Italia


Vini rosati: produzione, consumo e commercio estero – dati France Agrimere 2011

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France Agrimere ha prodotto un rapporto molto interessante che riassume i numeri dei vini rosati, che sono spesso una specie di categoria “trascurata” per la loro scarsa rilevanza nel mondo del vino. Infatti, rappresentano meno del 10% della produzione totale mondiale di vino. Il segmento però ha un dinamismo forse superiore alle altre categorie, anche in prospettiva (data la propensione del prodotto a essere consumato come aperitivo). Inoltre, ci sono delle peculiarità non indifferente. Per esempio, che la Francia ne produce quasi il 30% del totale ma non è in grado di soddisfare la domanda interna che rappresenta una quota a mio avviso colossale del consumo totale di vino (oltre 7 milioni di ettolitri su un consumo stimato a poco meno di 30 milioni di ettolitri). O per esempio che gli americani sono dei fans del vino rosato (non come i francesi!) e che invece gli italiani ne bevono pochissimo e quindi la maggior parte della produzione viene esportata… bene leggete i particolari allora!

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Banfi – risultati e analisi di bilancio 2012

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Il 2012 è stato un anno di ulteriore riduzione dell’esposizione debitoria per il gruppo Banfi, in combinazione con un miglioramento dell’utile netto generato al di sotto del margine operativo lordo. Infatti, l’andamento commerciale dell’azienda subisce l’effetto del calo delle vendite in Europa, mentre il MOL 2012 e’ rimasto stabile. L’azienda ha proceduto alla scissione delle attività non legate alla fase agricola, e quindi dal prossimo anno riporterà soltanto le attività agricole relative al vino (inclusa la tenuta piemontese, prima non consolidata) separate da quelle commerciali, turistiche e alberghiere. A prima vista il risultato sarà di rendere piu’ difficile la lettura dell’andamento dell’azienda nel suo insieme (attualmente composta dall’azienda agricola in perdita per circa 1 milione di euro, la Banfi distribuzione con un utile di circa 1.5 miloni e una terza società, Conte Placido, sostanzialmente in pareggio). In realta’, lo scopo dell’operazione e’ di semplificare la struttura societaria (passando da 4 a 2 entita’ legali). Passiamo ai numeri 2012.

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GIV – risultati e analisi di bilancio 2012

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Nel 2012 GIV ha mantenuto i risultati del 2011, con un piccolo peggioramento dell’utile netto a causa delle perdite su cambi e una leggera riduzione dell’indebitamento. L’annata non è stata facile a causa dell’incremento dei costi delle materie prime e il gruppo continua a non riuscire a esprimere a parere di chi scrive i margini che la gamma di prodotti e la dimensione lascerebbero immaginare. Il 2013 si prefigura un anno di ulteriori cambiamenti: la divisione Coltiva che era stata contribuita al GIV torna sotto il cappello di Cantine Riunite, per riunire la categoria dei lambruschi sotto la stessa casa (ma non Cavicchioli). Nei primi 3 mesi del 2013 il fatturato è cresciuto dell’1.5%. Andiamo ad analizzare i numeri.

 

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Il consumo di vino nelle regioni italiane – dati ISTAT 2012

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Come promesso torno sull’argomento dei consumi di vino in Italia affrontando l’argomento dal punto di vista regionale. L’analisi che segue non solo cerca di identificare le regioni dove il modello di consumo non si è ancora adeguato alla moda del “consumo sporadico”, ma mette anche in luce quanto, ad oggi, il vino sta diventando un prodotto la cui penetrazione è fortemente correlata alla ricchezza delle persone: la correlazione che vedete nell’ultimo grafico vi indica chiaramente che le regioni più ricche sono quelle dove più persone sono consumatori di vino. Il centro Nord, cioè Marche, Emilia Romagna e Toscana sembrano essere le aree dove il consumo pesante di vino (qui identificato con “oltre 50cl di consumo giornaliero”) è ancora più marcato che nel resto d’Italia: il rischio di calo dei consumi sembra più importante. Invece, le regioni del Nord Est, prima tra tutti il Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, ma anche in parte il Veneto, sono quelle dove il “mercato” si è già spostato sul modello di consumo sporadico e allontanato da quello giornaliero rilevante. Vediamo insieme qualche numero.

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Produzione di vino in Italia nel 2012 – dati definitivi ISTAT

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Dovremmo essere arrivati a un numero definitivo relativo alla produzione di vino in Italia e quindi pubblico questo post. I numeri tra regioni e province non quadrano ancora, ma dato che le province andrebbero abolite, le abolisco nel blog, così mi porto avanti. Quindi il numero magico della produzione di vino in Italia è 39.2 milioni di ettolitri per il 2012, il 4% in meno rispetto ai 40.6 milioni. A questi si aggiungono 2.8 milioni di ettolitri di mosto, per arrivare a una produzione TOTALE di VINO E MOSTI di 42 milioni di ettolitri. Sempre di più, però, il dato che viene letto è quello finale. Le tendenze chiave sono le seguenti: (1) cresce la produzione di vini di qualità, DOC/DOCG al 40% del totale a discapito dei vini da tavola, che scendono al 25% della produzione di vino (escluso mosti); (2) cresce la produzione di vino bianco rispetto a quello rosso. Da un bilanciamento di 53-54% vini rossi e 46-47% vini bianchi, la proporzione nel 2012 si è invertita, con i vini bianchi a coprire il 51.5% della produzione di vino. (3) la produzione di vino scende in tutte le macroregioni italiane, compreso il sud, dove però è cresciuta la produzione di mosti a ribilanciare la perdita di produzione di vino. Andiamo nel dettaglio dei numeri.

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