
Sebbene siamo in mezzo alle ferie (almeno le vostre…), i dati sulle esportazioni che commentiamo oggi sono piuttosto importanti. In primo luogo, perché il segmento vino continua a crescere nelle esportazioni a valore nonostante i volumi ormai siano chiaramente indirizzati verso un calo di oltre il 10% rispetto al record toccato lo scorso anno. In secondo luogo, e questo calcolo lo facciamo per la prima volta, perché il vino continua ad essere una delle punte di eccellenza dell’export italiano: in maggio, l’export a valore di vino è cresciuto dell’8%, contro una crescita delle esportazioni italiane del 5%, mentre nei primi 5 mesi dell’anno, il +7% del vino italiano si confronta con un incremento del 4% per il totale nazionale. Di più il vino continua ad andare meglio anche del suo sottosegmento dei beni non-durevoli, che sono cresciuti (sia in maggio che nei primi 5 mesi dell’anno) del 5.7-5.8% circa. Se dovessimo dare uno sguardo avanti, dato che ISTAT rilascia già i dati globali di giugno (ma non quelli sul vino), vedremmo che le esportazioni totali italiane sono ancora in crescita del 5-6%, mentre quelle di beni non durevoli sono andate ancora meglio, +10%: non si tratta di un indicatore chiave per il vino italiano (dato che rappresenta il 4% delle esportazioni totali di beni di consumo, durevoli e non durevoli), ma potrebbe essere un buon segno. E ora andiamo sui numeri.





