Toscana


Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento 2016

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Chiudiamo la “saga” delle esportazioni annuali di vino italiane con l’analisi dettagliata per regioni, che viene da due diversi set di dati. Un’analisi fatta da ISTAT sulle categorie ATECO, dove vengono recensite le esportazioni per regione italiana (ma non necessariamente di vini di quella regione); una seconda analisi più dettagliata sui vini fermi imbottigliati, dove vengono specificate le categorie di qualità (DOC/IGT/VdT) e i dati di alcune regioni, questa volta riferiti all’origine del prodotto e non all’indirizzo di chi ha esportato.

Passando alle conclusioni dell’analisi sui dati Ateco, il 2016 ha visto un incremento del 4% circa delle esportazioni, dove a eccellere è stato il Veneto, spinto dal Prosecco, con un incremento del 9% a 2 miliardi di euro, mentre le due altri principali regioni, Toscana e Piemonte, sono rispettivamente in leggera crescita e in leggero calo. Molto positivi appaiono i dati per le aziende pugliesi e siciliane. Nell’analisi sui vini imbottigliati non ci sono grandi sorprese invece: progrediscono i vini DOC a spese degli IGT e soprattutto dei vini da tavola, si registra un fortissimo incremento delle esportazioni di vino bianco DOP del Trentino (dato la cui rilevanza è da verificare, potrebbe essere legato a uno spostamento da IGT a DOC), che spinge la categoria dei bianchi DOP a +18% (bianchi IGT -11%). Proseguiamo con una breve analisi dei dati.

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I numeri della viticoltura biologica in Italia – aggiornamento 2015

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L’andamento delle superfici convertite e in conversione bio ha segnato un balzo deciso nel 2015, secondo i dati diffusi dal SINAB, passando da 72mila a 83mila ettari, quindi raggiungendo il 13% della superficie vitata italiana secondo i dati ISTAT. Si tratta di un andamento largamente previsto, essendoci da ormai tre anni a questa parte un “magazzino” in conversione superiore a 20mila ettari, dei quali almeno un terzo è destinato a “passare al biologico”. Quindi, per tirare le fila, e escludiamo gli ettari in conversione il biologico copre oggi 54mila ettari, dunque il 9%. Come già per le scorse edizioni non abbiamo il dettaglio del convertito/in conversione su base regionale e dobbiamo quindi adattarci ai dati disponibili. La regione con la maggiore superficie vitata resta naturalmente la Sicilia, sia per ettari (32mila), che per quota sul totale vitato (30%). La Sicilia è anche la regione che ha aggiunto più ettari nel 2015, quasi il 5% del totale in più rispetto al 2014. In questo senso, le altre due regioni da menzionare sono la Toscana (incremento di penetrazione del 4% e ormai al 20% del totale) e la Lombardia, che partendo da lontano (12% biologico soltanto) ha aggiunto il 3.3% della superficie vitata nel solo anno 2015. Proseguiamo con le analisi dettagliate.

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Toscana – produzione di vino 2015 – dati ISTAT

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Il vino prodotto nel 2015 in Toscana è stato a detta di tutti eccezionale rispetto alla precedente annata. La differenza però non è così visibile nelle quantità prodotte che, pur in crescita, non si sono discostate molto né dall’anno precedente e neppure dalla media storica. La Toscana resta dunque intorno ai 2.8 milioni di ettolitri prodotti, il 4% in più della media storica, con la sua forte caratterizzazione di produzione di vini rossi, che sono l’87% della produzione totale. Di più nel segmento dei vini di qualità rossi la regione occupa una delle posizioni più importanti a livello italiano: con 1.6 milioni di ettolitri prodotti è il 20% del totale, di gran lunga la più importante, davanti a Emilia Romagna e Piemonte. Per quanto riguarda il 2016, le previsioni emesse da ISMEA-UIV parlano di un calo della produzione di circa l’8% a 2.6 milioni di ettolitri. Infine, nella sezione che quest’anno dedico alle superfici vitate noterete come l’andamento del vigneto toscano è piuttosto simile a quello del resto d’Italia: un calo di circa il 5-6% rispetto alle evidenze del censimento agricolo 2010. Passiamo all’analisi dei dati.

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Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – primo semestre 2016

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Sono con questo post in colpevole ritardo, sia perché non l’ho elaborato, sia perché la tabella di marcia è già piena. Ma veniamo a noi. I dati qui pubbicati sono di due tipi: 1) i dettagli resi disponibili da ISTAT sulle esportazioni di vino imbottigliato per regione (solo alcune) e per tipologia, dove i dati sono relativi alla provenienza dei vini; 2) il dettaglio solo trimestrale dei dati delle esportazioni per regione, che però sono riferiti non all’origine del vino ma all’origine di chi lo ha esportato. I dati mostrano il forte impatto positivo del Prosecco sull’export delle aziende venete (+9% nel semestre 2016, come già osservato negli scorsi anni) a fronte di un incremento dell’export totale italiano del 3%, mentre sono negativi i dati delle aziende piemontesi (-7%). L’altra tendenza piuttosto interessante (e positiva) è la crescita dei vini bianchi DOP a svantaggio dei vini IGP, che restano comunque preponderanti, nel contesto delle esportazioni di vino fermo imbottigliato, che vi ricordo non ha mostrato alcuna crescita nel primo semestre dell’anno (-1%). Passiamo a un breve commento dei dati in particolare…

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Antinori – risultati 2015

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Il Gruppo Antinori ha chiuso il 2015 con risultati record sotto tutti i punti di vista: le vendite hanno superato quota 200 milioni, il MOL ha raggiunto quota 42% e l’indebitamento è il più basso da 10 anni a questa parte, sia in valore assoluto che in rapporto alla generazione di cassa. E’ importante sottolineare che un andamento tanto positivo si e’ realizzato anche grazie all’ottima performance del mercato americano, sia grazie alla rivalutazione del dollaro che all’andamento delle vendite locali. La cattiva annata 2014 non ha influenzato molto i risultati, anche perche’ molto di questi vini non sono in vendita. Va peraltro detto che il 2015 si è rivelato essere invece ottimo nelle zone critiche per il gruppo come la Toscana, la Puglia e il Piemonte e questo lascia ben sperare. Il 2016 è indubbiamente partito molto bene (+8% nel primo trimestre), anche se non sara’ facile mantenere il passo, visto che il trimestre ha beneficiato di alcuni ordini sui mercati esteri di vini che nel frattempo sono esauriti. Antinori non sta in questo momento effettuando rilevanti investimenti (16 milioni nel 2015 contro i 18 del 2014), ma continua a concentrare tutta la generazione di cassa al taglio del debito (sceso a 69 milioni, quindi meno di una volta rispetto al MOL), senza pagamento di dividendi agli azionisti: una nuova mossa è all’orizzonte? Passiamo ad analizzare i dati.

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