2024


Marche – produzione di vino 2024 & dettaglio per denominazione DOC 2023 – fonte: ISTAT, AGEA, ISMEA —

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Il viaggio tra i dati delle regioni italiane prosegue oggi con le Marche. Trovate due serie di dati di produzione di vino, quella ISTAT e quella AGEA, che molto spesso non collimano. Per comprendere le differenze vi suggerisco di consultare questo post, in cui ci sono alcuni chiarimenti sulle metodologie sottostanti. Come noterete, la serie ISTAT tra il 2018 e il 2021 mostra numeri inverosimili e perfettamente uguali tutti gli anni. Ovviamente sono sbagliati, il che suggerisce di spostare l’attenzione sui dati AGEA.

Troverete anche, per completezza, i dati relativi alle produzioni DOC della regione, forniti da ISMEA e riferibili alla serie 2016-2023 (pubblicati durante l’estate).

La produzione di vino nelle Marche nel 2024 ha visto un forte recupero dopo i pessimi dati del 2023 (+50% secondo ISTAT, +37% secondo AGEA), anche se per entrambe le serie al di sotto delle medie storiche del 5-10%. Secondo ISTAT si sono prodotti 867mila ettolitri, secondo AGEA la produzione è il 18% più bassa 710 mila ettolitri. Anche nella media sugli ultimi 5 anni esiste una differenza tra le due serie di circa il 15%.

Le tendenze osservate sono peraltro piuttosto unanime: la produzione di vini bianchi è leggermente superiore (52-54%) a quella di vino rosso. Nella serie ISTAT, più “lunga”, si osserva un incremento del peso dei vini bianchi e dei vini DOC nel tempo.

Tutti i dati (disponibili anche nella sezione Solonumeri) e le tabelle nel resto del post, con l’ulteriore commento.

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Le Grand Chais de France – dati di bilancio 2024

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Introduciamo oggi una nuova azienda nelle nostre analisi: Le Grand Chais de France. Stiamo parlando della principale azienda vinicola francese privata e del primo esportatore di vini francesi al mondo, con un modello integrato che copre la produzione, l’imbottigliamento e la distribuzione in Francia e all’estero. 4286 ettari vitati in 80 proprietà in Francia e all’estero (Sud Africa, Cile e Spagna principalmente), 1.5 milioni di ettolitri di vino prodotto per 1.5 miliardi di euro di fatturato, una capacità produttiva di 3 milioni di bottiglie al giorno e oltre 4mila dipendenti. Insomma, roba grossa. Forte diversificazione internazionale con solo il 23% delle vendite in Francia, il 22% in Germania, il 10% nel Regno Unito, un altro 10% in Benelux e il 35% nel resto del mondo. È anche interessante che l’azienda non produce Champagne e che, dal 2020 al 2024, è cresciuta del 7%. I margini sono piuttosto bassi: parliamo del 6%  a livello di EBITDA e del 4% a livello di EBIT, con una struttura finanziaria piuttosto levereggiata (indebitamento pari a 651 milioni di EBITDA, per un rapporto di 7 volte). È stata fondata dalla famiglia Helfrich soltanto nel 1979.

Le prospettive 2025 sono caute, anche se l’azienda sottolinea che il calo dei tassi di interessi e del costo delle materie prime dovrebbe aiutarla a migliorare i risultati.

Passiamo a un’analisi dettagliata di numeri, con grafici e tabellone riassuntivo.

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Etablissements Nicolas: bilancio 2024

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Abbiamo analizzato il rapporto annuale 2024 di Etablissements Nicolas, la storica società francese che commercializza vino, che si chiude con un netto cambio di passo: calo del giro d’affari, forte contrazione della redditività e ritorno in perdita, in un contesto in cui il management riconosce anche una flessione strutturale della “frequentazione” dei punti vendita.
Nicolas - risultati annuali

Un marchio “di prossimità” con scala nazionale (e internazionale)

Nicolas gioca la propria identità su due fattori: la storicità e la capillarità urbana. Sul sito ufficiale, la Maison ricorda le origini nel 1822 e sottolinea un presidio di circa 480 boutiques in Francia e una forte cultura del consiglio (con formazione interna dei cavisti). Considerando anche i punti vendita fuori dai confini domestici, il numero sale a 559 negozi, in più di 60 paesi (in parte tramite franchising). Questa scala, però, non immunizza dalla volatilità del retail: nel 2024, la fotografia economica del rapporto annuale mostra un anno difficile, come vedremo a breve.

