Mercati e consumo


Cina – struttura produttiva vino e del mercato – dati 2004/14

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Fonte: France Agrimere/Agrex consulting

France Agrimere ha fatto un buon lavoro di raccolta di una serie di dati sul mercato e produzione di vino in Cina, che da sempre rappresentano un punto di domanda per la maggior parte degli operatori. In verità neanche questi dati riescono a essere del tutto convincenti, ma cominciano a fornirci qualche tendenza di massima e qualche informazione in più sulla produzione di vino che nel 2014 si svolgeva su 121400 ettari con una resa di circa 88-89 ettolitri a ettaro per una produzione di vino locale cinese di poco inferiore a 11 milioni di ettolitri. Non è stato il record, toccato invece nel 2012 quando la produzione ha superato i 12 milioni di ettolitri. Le torte allegate vi danno anche ragione del tipo di produzione, soprattutto vitigni internazionali (Cabernet Sauvignon in testa) e soprattutto rossi (90%). Passare dalla produzione al consumo non è semplice, anche se non essendoci a quanto sembra scorte e essendo l’export molto limitato, si bevono quello che producono più quello che importano… cioè tra il 2013 e il 2014 qualcosa tra 16 e 17 milioni di ettolitri. Essendo 1.3 miliardi di persone, ancora un prodotto di nicchia nel paese… andiamo a leggere qualche dato insieme.

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Sud Africa – produzione di vino e superfici vitate, aggiornamento 2015

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E’ il momento di rimettere mano ai dati del Sud Africa per aggiornare al 2015 le statistiche produttive. Il vino di questa nazione ha beneficiato negli ultimi due anni della forte svalutazione del Rand SudAfricano, continuata fino al 2016, ma che visto l’andamento recente sembra essersi esaurito. Insieme a delle condizioni di scambio più favorevoli si è anche verificata una serie di vendemmie positive con dati in costante crescita dal 2013 a questa parte, essenzialmente raggiunti grazie a un incremento della resa produttiva dei circa 99mila ettari di vigneto (all’incirca tanti quanti ce ne sono in Germania, per intenderci). La produzione si sta spostando gradualmente verso i vini bianchi, seguendo un po’ un trend strutturale del mondo del vino, anche se la produzione resta relegata ai vini fermi, con una quota di vini spumanti molto marginale. Infine l’industria vinicola sudafricana beneficia, secondo questi dati che abbiamo tratto da Sawis, di un eccellente andamento del mercato domestico, che nel 2015 con 3.8 milioni di ettolitri (+8%) ha toccato il suo record storico.

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Il valore della produzione di vino in Italia – aggiornamento ISTAT 2015

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Aggiorno oggi le serie dei dati sul valore aggiunto della produzione di vino e di uva da vino che l’ISTAT pubblica ogni anno. Questa statistica è il “PIL” dell’industria del vino al livello della produzione, quindi escludendo il valore che viene poi aggiunto da chi imbottiglia, etichetta e commercializza i prodotti. Ero fermo al 2013, dato che ISTAT non produce più tabelle complete ma ci obbliga a spulciare il suo database per ottenere questi dati, che qui sono relativi al 2015 ma che sono anche stati ricalcolati (il 2013 del post di due anni fa non corrisponde al 2013 di questo post, per intenderci). Detto questo, il “numerone” di ISTAT per il valore della produzione di vino è pari a circa 3.5 miliardi di euro, +8% sul 2014, ma sotto il massimo storico toccato nel 2013 con 3.7 miliardi, mentre il valore aggiunto della produzione di uva da vino assomma a 1.3 miliardi di euro, anch’esso in recupero sul 2015 (+10%) ma leggermente sotto il massimo storico, sempre toccato nel 2013. Ne risulta un valore totale di 4.7 miliardi di euro, il secondo più elevato della storia dopo quello di 5 miliardi di euro del 2013. Chi vince? Nel lungo termine le regioni vincenti sono sicuramente il Veneto (+7.4% nel decennio 2005-2015), il Trentino Alto Adige (+6.5%), la Sardegna (+6.1%) e la Lombardia (+5.2%), tutte largamente sopra la crescita composta del decennio a livello italiano del 3.3% (a valori correnti, quindi comprensivi di inflazione). Tre di queste quattro regioni si caratterizzano per importanti quote di prodotto spumante. Ma andiamo a leggere qualche dato insieme.

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Conegliano Valdobbiadene DOCG Prosecco Superiore – vendite e esportazioni 2015

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Il rapporto su Conegliano Valdobbiadene è stato puntualmente presentato a metà dicembre e come sempre è ricco di dettagli. Per il terzo anno consecutivo la crescita del prodotto spumante DOCG, la punta di diamante del fenomeno del Prosecco, viene realizzata soprattutto in Italia, dove volumi e valore crescono nel 2015 del 12% e del 15% rispettivamente, rispetto a un ben più magro +1% e +7% realizzato nei nuovi mercati. L’Italia dunque rappresenta il 57% del valore della produzione del Conegliano Valdobbiadene spumante, 446 milioni di euro nel 2016 (+10%) per 78 milioni di bottiglie commercializzate (+7%), che a sua volta è il 93% del valore della produzione della zona vinicola. E questo 57% cresce rispetto al 2014 (55%) e al 2013 (53%) mettendo in luce un fatto che diventa sempre più evidente: i prodotti di alta qualità nel segmento degli spumanti fanno fatica a sfondare all’estero, dove il segmento è molto ben coperto dai prodotti francesi e, in parte, spagnoli. Qual è il problema “estero” del Conegliano Valdobbiadene? Beh, certamente di essere molto legato ai mercati di lingua tedesca rispetto a quelli di lingua inglese, che come ben sapete leggendo le pagine sulle esportazioni, sono il vero traino dell’incremento dell’export di vino spumante italiano. Passiamo a leggere qualche numero insieme.

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Vendite al dettaglio di vino in Italia – aggiornamento novembre 2016

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In attesa di avere dati migliori da IRI, con cui ho ripreso i contatti, commentiamo oggi i dati relativi alle vendite al dettaglio di vino nella GDO italiana fino a Novembre 2016, come rilasciati da ISMEA nel suo documento “tendenze”, che ultimamente (2016) ha subito un drastico ridimensionamento. La scomoda coincidenza è che questo diradamento del servizio di ISMEA ai suoi clienti (essendo un ente pubblico viene sostenuto con i soldi dei cittadini) è contemporaneo allo sforzo dell’ente per contribuire all’ “Osservatorio del vino” che invece fornisce i dati solo ai suoi associati. Ma torniamo a noi e ai dati. Il mercato del vino nel 2016 (GDO) è cresciuto negli 11 mesi a novembre del 2.2%, in accelerazione rispetto al +1.3% del 2015 e allo 0.4% del 2014. Si tratta però di un miglioramento molto polarizzato, nel senso che il mercato va molto bene per gli spumanti (diciamo che assistiamo a un vero e proprio boom, un po’ come quello delle esportazioni, nel 2016), molto bene per i vini di qualità e decisamente male per i vini comuni e anche per i vini IGT. Sono i segni della “premiumizzazione” del consumo di vino, ma anche di una graduale minore disponibilità di vini di bassa qualità. Passiamo all’analisi dettagliata dei numeri.

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