
Le esportazioni spagnole di vino sono cresciute quasi come quelle italiane nel corso dei primi sei mesi, nonostante una dinamica molto negativa dei volumi, legata all’andamento delle vendemmie iberiche, caratterizzate da una incredibilmente ricca produzione nel 2013 e in parte 2014 che si è poi normalizzata nel corso del 2015. La Spagna resta saldamente il leader mondiale nelle esportazioni a volume, 11.5 milioni di ettolitri in sei mesi (-6%), e la terza potenza mondiale in termini di valore esportato, quasi 1.3 miliardi di euro (+2.4%) da gennaio a giugno. A differenza dell’Italia, la Spagna fa fatica a crescere nel segmento spumanti (proprio “sotto attacco” dei nostri prodotti, che hanno una qualità simile a una fascia di prezzo più contenuta), ma va meglio di noi nel segmento dei vini fermi imbottigliati, che con un +5% sono il vero driver dell’export del periodo (quando invece sono il punto debole per le nostre esportazioni). Da un punto di vista geografico, va notato il calo ulteriore del prodotto spagnolo nel suo mercato più importante, la Germania (-5%) che però viene controbilanciato dall’ottima performance in USA (+11%, nonostante il cambio non aiuti più) e soprattutto in Cina, dove gli spagnoli hanno spedito vino per quasi 70 milioni di euro (+40%), contro il nostro magro bottino di 45 milioni di euro (+10%). Cosa ha per i cinesi il vino spagnolo più del nostro? Niente mi viene da dire, soltanto la capacità di essere venduto. Passiamo ai numeri.





