Mercati e consumo


La situazione del mercato USA dei vini – parte 2

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Continuiamo la sintesi del report “State of the US Wine Industry 2025” di SVB (Silicon Valley Bank) con l’analisi dei canali di vendita e con la performance finanziaria delle “premium wineries”.

I canali di vendita stanno cambiando

I dati del 2024 confrontati con il 2019 mostrano come lentamente i canali di vendita dei vini premium stanno cambiando negli USA. Le vendite tramite tasting room e wine club, molto diffuse al di fuori dell’Italia, sono in crescita, grazie ad una solida base di appassionati della cultura del vino. Sono in calo invece le vendite sia nei locali/ristoranti sia al di fuori di essi. Ricordiamo che il termine “off premise” include l’insieme di servizi, tecniche, iniziative studiate per incentivare e incrementare il consumo di cibi e bevande al di fuori del bar o del ristorante. Crescono le vendite online, sebbene il dato separato del 2019 non sia presente, pur rimanendo ancora molto limitate. Immaginiamo che queste ultime stiano cannibalizzando le vendite al telefono e per corrispondenza. A quanto pare, il cliente finale predilige l’esperienza completa e diretta.

Premium wineries sales channels share of revenue (2019)

Premium wineries sales channels share of revenue (2023)

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Cava – produzione e vendite, aggiornamento 2024

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I numeri 2024 dello spumante spagnolo Cava sono piuttosto controversi, siccome mettono in luce un deciso calo delle spedizioni (-14% a 218 milioni di bottiglie) che non è nemmeno lontano parente del dato riportato dalla dogana sulle esportazioni degli spumanti spagnoli. Il problema è che stiamo parlando del prodotto che rappresenta quasi l’80% dello spumante spagnolo esportato (circa 400 milioni di euro rispetto ai 526 dichiarati). Ad ogni modo, il consorzio Cava riporta questi numeri che ho deciso ugualmente di pubblicare.

La ragione del calo, secondo alcuni documenti trovati sul web, sarebbe il cambio di strategia di Freixenet, il più importante produttore della denominazione, che ha cambiato la politica commerciale in Germania (passata da 31 a 11 milioni di bottiglie), destinando altri prodotti a quel mercato per dirottare il Cava su altri mercati. Visto che la denominazione ha subito un calo totale di 35 milioni di bottiglie, l’operazione sembra non avere avuto un grande successo. Il principale mercato è così diventato il Belgio, dove comunque le spedizioni sono calate dell’8%. L’unico paese “spumantista” dove le spedizioni sono cresciute è stato di fatto il Giappone.

Ultimo appunto prima di entrare in un commento più dettagliato: continua a crescere il prodotto biologico, mentre sembra essersi fermato lo sviluppo della variante rosata.

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La situazione del mercato USA dei vini – parte 1

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Il mercato USA è maturo

In base ai dati di mercato di Shanken (e le stime di SVB per il 2024), il consumo di vini nel mercato statunitense ha visto tassi di crescita a doppia cifra nella sua fase di espansione nei primi anni di questo secolo, con crescite annue anche superiori al 20%, per poi scendere al 10% nel 2010, al 5% nel 2015, avere tassi di crescita sostanzialmente vicini allo zero nel 2016-2019, rimbalzare nell’anomalo 2020 (le persone, spaventate e chiuse in casa per la mala gestione della crisi Covid, hanno trovato anche il vino come valvola di sfogo!) e segnare dei cali netti dal 2021 ad oggi, il dato 2024 è una stima di SVB, Silicon Valley Bank.

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Vendite al dettaglio di vino (GDO Italia) – dati Circana, primo semestre 2025

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La tempistica delle festività Pasquali aiuta le vendite di vino nel secondo trimestre del 2025: secondo i dati forniti da Circana il fatturato è salito del 3% a 724 milioni di euro, portando il saldo da inizio anno a 1.4 miliardi, +1.2%. La “ripresa” è essenzialmente guidata dai vini spumanti, i più sensibili alle festività. Parliamo di un incremento nel trimestre del 13% a 166 milioni di euro, che porta il saldo della categoria (italiana) a un solido +8%. Il mercato dei vini fermi resta invece al palo: il secondo trimestre è stabile a 550 milioni, il che significa niente recupero sui dati negativi del primo trimestre e una chiusura del semestre a -0.7%. Le tendenze di fondo non sembrano cambiare di molto: abbiamo visto negli ultimi due anni un incremento dei vini IGT rispetto ai vini DOC (cattivo segno…), nel secondo trimestre le due categorie sono praticamente allineate (+0.9% per i DOC, +0.3% per gli IGT), mentre continua ad allargarsi la forbice tra vini bianchi e rosati da una parte e vini rossi dall’altra.

Il prossimo trimestre è un banco di prova per i vini rosati e bianchi, mentre sarà un periodo interlocutorio per i vini rossi, che invece sono molto pesanti nel quarto e primo trimestre dell’anno. Ma per ora passiamo ad analizzare i dati in dettaglio.

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Champagne – dati di mercato ed esportazioni 2024

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Nel 2024 lo Champagne ha vissuto il suo peggior anno da molto tempo a questa parte, se escludiamo il 2020 anno del Covid. Mai le spedizioni erano scese del 9% e il fatturato dell’8% rispetto all’anno precedente dopo la grande crisi del 2009. Ovviamente il lavoro fatto in questi anni ha dato i suoi frutti: se le 271 milioni di bottiglie spedite sono “pochissime”, il fatturato è comunque stato di 5.8 miliardi di euro, includendo Francia ed esportazioni, e quindi “si torna al 2021” ma restiamo comunque ben sopra i 5 miliardi mediamente fatturati nel periodo antecedente al Covid. Il calo più significativo è quello dei paesi europei, mentre la Francia, che aveva rappresentato un forte freno negli anni scorsi è invece calata un pochino meno della media e gli USA diventano sempre più importanti con un altro anno dal segno positivo.

Non ho trovato il rapporto (non l’hanno pubblicato?) ma sono riuscito a raccattare i numeri necessari qua e là (grazie Perplexity). Tabelle e grafici e un ulteriore commento sono nel post.

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