Mercato e consumi


Esportazioni di vino italiano – aggiornamento settembre 2018

nessun commento

[wp_bannerize group=”ADSENSE”]

Marzo, maggio e dunque settembre sono i 3 mesi del 2018 in cui le esportazioni di vino non sono cresciute. Eppure le premesse per un buon mese c’erano, visto che anche lo scorso anno questo mese fu poco propizio. Invece, i nostri vini fermi in bottiglia hanno continuato a traccheggiare (-3.6%) nel mese, mentre i vini spumanti sono cresciuti “solo” del 5%, a fronte di un Prosecco sempre in grande spolvero ma anche di una continua debolezza dei nostri altri spumanti DOP (escluso Asti). Ma di questo parleremo tra un paio di giorni. I prossimi 3 mesi sono tutt’altro che facili, come mostra anche il grafico con le variazioni percentuali dell’export a valore: ottobre 2017 +8.4%, novembre 2017 +7.4%, solo Dicembre +1.4% sarebbe facile ma conta poco in valore assoluto. Vedremo che cosa succede, ma bisogna necessariamente mettersi in testa che la crescita del nostro export di vino non può più fare riferimento a un unico prodotto (Prosecco). I primi segnali li stiamo vedendo: quest’anno probabilmente la crescita comincerà per 3 (%) e non per 4 (%). Passiamo ai numeri.

  • Intanto partiamo con i numeri: con i 506 milioni di settembre, le esportazioni toccano quota 4.4 miliardi nei 9 mesi e 6.15 miliardi in ragione d’anno. La crescita scende al 3.7% sui 9 mesi ma resta al 4.3% se consideriamo gli ultimi 12 mesi, che però incamerano il forte contributo dell’ultimo trimestre 2017.
  • I volumi sono in calo dell’11% anche a settembre, quindi sui 9 mesi siamo a 14.3 milioni di ettolitri, mentre sui 12 mesi ultimi ormai abbiamo toccato quota 20.0 milioni di ettolitri e presumibilmente scendiamo sotto questa soglia di qui a fine anno.
  • Tra i principali mercati spicca la debolezza in settembre del mercato americano, +0.8%, e del mercato svizzero, -4%. Sono questi i due principali motori di crescita tra i 5 grandi mercati per i nostro vino. Paradossalmente settembre è un mese “al contrario”, visto che le esportazioni nel Regno Unito sono cresciute dell’8% mentre si potrebbe immaginare il contrario. Gli altri grandi mercati che hanno portato al dato negativo sono certamente la Svezia, il Giappone e la Danimarca (negli ultimi due l’export cala anche sui 9 mesi).
  • A proposito, la Cina. Le esportazioni di vino in bottiglia sono cresciute del 5% a settembre e sono a +6% sui 9 mesi dell’anno. Il quarto trimestre del 2017 fu un boom. Vedremo cosa succede!
  • Che sia un mese strano lo si nota anche indagando come mai gli USA sono stati deboli: colpa degli spumanti, calati del 12% all’interno di un trend che metterebbe a quel numero un segno più invece che un segno meno. In tutti i casi gli spumanti sono rimasti positivi per circa il 5%, grazie alla crescita vicina al 10% del Prosecco, mentre gli spumanti DOP continuano a mostrare debolezza. Ma di questo parleremo dopodomani.
  • Vi lascio alle tabelle.
Se siete arrivati fin qui… …ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco

Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2017

nessun commento

[wp_bannerize group=”ADSENSE”]

 

Il Deutsche Wein Institute ha pubblicato il rapporto 2017 sulla produzione e consumo di vino e bevande alcoliche in Germania, che dunque aggiorniamo. Le tendenze che si evincono nel rapporto non sono tanto positive se lette nel loro complesso: 1) una stabilità del consumo di vino a volume, che è in sé una buona notizia, visto l’andamento particolarmente negativo della birra e del mercato nel suo complesso (-2.5%); 2) al contrario un leggero calo del mercato delle bevande alcoliche nel suo complesso, sulla scia di quanto già visto negli scorsi anni, all’interno della quale purtroppo la “quota di mercato” del vino scende (e dunque cala in modo anche visibile circa -5%) a valore, a vantaggio delle bevande alcoliche. La birra, che viene consumata meno, ha trovato invece una stabilità nel valore grazie al contributo delle bevande a base di birra. 3) all’interno del mercato del vino, uno spostamento dai vini rossi ai vini bianchi. I vini rosè sembrano invece aver perso l’abbrivio degli scorsi anni. Passiamo all’analisi dei dati.

