Dati finanziari


Costi e margini dell’industria vinicola – aggiornamento primo trimestre 2013

2 commenti
costimargini 2013 q1 08

I margini per la filiera del vino sono in stabilizzazione nel primo trimestre 2013. Questo dato però, che elaboriamo sugli indicatori pubblicati da ISMEA, si riferisce al mercato italiano. Dato che siamo in una fase di graduale indebolimento delle esportazioni, essenzialmente guidato dalle minori disponibilità di volume, il clima di fiducia dell’industria vinicola italiana segnala un peggioramento nel corso del primo trimestre, sul livello peggiore mai registrato dalla crisi del 2008 a questa parte. Detto questo, sembra di assistere a una stabilizzazione su livelli elevati dei costi all’origine del vino e dei mezzi di produzione. Dato che i prezzi continuano a crescere (almeno in ottica annuale) siamo in un momento in cui la velocità dei costi e dei prezzi è simile e quindi i margini sembrano stabilizzarsi. Vediamo nel dettaglio.

Continua a leggere »

Campari, divisione vino – risultati primo trimestre 2013

nessun commento
campari q113 0

 

Il gruppo Campari ha deciso di cambiare il sistema di reportistica, come vi avevo anticipato qualche mese fa. La divisione vino del gruppo subirà però un altra grande trasformazione, che consiste nell’aggiunta di alcuni prodotti “vinicoli” derivanti dalla recente acquisizione in Giamaica (Lascelles de Mercado), che sono tipicamente venduti in America e nel resto del mondo, per dirla in base alla reportistica di Campari. Ciò per introdurvi alla performance di vendite della divisione vino, che cresce nel primo trimestre del 27% a 41 milioni di euro. In realtà il numero racchiude andamenti diversi, quali un pessimo andamento in Italia anche per via del famoso articolo 62 che ha determinato una variazione delle politiche di vendita, spostate nei prossimi trimestri. Vediamo i numeri e i principali commenti in dettaglio.

Continua a leggere »

I risultati delle aziende vinicole nel 2011 – rapporto Mediobanca

nessun commento
aziende mediobanca 2012 00

 

Fonte: rapporto Mediobanca 2013

Nell’ambito del rapporto Mediobanca ci focalizziamo oggi sul sottogruppo delle aziende vinicole italiane, lasciando quindi fuori le cooperative che, data la mancanza dello scopo di lucro, “sporcano” i dati con i loro bilanci in forzato pareggio. L’analisi dei dati 2011 ci pone davanti al seguente quadro: (1) le vendite sono cresciute del 9%, grazie al fatturato estero, ma gli utili non sono aumentati, determinando una riduzione dei margini; (2) ciò è determinato sia da un incremento dei costi esterni (materie prime), che dell’incremento del costo del personale; (3) la generazione di cassa è stata salvaguardata dal contenimento degli investimenti, che sono stati al livello più basso degli ultimi anni. Anzi, per la prima volta sono stati inferiori agli ammortamenti, segnalando un graduale decremento della propensione agli investimenti che avevamo già osservato nel post precedente. Analizziamo i dati in dettaglio, con la annotazione che rispetto all’anno passato qualche azienda è stata riclassificata dalle aziende italiane alle aziende cooperative o estere (Gancia? Ruffino?). Se confrontate gli anni, quindi, tenete conto che la “base” delle 72 aziende qui analizzate è cambiata. Nel 2010 questa base fattura 2431 milioni, nel rapporto precedente ne fatturava 2451 milioni su 75 aziende.

Continua a leggere »

Constellation Brands – risultati 2012-13 e previsioni 2013-14

nessun commento
CONSTELL 2012 1

 

Constellation Brands ha chiuso il 2012/2013 (febbraio 2013) in bellezza, con un ultimo trimestre in crescita dell’8% in termini organici, che porta la cifra finale al +3%, con un primo semestre stabile e un secondo semestre in crescita. Gli investitori sono stati soddisfatti dei risultati e il titolo ha continuato a crescere, approcciando ormai la soglia dei 50 dollari per azione e superando i 9 miliardi di dollari di valore di borsa. Che cosa succederà nel 2013 (febbraio 2014 per i conti)? (1) a partire dal secondo trimestre, Cbrands si attende di consolidare le operazioni acquisite nella birra (il 50% rimanente di Crown imports oltre alle attività produttive), il che dovrebbe far cambiare faccia al conto economico. Un un “pro-forma” 2012 Cbrands nella nuova configurazione avrebbe generato un MOL di 1 miliardo di dollari invece dei 630 milioni che effettivamente risultano; (2) le attività nella birra ci si attende possano crescere intorno al 5% (“mid-single digit”) con margini in miglioramento per l’integrazione produttiva; (3) nella parte che a noi più interessa, il vino e gli spirits, CB conta di continuare a guadagnare quota di mercato in USA, anche se i margini saranno sotto pressione per l’aumento del costo delle materie prime. Se prendiamo le indicazioni che hanno dato, ci si deve attendere un utile rettificato tra 460 e 520 milioni di dollari rispetto al dichiarato di 388 milioni del 2012 (che rettificato per gli oneri non ricorrenti raggiungeva i 440-450 milioni). Come dicevo prima, il mercato continua a premiare la strategia del gruppo con continui rialzi…

Continua a leggere »

I risultati delle aziende e cooperative vinicole italiane nel 2011 – rapporto Mediobanca

nessun commento
MEDIOBANCA 2013 REP GLOB 0

 

Commentiamo il rapporto Mediobanca, cominciando “a volo d’uccello” con una panoramica di quello che è successo nel 2011 (perché di questo anno si parla). Ricordo che si tratta del cumulo dei risultati di 108 aziende vinicole con oltre 25 milioni di vendite e che I Numeri del Vino procede a una sorta di concatenazione di questi dati con quelli del passato per fornire un quadro di lungo termine di sviluppo del settore. Quali sono le principali evidenze del rapporto sul 2011? (1) Evoluzione molto positiva delle vendite (+9%, di cui +13% all’estero) che dovrebbe essere continuata nel 2012 (+7%) a fronte dei forti rincari delle materie prime e della spinta delle esportazioni; (2) riduzione dei margini di profitto (MOL sulle vendite dal 9.6% al 9.3% a fronte di un incremento dei consumi dall’80% all’80.8% del fatturato), che risulta ancora più evidente ove si considerino soltanto le aziende, escludendo le cooperative. Ciò implica che l’aumento dei costi delle materie prime e del personale ha “mangiato” praticamente tutto l’incremento delle vendite; (3) un pesante calo degli investimenti nel settore, i più bassi dal 2000 a questa parte sia in valore assoluto (meno di 200 milioni per queste aziende) che in termini relativi (per la prima volta sotto il 4% delle vendite). Proprio quest’ultimo dato è forse il più importante indicatore su cui ragionare in futuro: anche il mondo del vino sta “disinvestendo”? Il grafico proprio proprio qui sotto nel post vi mostra chiaramente che non sembra essere soltanto una tendenza di breve termine… secondo il rapporto nel 2012 gli investimenti si sarebbero ripresi del 10%. Vedremo.

Continua a leggere »