Italia


Esportazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2017

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Commentiamo oggi l’estrazione dei dati UN Comtrade sulle esportazioni mondiali di vini spumanti. Il 2017 è stato un anno dinamico per questo segmento, che come ben sapete rappresenta già da anni la parte più dinamica del commercio (e del consumo) di vino. Maggiori opportunità di consumo fuori pasto, di combinare il prodotto con altri alcolici in coloratissimi aperitivi, versatilità dei prodotti nell’ambito di una cucina che si muove strutturalmente verso preparazioni più adatte al bianco che al rosso, sono tutte ragioni che stanno dietro i maggiori consumi. Essendoci poi una tradizione radicata di produzione in Francia, Spagna e Italia, è chiaro che se tutti nel mondo vogliono bere più spumante e solo tre di fatto lo producono, il commercio fiorisce. E i dati di oggi lo dimostrano: nel 2017 i volumi spediti sono saliti dell’8% a quasi 9 milioni di ettolitri, all’interno di un trend di crescita del 4% sul quinquennio; se parliamo di euro, le percentuali sono molto simili: +9% per il 2017 e +6% per gli ultimi 5 anni. La principale “notizia” di questi dati è che nel 2017 tutti e tre i principali paesi sono cresciuti, mentre nel 2016 l’Italia era la sola a crescere. Quindi cresce di più tutto… passiamo all’analisi dei dati.

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Sicilia – produzione di vino 2017 e dati per DOC/DOCG 2016

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Proseguiamo il nostro viaggio tra le regioni italiane con la Sicilia. Secondo ISTAT la produzione siciliana di vino è calata dell’11% nel 2017, meno che il 15% dichiarato per l’Italia (ma pesantemente influenzato da un dato dubbio relativo alla Puglia), e soprattutto di più di quanto fu prodotto nel 2014, altro anno particolarmente povero di volumi per il nostro vino. Meglio i rossi de bianchi meglio i DOC che le altre categorie. Con le superfici vitate soltanto in calo marginale (-0.5% secondo ISTAT a 106600 ettari), tutto il calo produttivo viene dunque spiegato dalla minore resa vendemmiale, scesa a 62 quintali di uva per ettaro, contro i 102 medi in Italia. Vi allego anche gli ottimi dati in questo caso di Federdoc sulla produzione dei vini di qualità 2016, dove spiccano i costanti progressi della DOC Etna, la cattiva annata per la DOC Marsala e la quasi stabilità della produzione della DOC Sicilia, che resta con 0.6 milioni di ettolitri la forza determinante del vino siciliano. Non mettetevi a fare i totali perché non tornano: meno di 0.8 milioni di ettolitri per DOC per Federdoc, 1.3 milioni per ISTAT. Buona fortuna Italia.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento maggio 2018

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Il “gradino” della crescita a doppia cifra del maggio 2017 si è chiaramente fatto sentire sui dati pubblicati da ISTAT la scorsa settimana relativi alle esportazioni di vino di maggio 2018. In quello che è tra i mesi più importanti dell’anno, il calo dei volumi accelera con decisione (-19%) e si porta dietro un leggero decremento (-1%) del valore delle esportazioni. Guardando ai primi cinque mesi dell’anno, oltre che al solo mese di maggio, tra i grandi mercati si confermano non in buona saluta il Regno Unito, il Canada e il Giappone, mentre il ritmo di crescita di USA e Germania nel complesso resta intorno al 4%, mentre per il solo mese di maggio i dati sono stabili. Ci apprestiamo dunque a chiudere il primo semestre con un commercio estero in crescita intorno al 4% in termini di valore, con un calo probabilmente superiore al 10% dei volumi. Gli spumanti continuano a guidare, +13% nei primi 5 mesi e quindi a doppia cifra anche nel primo semestre, raggiungendo anche in maggio un ottimo +10%. Andiamo nel dettaglio dei dati.

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Veneto – produzione di vino 2017 e dati per DOC/DOCG 2016

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Con 8.5 milioni di ettolitri, il 16% in meno del 2016 ma non troppo distanti dalle medie storiche, il Veneto nel 2017 ha perso la leadership produttiva tra le regioni italiane, a vantaggio della Puglia dove ISTAT ha riportato un dato molto discusso (e non a torto) in crescita a quasi 10 milioni di ettolitri. Ma restiamo sul Veneto perché i dati mostrano un interessante taglio per categoria qualitativa: la continua crescita del Prosecco e del Conegliano Valdobbiadene hanno determinato una concentrazione del calo produttivo nelle categorie di vino non DOC. Addirittura, come vedrete dalle tabelle, la produzione di vini di qualità cresce per i vini bianchi; ma anche nel segmento dei vini di qualità rossi il calo è stato inferiore al 10%. A farne le spese sono i vini IGT, quasi dimezzati, e i vini comuni quasi scomparsi.

Nota di margine: a differenza delle altre regioni non includo i dati sulle superfici vitate in quanto chiaramente inconsistenti con le evidenze del passato. Per quanto riguarda Federdoc, invece, ho deciso di pubblicare lo stesso la tabella con la produzione di vini DOC 2016, che però come noterete è fortemente incompleta, causa gli enormi buchi contenuto nel rapporto di Federdoc, da ormai diversi anni.

Passiamo ai dati…

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I risultati 2016 delle aziende produttrici di spumante – rapporto Mediobanca

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La previsione dell’anno scorso era che il segmento degli spumanti non sarebbe riuscito a trasformare completamente l’ottimo andamento delle vendite in profitti si è avverata. I dati 2016 che presentiamo oggi sono relativi alle principali aziende spumantistiche italiane (32 aziende) con oltre 1.5 miliardi di euro di fatturato (dato 2017) e esportazioni per circa 650 milioni (contro circa 1.4 miliardi totale riportato da ISTAT). Come vedete dalla tabella allegata, a fronte di un incremento delle vendite del 13%, nel 2016 il margine operativo lordo è cresciuto soltanto del 4% e l’utile operativo del 2%, a causa dell’incremento del costo delle materie prime (costato circa 7 punti percentuali dei circa 10 persi per strada nel 2016), del costo del personale (1 punto) e dei maggiori investimenti richiesti dall’attività e dalla crescita (2 punti). A “salvare” l’anno sono intervenuti dei benefici “sotto la linea” operativa come i proventi finanziari e straordinari che hanno comunque consentito di realizzare un utile netto cumulato di 86 milioni, il più elevato dal 2008 a questa parte. Il confronto con il campione totale naturalmente è impari: come vedrete dai grafici interni il differenziale sulla crescita delle vendite si allarga (ma si restringe quello sui margini). Il 2017 potrebbe essere un anno simile: le vendite crescono del 10% e probabilmente gli utili cresceranno di nuovo un po’ di meno, mentre il 2018, con un ulteriore moderazione della crescita delle vendite potrebbe portare a una minore tensione sui prezzi delle materie e quindi, finalmente, a un miglioramento dei margini. Vedremo se la proiezione è corretta! Intanto commentiamo qualche numero insieme.

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