Champagne


Champagne – dati di mercato ed esportazioni 2014

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Con un fatturato globale annuo di 4.5 miliardi di euro e 307 milioni di bottiglie spedite nel 2014 lo Champagne consolida la sua posizione di leadership nel mondo dei vini spumanti. Due sono le cose importanti da “portare a casa” da questo post: (1) la crescente concentrazione dell’attività nelle mani dei grandi operatori. Le maison hanno rappresentato nel 2014 il 70% delle spedizioni e i primi 5 operatori fanno il 39% del totale; (2) il costante declino del mercato francese, che credo per la prima volta sia stato definito dal Comté Champagne “déclin sans doute durable”, strutturale per farla breve. Crescono in compenso alcuni mercati, un po’ per il rimbalzo delle economie (Italia e Spagna per esempio), ma soprattutto per la globalizzazione dei consumi di Champagne, che hanno trovato per esempio in Australia un mercato più grande dell’Italia. Leggiamo i numeri insieme, con una piccola chicca per chi arriva fino in fondo…

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LVMH divisione vino – risultati 2014

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I margini di LVMH nel settore vino e spirits hanno subito un’ulteriore limata nel secondo semestre dell’anno, principalmente a causa del forte deterioramento del prezzo-mix del Cognac nel mercato asiatico. Il management continua a parlare di “destocking” (cioè di minori vendite ai distributori cui non corrisponde un calo delle vendite al dettaglio). In realtà la verità del secondo semestre è nei numeri: i volumi sono accelerati a +3% contro un +1.5% nel primo semestre, mentre la crescita organica che era -1% nei primi 6 mesi è terminata a -3%, implicando dunque un netto peggioramento della componente prezzo-mix. Giusto per intenderci, le vendite sono scese del 5% nel 2014, l’utile operativo della divisione del 16%, principalmente a causa del Cognac e degli spirits (-25%).

Per sua fortuna, il colosso francese (giusto per darvi un’idea genera circa 5.7 miliardi di euro di profitti prima delle imposte e degli interessi, una cifra quasi difficile da pensare…) non viene “influenzato” dalle tendenze di breve termine. La strategia di “creazione di valore” continua, e si vede dalla crescita dei prodotti in fase di invecchiamento (4 miliardi di euro, quindi di nuovo al 100% delle vendite annuali dopo essere crollati all’84% nel 2011), dagli investimenti che continuano a eccedere il consumo di capitale. Il 2015 dovrebbe essere un anno di ripresa a leggere lo statement del management, dato che si menziona “la ripresa del Cognac in Cina e il focus sull’innovazione nel segmento vino e Champagne.

Analizziamo i dati insieme.

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Laurent Perrier – risultati primo semestre 2014

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Laurent Perrier sta decisamente facendo la differenza tra le piccole aziende della Champagne. L’azienda chiude il bilancio tre mesi dopo gli altri e ha quindi un maggiore bilanciamento tra i semestri. I dati del primo semestre 2014 sono però interessanti perché mostrano quali possono essere gli impatti di una strategia fortemente improntata al prezzo e al mix di prodotto rispetto ai volumi: un forte incremento della profittabilità a parità di vendite. I numeri parlano di un incremento del 5% del fatturato e di un balzo del 15% dell’utile operativo, nonostante i volumi del semestre siano calati del 2%. Che si prevede? Cerramente l’anno non andrà come il semestre e lo dicono chiaramente “la performance del primo semestre non può essere estrapolata per stimare l’andamento annuo, anche per la forte stagionalità”. Detto questo, il management resta comunque fiducioso, visto che la debole domanda europea resta più che compensata dall’andamento nei mercati emergenti e in America. Vediamo i numeri insieme.

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Vranken Pommery – risultati primo semestre 2014

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Nemmeno i primi 6 mesi del 2014 hanno portato buone notizie per Vranken Pommery, che resta tra le piccole aziende della Champagne quella con i risultati meno convincenti (vedremo la prossima settimana Laurent Perrier, che appare in forte recupero). Come ricorderà chi ha letto il post sui risultati 2013, che trovate qui, l’azienda aveva annunciato al mercato una strategia di focalizzazione sui prodotti ad alto valore aggiunto per far crescere i margini. Come già nel 2013, anche nel primo semestre 2014 questo risultato non si vede. Il secondo obiettivo era ridurre il debito e qualche risultato qui lo hanno raggiunto, analizzando i dati di giugno 2014 con giugno 2013. I dati che vedete pubblicati sono “aggiustati” per considerare lo scorporo di Listel, che ha portato a un forte contributo (15 milioni di euro) non monetario che giustifica l’elevato utile netto. Guardiamo insieme i numeri.

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Lanson BCC – risultati primo semestre 2014

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I risultati del primo semestre di Lanson BCC ci mostrano ancora una volta come sia diventato difficile tenere gli utili del passato per le aziende della Champagne. Anche se il primo semestre non rappresenta una parte significativa dell’attività, i margini calano lungo una linea costante che dura ormai da qualche anno. L’azienda nega, ma la percezione è piuttosto chiara: man mano che l’attività si sposta dalla Francia (le vendite scendono per Lanson) e dall’Europa nei mercati lontani, si fanno meno soldi. I costi di distribuzione crescono, le strutture che bisogna “costruire” nei nuovi mercati si fanno sentire. Anche il terzo trimestre, di cui Lanson ha appena fornito i dati di vendita non sono buoni: le vendite del terzo trimestre sono andate male, per cui il piccolo vantaggio del primo semestre (+1%) diventa un -2.3% nei primi 9 mesi. E qui viene la parte divertente: da un lato l’azienda sottolinea che del quarto trimestre sono critici, circa il 45% delle spedizioni. Dall’altra la situazione globale dei mercati suggerisce di essere cauti, per cui di stime per il fine anno non ne vengono fornite! Andiamo a leggere qualche numero insieme.

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