
Dopo aver analizzato la classifica generale qualche giorno fa, affrontiamo più in dettaglio l’andamento dei marchi italiani. Diciamo che l’Italia è stata anche nel 2025 un segmento “virtuoso” nella classifica, frutto del prezzo più moderato dei nostri vini, che in questo momento sono più appetibili (ossia, essendo cresciuti meno in passato, non si ha la sensazione di comprare qualcosa che si svaluterà). Anche se il numero di etichette in classifica scende da 22 a 20 (e abbiamo solo un marchio nella top 10, contro i due dell’anno scorso), il prezzo medio non cala.
Diciamo che San Guido/Sassicaia e Gaja sono, in questa classifica, i punti di riferimento del vino italiano. Prezzi medio/moderati (poco sotto 2000 sterline), pochi segni “meno” nell’andamento storico dei prezzi (Gaja neanche uno!).
La seconda considerazione importante è che i vini toscani sono andati decisamente meglio di quelli piemontesi. Sono nove vini per regione: i primi sono cresciuti mediamente dell’1,5%; i secondi sono calati mediamente del 2,4%. I nomi? Bartolo Mascarello -7%, Roagna -6%, Bruno Giacosa e Giacomo Conterno -5%.
Bene. Fatta questa premessa, passiamo all’analisi dettagliata, ricordandovi che tutti i numeri (anche quelli degli anni scorsi) sono disponibili nella sezione Solonumeri.