Continua a leggere »

La classifica della competitività per nazione vino – dati France Agrimer 2017

nessun commento

[wp_bannerize group=”ADSENSE”]

 

Dopo qualche anno ritorniamo sul discorso competitività con lo studio che France Agrimer commissiona a Deloitte. Lo studio guarda a 6 fattori: due strutturali (potenziale produttivo, clima/ambiente), due competitivi (la capacità di conquistare mercati e il portafoglio di marchi) e due che chiamerei economico/organizzativi (l’ambiente macroeconomico, la struttura della filiera e gli investimenti). L’aggiornamento 2017 vede l’Italia sempre in testa, come già era nel 2012 quando avevamo analizzato i dati, con un vantaggio limitatissimo sulla Francia che in qualche modo ha guadagnato posizioni rispetto al passato. Inutile dire che l’Italia secondo lo studio è strutturalmente il miglior posto al mondo per fare vino, ma per competività veniamo superati dai francesi e per organizzazione/sostegno pubblico della filiera anche dagli USA. Non stiamo dicendo novità: abbiamo probabilmente i migliori prodotti ma non siamo bene organizzati e sostenuti per venderli. Tra gli altri, Spagna, Australia e Cile guadagnano terreno, a svantaggio degli USA che passa nel quinquennio da terzo paese eletto produrre vino a sesto. Passiamo all’analisi dei dati.

Continua a leggere »

Esportazioni di vino italiano – aggiornamento agosto 2018

nessun commento

[wp_bannerize group=”ADSENSE”]

 

Sebbene agosto sia un mese tra i meno significativi per le esportazioni, il progresso messo a segno dagli spumanti è stato molto evidente, con un incremento del 20% che ha compensato la debolezza dei vini in bottiglia, i quali si stanno gradualmente indebolendo dopo un eccellente inizio anno. Il saldo del mese è +4.4% esattamente allineato alla variazione dei 12 mesi e a quella dei 9 mesi (coincidenza decisamente rara!). In questo post un po’ interlocutorio, prima della stagione chiave di settembre-novembre per gli spumanti, vi ho messo un paio di grafici che confrontano il valori/volumi del 2017 con quelli degli ultimi 12 mesi terminanti ad agosto. Oltre a quella della crescita del 4.4% su base 12 mesi contro 12 mesi chiusi allo stesso mese, vi indicano una ulteriore informazione. Se di qui a fine anno le esportazioni non crescessero più chiuderemo l’anno a +2.7%, con i vini in bottiglia praticamente stabili (+1%), i vini sfusi a +3% e i vini spumanti a +8%. Sarà certamente meglio, anche se il contesto internazionale non è più così promettente come qualche mese fa e il quadrimestre settembre-dicembre 2017 ebbe una crescita del 4.5%, concentrata nei mesi di ottobre e novembre, quando gli spumanti hanno il loro periodo stagionalmente più importante. Passiamo ai numeri.

Continua a leggere »

Vendite al dettaglio di vino nella GDO in Italia – dati IRI, aggiornamento a settembre 2018

nessun commento

[wp_bannerize group=”ADSENSE”]

La perdita di volume è certamente la cosa che salta all’occhio analizzando i dati prodotti da IRI sulle vendite di vino nella grande distribuzione italiana. La tendenza “meno volumi, migliore qualità” si è ulteriormente accentuata, con un trimestre, il terzo, caratterizzato da un calo del 6% dei volumi a cui si è contrapposto un incremento del 2.5% delle vendite a valore. Nel computo dei 9 mesi si sono persi quindi 230mila ettolitri di vino (da 5.1 a 4.9 milioni di ettolitri), di fatto tutto vino fermo, dato che per gli spumanti i dati di volume sono ancora in leggera crescita. Ma anche in questo caso, il dato di vendite in euro segna un buon +2.9% (soprattutto nel contesto piuttosto grigio delle vendite al dettaglio in Italia di quest’anno). La seconda tendenza che continua è il recupero, dopo un calo durato per tutto il 2016-17 delle vendite di vino comune, quindi non IGT e non DOC. Proprio nel segmento delle DOC gli ultimi due trimestri sono stati piuttosto avari: le vendite non sono cresciute, nonostante un miglioramento del prezzo-mix del 5%. Negli spumanti non ci sono novità: la categoria vincente resta quello dello “charmat secco”, leggi Prosecco. Ma per questa categoria la chiave sarà quella dell’ultimo trimestre quando si concentrano il 40-45% delle vendite annue. Passiamo ad analizzare i dati.

Continua a leggere »