Incominciamo la settimana con qualche buona notizia dalle esportazioni, che in Ottobre non hanno ancora mostrato segni di rallentamento. Qualche preoccupazione c’è, nel senso che i dati generali di Novembre di Istat cominciano a essere influenzati dal rallentamento della Germania. Come voi sapete benissimo il mercato tedesco è critico per il vino italiano. Vedremo tra un mese. Per ora possiamo dire che Ottobre, un mese stagionalmente molto robusto, è stato eccellente, con un incremento del 14% a valore e volumi molto elevati, quasi stabili rispetto allo scorso anno. Fattori trainanti: gli USA/Regno Unito, i vini spumanti e sfusi. Aree di preoccupazione: BRICs, cioè essenzialmente Russia e Cina (e in minor misura Brasile), dove non si cresce più.
Eccoci al dettaglio delle esportazioni di spumante dei primi 9 mesi dell’anno. I dati sono molto chiari: salgono tutti gli spumanti ad eccezione dell’Asti. Fatta questa premessa va anche detto che questi mesi sono i più sfidanti in termini di confronto: negli ultimi 3 mesi dell’anno scorso le vendite di Asti fuori dall’Italia erano state le più elevate di sempre. Va peraltro anche sottolineato che il 2012 è un anno cattivo non soltanto in Russia, ma in diversi altri mercati importanti per il prodotto, come per esempio gli USA e il Regno Unito. Vedremo poi alcuni dati più particolareggiati. Dall’altra parte continua il vero e proprio boom degli altri spumanti. Quindi, il dato di settembre, che vede l’export a +10% nel mese è la classica media del pollo, con l’Asti in calo del 16% e gli altri spumanti in crescita di oltre il 20%. Ugualmente, il dato dei primi 9 mesi a settembre, +15% a 404 milioni di euro, si compone di nuovo di un calo dell’8% dell’Asti a 82 milioni di euro e di un incremento del 25% circa a 310 milioni per il resto delle categorie. Passiamo ai dati in dettaglio.
Il temuto rallentamento delle esportazioni in settembre si è verificato anche per il vino, anche se la “distanza” con il resto dei prodotti all’export si è mantenuta e addirittura ampliata: a fronte di un calo del 4% per l’export italiano, per ora il dato del vino resta positivo, +4% su settembre 2011 a valore. I volumi scendono come da copione, -11% nel mese. Sui primi 9 mesi dell’anno le esportazioni raggiungono 3.3 miliardi di euro, in crescita del 7.5%, mentre i volumi sono in calo del 10% a 15.4 milioni di ettolitri. Stiamo andando verso una chiusura d’anno tra 4.6 e 4.7 miliardi di euro, con volumi che dovrebbero attestarsi intorno ai 21-21.5 milioni di ettolitri. Dal punto di vista geografico è evidente il rallentamento dei paesi europei, mentre sembra tenere a valore l’export verso il continente americano. Da ultimo ma non meno importante, le esportazioni verso i paesi “meno importanti” cominciano a crescere meno di quelli dei mercati principali, soprattutto nel vino imbottigliato: come se il processo di diversificazione geografica del vino italiano stessa segnando il passo. Vedremo se questo spunto viene confermato nei prossimi mesi.
Nel 2010 ISTAT ha cambiato le classificazioni sulle esportazioni, in concomitanza di una revisione dei codici. Oggi diamo un’occhiata a questi dati, che cominciano ad avere una storia “dignitosa” alle spalle, che sono relativi alle esportazioni a valore del vino imbottigliato, suddiviso nel modo più capillare possibile. In particolare, sono rilevate e separate le DOC dalle IGT, e a livello regionale ci sono 3 regioni, Toscana, Veneto e Trentino Alto Adige per le quali viene fornito un dettaglio delle esportazioni di vino DOC. Vediamo insieme qualche dato.
I lettori del blog sanno bene che agosto è il secondo mese meno importante per l’export di vino dopo gennaio e che quindi non si possono fare grandi elucubrazioni dai dati che escono. Pertanto, dopo aver indicato i trend principali, che non sono troppo dissimili da quelli degli ultimi mesi, vale la pena dare un’occhiata “indietro e avanti”. Questo perchè in corrispondenza del dato puntuale di agosto, ISTAT rilascia i numeri generali di settembre, suddivisi per macrocategorie. E la sorpresa, commentata sui giornali del weekend è che le esportazioni italiane “in generale” sono scese del 4% in valore (e di più in volume, a sottolineare che i numeri sono un po’ drogati dall’effetto cambio), invertendo un trend molto positivo dei mesi precedenti. Forse il grafico più interessante è quello di apertura (e il seguente), “che guarda indietro e avanti” alle esportazioni di vino del nostro paese a confronto con le esportazioni di beni di consumo e le esportazioni generali. Che cosa ci dice? Che le esportazioni di vino italiano sono gradualmente migliorate nel corso del 2011 rispetto alle esportazioni generali. Mentre nei mesi finali del 2010 e inizio 2011, le esportazioni generali crescevano di più di quelle di vino, nei mesi scorsi si è verificato il contrario. Ad agosto, che ripeto non è troppo significativo, i due numeri sono molto vicini. Siccome settembre è stato un mese molto negativo (da +7% a -4%, con una base di comparazione difficile ma comunque meno ardua di agosto), sarà molto interessante vedere che cosa è capitato all’export di vino. Andiamo con i numeri di agosto ora!
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