Italia


Vendite al dettaglio di vino in Italia – aggiornamento 2013

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Apriamo la settimana con i dati di vendita al dettaglio della grande distribuzione, relativi al 2013 per il settore del vino. Facciamo una premessa: stiamo parlando di un canale di vendita che secondo i dati 2012 ha rappresentato un volume di vendita di circa 6 milioni di ettolitri, quindi un quarto circa dei consumi di vino in Italia e un valore di 1.8 miliardi di euro. Per chi non ha seguito l’evoluzione del 2013, il dato di fine anno di vendite in crescita del 3.6% (in termini nominali) può sembrare niente male. In realtà il numero nasconde un paio di tendenze non proprio incoraggianti: primo, l’ultimo trimestre ha segnato un rallentamento, essenzialmente dovuto a un fine anno poco brillante per i vini spumanti. Secondo, il dato è un combinato di un continuo pessimo andamento dei volumi e di un incremento dei prezzi, quest’ultimo però dovuto a maggiori costi, che quindi non necessariamente implica maggiori profitti per il settore. Nell’ambito dei vini, oltre agli spumanti anche i vini IGT non stanno andando bene, mentre dal punto di vista dei volumi, soltanto i vini DOC/DOCG riescono a mantenersi quasi stabili contro lo scorso anno. Passiamo ai dati di dettaglio.

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Liguria – produzione vino – dati Federdoc 2011 e ISTAT 2012

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Siamo in fase di completamento della carrellata della produzione di vino nelle varie regioni per il 2012. Oggi analizziamo brevemente la Liguria, che secondo ISTAT ha prodotto nel 2012 46mila ettolitri di vino. Il grafico dice già molto del commento che si può fare: mai così bassa. Quello che sembra essere rincuorante è però quello che sta dietro questo numero e cioè, (1) una sempre maggiore focalizzazione sui vini di qualità, (2) la crescente specializzazione della produzione di vini bianchi, dove la regione ha alcune interessanti denominazioni. I dati Federdoc, relativi invece al 2011, mostrano che le due principali DOC, Riviera Ligure di Ponente e Colli di Luni sono un buona salute. Vediamo i dati.

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Brasile – importazioni di vino 2013

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Tra i quattro BRIC, il Brasile è quello dove si beve un po’ di vino ma dove alla fine di numeri interessanti non se ne vedono mai. Certo meglio dell’India ma niente a che vedere con Russia e Cina. Questi dati relativi alle importazioni di vino nel 2013 non fanno che perorare ulteriormente questa sensazione, con l’aggiunta quest’anno di un paio di altri elementi: in primo luogo, l’economia del paese non gira più come qualche anno fa certamente anche come risultato del calo dei  prezzi delle materie prime di cui il Brasile è esportatore; in secondo luogo, i dati che guardiamo oggi ci segnalano che se è vero che il consumo di vino è leggermente calato (parliamo del 2-3%), tale calo è ben più marcato per i vini importati (-9% in volume, compresi gli spumanti) che non per i vini locali (+13%, dopo due anni stabili). Per quanto riguarda il nostro paese, ci classifichiamo quinti come esportatori in Brasile, una posizione “normale”, essendo preceduti da Cile e Argentina per la loro prossimità, dalla Francia per le esportazioni di Champagne e dal Portogallo, in questo caso per questioni di comunanza della lingua e di passato coloniale. Guardiamo brevemente i dati.

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La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo – aggiornamento 2013

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La classifica annuale dei grandi marchi del vino di qualità redatta da Liv-ex contiene molte sorprese, alcune delle quali legate alla metodologia di redazione della classifica, dove hanno cambiato i pesi dei vari parametri. Diciamo subito che è una classifica redatta da un trader di vini, e quindi il trading è molto pesante nella redazione della classifica, insieme all’andamento del prezzo. La classifica di quest’anno dicevamo porta con se diverse sorprese, la prima delle quali che non è un Premier Cru di Bordeaux oppure il Domaine de la Romanee Conti) a guidare la classifica. Il crollo dei prezzi dei grandi Bordeaux ha portato in cima alla classifica le seconde scelte. Intendiamoci, la classifica è sempre dominata da Bordeaux, che piazza dal primo al nono posto suoi vini. La classifica appare molto focalizzata sulla Francia, che occupa più posizioni di quante ne abbia mai avute, a discapito dei vini Italiani (da 9 a 7 marchi) e dei vini del resto del mondo (da 6 a 4, mai erano stati così pochi). Per quanto riguarda gli italiani, esce dalla classifica Gaja che sempre era stato presente (dal 2010 a questa parte almeno), Roberto Voerzio, Tua Rita, Solaia, mentre entrano due cantine, Bruno Giacosa (al n.40) e la Fattoria le Macchiole (al n. 90). Andiamo a vedere i dati.

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Il valore dei vigneti nel mondo – studio Knight Frank 2013

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Knight Frank è un’azienda che si occupa di stilare rapporti sul mondo del lusso e a partire dal 2013 ha deciso che sarebbe stato opportuno dedicare un rapporto separato per le tenute vinicole, chiamato “Global Vineyard Index”. Queste tenute sono definite come quella via di mezzo tra la vigna sufficientemente grande da produrre vino anche da vendere ma non abbastanza grande da interessare i grandi operatori del mondo del vino.

Ebbene, secondo il rapporto a giugno 2013 il valore di queste tenute era cresciuto del 6% a livello mondiale rispetto all’anno precedente. A guardare l’andamento delle aziende del lusso, questo valore appare comprensibile. La seconda cosa che dice il rapporto è che il mercato dove i prezzi sono saliti maggiormente sono Mendoza, in Argentina,  e in Toscana. Su quest’ultima conclusione qualche dubbio io ce l’ho, ma in queste poche righe vi riporto le conclusioni del rapporto che potete facilmente trovare su internet. Terzo, dall’analisi dei dati è evidente come i valori fondiari siano in crescita in generale nelle aree extraeuropee, quando invece in Europa e in particolare in Francia sono stabili o addirittura in declino (eccezion fatta per la Toscana, appunto). Quarto e ultimo, la Francia è il mercato più aperto agli stranieri (insieme alla Toscana), in termini di % di acquirenti di tenute vinicole, quando invece in Piemonte soltanto il 10% delle transazioni viene fatto con una controparte estera.

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