
Come diceva una famosa pubblicita’, questi primi mesi del 2012 sono andati molto bene “per molti ma non per tutti” gli spumanti italiani. Va detto che si tratta di un periodo molto poco significativo per il segmento, dato che le vendite si concentrano nella parte finale dell’anno. Ci sono poi alcuni temporanei cambi di distribuzione (di Campari per esempio), che possono influenzare il confronto con lo scorso anno. Va da se’ che se i primi 3 mesi dell’anno mostrano un incremento del 13% dell’export di spumanti totale, la denominazione Asti cala del 19%, mentre gli spumanti DOP crescono del 28%. Si tratta di numeri piccoli, diciamo circa un sesto delle esportazioni annuali, ma certamente la partenza dell’Asti non e’ stata cosi’ positiva non soltanto a causa della Russia, ma anche per esempio del mercato americano. Vediamo i numeri.