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La frequenza di consumo di vino in Italia – aggiornamento ISTAT 2024

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Quest’anno, a scanso di equivoci, ho deciso di rinominare il post inserendo la parola “frequenza”, dato che i numeri che l’ISTAT ha pubblicato (dopo mia richiesta) qualche giorno fa si riferiscono non agli ettolitri, ma bensì alla proporzione della popolazione che consuma vino (e birra). I dati li trovate nella sezione “Salute e Sanità” della banca dati dell’ISTAT.

I numeri forniscono un ulteriore segnale che “qualcosa sta cambiando” nello stile di consumo. I dati del 2024 confrontati con gli anni precedenti segnalano un calo più netto del consumo abituale e una crescita meno significativa del consumo sporadico. Mettendo insieme i due pezzi, la penetrazione del consumo di vino cala dopo una serie di anni di miglioramento (escludendo l’anno Covid).

Nel 2024, secondo ISTAT, gli italiani che hanno consumato vino sono il 54,7% della popolazione, lo 0,4% in meno rispetto al 2023. Per consolarci, una perdita simile la registra la birra. Forse il dato più preoccupante è che alcune buone tendenze si sono fermate. In particolare, mi riferisco a quella della popolazione femminile (mentre per gli uomini parlavamo già di dati stabili) e a quella dei giovani, diciamo fino a 34 anni.

Bene, nel resto del post trovate ulteriori grafici e alcune tabelle riassuntive. In un secondo post affronteremo più nel dettaglio i dati relativi ai diversi stili di consumo per età e per zona geografica.

Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

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Il valore dei vigneti in Italia per denominazione – dati CREA, aggiornamento 2024

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I nuovi dati CREA sulle transazioni fondiarie viticole aggiornati al 2024 mostrano che il valore dei vigneti italiani continua a crescere, ma in modo sempre più selettivo e lento. Le denominazioni di punta consolidano posizioni già molto elevate (Langhe, Montalcino, Trentino Alto Adige), mentre la gran parte del territorio resta sostanzialmente stabile. Entrando nel dettaglio dei numeri, nel 2024 l’indice del valore dei vigneti da noi calcolato registra un incremento di circa +1%, dato che sarà confermato dagli altri dati di CREA che pubblicheremo tra qualche giorno, in rallentamento rispetto al +1,4% del 2023 e soprattutto al +3,8% del 2022. Ovviamente si tratta di dati a valori correnti. Se invece consideriamo il dato reale, il +1% diventa zero, comunque meglio del circa 4% annuo di perdita di valore del 2022 e 2023, quando l’inflazione era stata ben più elevata.

Se prendiamo i dati in prospettiva storica, il valore dei vigneti italiani è cresciuto del 9-10% su base reale.

Lo scopo del post è però quello di mostrare i valori per denominazione. Nei loro valori massimi ci sono 4 denominazioni che superano il milione di euro per ettaro: Langhe/Barolo (2.3m), Lago di Caldaro (1.1m), Montalcino e Bolgheri (1m entrambi). C’è poi una “seconda fascia” di valori massimi intorno al mezzo milione, che comprende Valdobbiadene, Valle Isarco e Val Venosta, e Trento. La terza fascia è quella dei “300mila euro a ettaro”, che secondo CREA si spuntano a Asolo, Brescia e in Valle d’Aosta. Diciamo una lista improntata sui grandi vini rossi e sugli spumanti.

Passiamo a un’analisi più dettagliata nel resto del post, ricordandovi che tutti i in format testo sono disponibili nella sezione Solonumeri.

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