Champagne


Lanson BCC – risultati 2014

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Se Vranken Pommery non ha dato numeri positivi, non si può dire che i concorrenti di Lanson BCC abbiano fatto meglio nel 2014. Manca ancora all’appello delle nostre review Laurent Perrier, ma già posso anticiparvi che il calo dell’utile operativo è stato superiore al 10%, a causa della pressione sui margini. Tornando a Lanson, il quadro del 2013 è di un incremento delle vendite del 4% ma di una riduzione del 4-5% degli utili. Il mancato incremento dei volumi e la forza dell’euro (qui tutti i costi sono in Euro!) hanno certamente avuto un ruolo nello spiegare il calo dei margini. I debiti restano leggermente superiori al magazzino, anche se la distanza diventa ormai esigua. L’azienda si rifiuta di dare indicazioni sul 2014. Conclusione: possiamo già dire che ancora una volta chi ha vinto nel settore degli Champagne è il leader di mercato LVMH, che con la sua potenza di fuoco (che include anche diversi grandi vini fermi di Bordeaux e, da qualche mese, Clos de Lambray in Borgogna) ha un vantaggio e dei margini che le piccole aziende del settore non possono nemmeno sognare…

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Vranken Pommery – risultati 2014

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La strategia di focalizzazione di Vranken Pommery sui vini ad alto valore aggiunto sta facendo scendere il fatturato ma, come vediamo dai risultati 2013, non sta facendo aumentare di molto i margini e gli utili, o perlomeno non ancora. Sono queste le considerazioni più importanti dei conti 2013, che per dirla tutta sono veramente poco convincenti. L’azienda si vanta nella presentazione della strategia di lungo termine, che ha pagato di nuovo un dividendo di 7 milioni di euro (ma il debito è cresciuto di 6 milioni, quindi non c’è molto di cui gioire). In queste spiegazioni, ci sono troppi “se e ma”, troppe volte “le cose sono andate male ma se invece di prendere tutto prendi soltanto le vendite dei prodotti nostri o quelli che ci piacciono di più, allora va meglio”. La promessa per il 2014 è quella ti tagliare magazzino e debiti, e far crescere i margini e l’utile netto. Doveva già succedere nel 2013, chissà che il 2014 non sia la volta buona. Passiamo ai numeri.

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LVMH divisione vino – risultati 2013

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Nel secondo semestre 2013, la divisione vino e spirits di LVMH ha favorevolmente stupito gli investitori, che venivano da una “scorpacciata” di profit warning e delusioni da parte di famosissimi concorrenti (Diageo, Remy Cointreau) sulla scorta delle preoccupazioni per l’andamento delle vendite in Cina. Se guardate questi numeri con l’occhio a “secondo semestre” invece che all’anno vi accorgerete che un indebolimento del ritmo di crescita c’è stato. La crescita organica nell’ultimo trimestre è stata del 4% contro il 6% dell’anno e i cambi hanno messo pressione alle vendite che non sono più cresciute. La divisione Champagne e Vini per tutto il 2013 ha visto scendere i ricavi, mentre gli utili sono continuati a salire grazie ai margini di profitto che finalmente hanno smesso di scendere. L’onnivora LVMH (ricordo l’acquisizione di Loro Piana a luglio 2013) non sembra preoccupata dell’andamento della divisione nel 2014, come invece lo sono i suoi concorrenti (causa: vendite di Cognac in Cina). Nella divisione vino e Champagne l’azienda ha dichiarato di volersi concentrare su investimenti per far crescere la capacità produttiva. Vedremo se riuscirà a confermare i dati.

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Laurent Perrier – risultati 2012

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Laurent Perrier ha chiuso il 2012 con risultati economici piuttosto simili a quelli delle altre due case di Champagne, nonostante il suo anno fiscale finisca tre mesi più tardi e nonostante il fatturato sia cresciuto leggermente rispetto all’anno scorso (mentre per gli altri è sceso). La strategia di focalizzazione sui prodotti premium continua, con circa il 37-38% del marchio Laurent Perrier nella fascia alta di prezzo, e continua anche il focus su rafforzamento patrimoniali, con parecchi indicatori in miglioramento: il debito cala e la copertura magazzino su debito migliora. La strategia della società di muovere verso i “premium” Champagne resta invariata. E’ costata tantissimo nella crisi del 2009, quando per non far calare i prezzi le vendite (e gli utili) sono letteralmente scomparse, sta premiando oggi, anche se come dicevamo gli utili sono stati in calo rispetto al 2011. Andiamo a vederli insieme.

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LVMH – risultati primo semestre 2013

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Sebbene questo post sia “affondato” nella calda estate dell’8 agosto, la sua rilevanza per il mondo del vino potrebbe essere quella di un post della domenica sera di un qualsiasi Marzo, quando l’audience è al massimo. Parliamo oggi dei risultati del primo semestre di LVMH, il colosso mondiale del lusso, che ha appena comperato Cova e Loro Piana e che detiene alcuni dei più importanti marchi del vino e dei brown spirits del mondo. Ebbene, nel quadro di un semestre difficile per tutto il gruppo, nel segmento wine and spirits LVMH ha sofferto un chiaro rallentamento delle vendite, soprattutto di vino, e un deterioramento dei margini nell’area che interessa a noi, quella del vino. Infatti nel primo semestre, con volumi di Champagne stabili e nonostante un +5% nelle vendite a volumi degli altri vini, il fatturato scende dell’1% (da cui si deduce un price mix in deterioramento del 3.4%) e il margine operativo si contrae per la prima volta dalla crisi del 2009 a questa parte. Le vendite in Asia non crescono più velocemente che nel resto del mondo e in Francia prendono a scendere. Che sia un segnale di inversione di rotta per l’altissimo di gamma del vino che LVMH rappresenta così bene? Chissà, per ora limitiamoci a commentare brevemente i dati.

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