Dati finanziari


Santa Margherita – risultati 2013

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Certo, superare il traguardo dei 100 milioni di fatturato è molto bello. Ma il bilancio di Santa Margherita ci dice qualcosa di meglio: che questo record è accompagnato dal secondo miglior margine e ritorno per gli azionisti che l’azienda ha registrato da quando la guardiamo (2004). Infine, è bello vedere come l’azienda continui a investire in nuove attività. Due cose sono successe nel 2013, al di là del buon andamento delle vendite: 1) c’è stata una semplificazione societaria che ha raggruppato sotto Santa Margherita due piccole aziende (KettMeier e Torresella), al fine di ridurre i costi generali; 2) è proseguito l’investimento nelle tenute, con 10 nuovi ettari vitati in Toscana a supportare Pile e Lamole, più altri 3 in Veneto a supporto dell’attività di Santa Margherita stessa. Gli azionisti hanno continuato a prelevare un buon dividendo (11 milioni come gli scorsi 2 anni), ossia circa l’85% dell’utile netto rettificato.

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Lanson BCC – risultati 2013

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Se Vranken Pommery non ha dato numeri positivi, non si può dire che i concorrenti di Lanson BCC abbiano fatto meglio nel 2014. Manca ancora all’appello delle nostre review Laurent Perrier, ma già posso anticiparvi che il calo dell’utile operativo è stato superiore al 10%, a causa della pressione sui margini. Tornando a Lanson, il quadro del 2013 è di un incremento delle vendite del 4% ma di una riduzione del 4-5% degli utili. Il mancato incremento dei volumi e la forza dell’euro (qui tutti i costi sono in Euro!) hanno certamente avuto un ruolo nello spiegare il calo dei margini. I debiti restano leggermente superiori al magazzino, anche se la distanza diventa ormai esigua. L’azienda si rifiuta di dare indicazioni sul 2014. Conclusione: possiamo già dire che ancora una volta chi ha vinto nel settore degli Champagne è il leader di mercato LVMH, che con la sua potenza di fuoco (che include anche diversi grandi vini fermi di Bordeaux e, da qualche mese, Clos de Lambray in Borgogna) ha un vantaggio e dei margini che le piccole aziende del settore non possono nemmeno sognare…

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Concha y Toro – risultati 2013

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I risultati 2013 di Concha y Toro che commentiamo oggi sono piuttosto importanti, perchè dopo due anni di vera sofferenza dei margini il secondo semestre ha marcato un deciso cambio di direzione. Molte cose continuano a non funzionare, come per esempio le vendite domestiche di vino, ma altre sembrano aver preso una piega meno negativa che in passato, come per esempio l’andamento di Fetzer in USA. Inoltre, i recenti investimenti nelle strutture distributive in nuovi mercati stanno cominciando a pagare in termini di accelerazione delle vendite, per quanto continuino a farsi sentire sui margini. Il 2013 nel suo insieme non è stato eclatante, soprattutto visti gli sforzi profusi: le vendite crescono del 6%, il MOL solo del 3% e l’utile netto del 10%. Il secondo semestre però racconta una storia diversa: le vendite fanno +10%, il MOL +27% e l’utile netto cresce di oltre il 50%. Per questo motivo, possiamo attenderci un 2014 in ulteriore miglioramento… andiamo sui numeri.

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Vranken Pommery – risultati 2013

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La strategia di focalizzazione di Vranken Pommery sui vini ad alto valore aggiunto sta facendo scendere il fatturato ma, come vediamo dai risultati 2013, non sta facendo aumentare di molto i margini e gli utili, o perlomeno non ancora. Sono queste le considerazioni più importanti dei conti 2013, che per dirla tutta sono veramente poco convincenti. L’azienda si vanta nella presentazione della strategia di lungo termine, che ha pagato di nuovo un dividendo di 7 milioni di euro (ma il debito è cresciuto di 6 milioni, quindi non c’è molto di cui gioire). In queste spiegazioni, ci sono troppi “se e ma”, troppe volte “le cose sono andate male ma se invece di prendere tutto prendi soltanto le vendite dei prodotti nostri o quelli che ci piacciono di più, allora va meglio”. La promessa per il 2014 è quella ti tagliare magazzino e debiti, e far crescere i margini e l’utile netto. Doveva già succedere nel 2013, chissà che il 2014 non sia la volta buona. Passiamo ai numeri.

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Costi e margini dell’industria vinicola – aggiornamento primo trimestre 2014

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INDICATORI Q1 14 25

La pubblicazione dei dati trimestrali sulla tendenza del segmento vino nel primo trimestre 2014 continua a mostrare un altalenante clima di fiducia nell’industria del vino italiano (per questo trimestre positivo), certamente più volatile di quello del settore dell’agricoltura. I dati di vendita del primo trimestre che abbiamo analizzato qualche giorno fa non sono di sicuro positivi (calo dell’1.4% del mercato a valore, con una riduzione dei volumi di oltre il 4%), anche se i margini dell’attività continuano a migliorare grazie al raffreddamento dei prezzi dei vini comuni, che sta rientrando nella norma dopo la fiammata dovuta a due vendemmie piuttosto scarse. E con questo, anche i prezzi di vendita cominciano a perdere vigore. Buona lettura! Continua a leggere »