio, che cala di oltre il 10% nell’anno a causa dell’aumento degli oneri finanziari legato al maggiore debito, che tocca quota 90 milioni, il più elevato di sempre, nell’ordine di 2 volte l’EBITDA. La spina nel fianco resta la Francia, per il secondo anno consecutivo a zero in termini di contributo agli utili, mentre la strategia di crescita nell’Europa dell’Est si vede con un contributo molto importante all’utile operativo (22 dei 28 milioni totali), pur nel contesto di un margine leggermente in calo. Ultima curiosità: nonostante quello che si potrebbe immaginare non sono i vini spumanti a crescere (anzi, calano), bensì i vini fermi e gli “altri prodotti”, ossia gli aperitivi e altri prodotti a base di vino.

Bene, il resto del post continuiamo l’analisi con tabelle e grafici annessi.

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Quanto costa produrre una bottiglia di vino? – studio Camera Agricola di Bordeaux 2022

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La camera di commercio di Bordeaux compila quasi ogni anno uno studio sui costi di produzione del vino, con dovizia di dettagli e per numerose tipologie di azienda vinicola, da quelle piccole (15 ettari, che usiamo oggi qui come riferimento) a quelle più grandi da 60 ettari, con una resa per ettaro di 50 ettolitri in convenzionale e 40 in biologico.

Oggi proviamo a “semplificare” i dati per renderli più comprensibili, a fare un confronto tra i costi di produzione “bio” rispetto a “convenzionale” (risposta: 20% in più), a capire quanto pesano i costi di produzione del liquido rispetto al suo imballaggio (risposta: siamo quasi metà e metà) e a capire come si sono evoluti questi costi nel tempo (risposta: circa +10% tra il 2019 e il 2022).

Ovviamente si tratta di uno studio su uno scenario particolare – azienda di 15 ettari coltivati metà a 1.5mt e metà a 1.8mt -, in una zona particolare – Bordeaux, dove la vigna è prevalentemente piana – con dei costi di produzione, in particolare il costo della vigna da ammortizzare su 25 anni di 42mila euro per ettaro (quindi non propriamente una vigna da grandi vini…).

Bene, la conclusione è che una bottiglia di vino nel 2022 costa 3.2 euro in viticoltura convenzionale e 3.9 euro in viticoltura bio, in entrambi i casi con 1.5 euro per il costo di imbottigliamento (oltre al vetro e via dicendo). Di nuovo, se invece di 42mila euro a ettaro mettessimo 1 milione a ettaro di costo della vigna da ammortizzare, il costo implicito della vigna salirebbe da 0.30 euro a bottiglia a 6 euro a bottiglia, con un conseguente costo totale per bottiglia in salita a 9-10 euro a bottiglia.

Ulteriori dettagli con tutte le tabelle nel resto del post.

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