Analisi di bilancio


Treasury Wine Estates – risultati primo semestre 2025/26

nessun commento

Tempi molto duri per TWE. Forse lo avete letto, ma l’azienda prima dell’annuncio dei risultati che commentiamo (16 febbraio) aveva annichilito azionisti e investitori con un profit warning massiccio in dicembre, quando aveva annunciato che l’utile operativo del semestre sarebbe stato di AUD225-235 milioni, ossia il 30% sotto le attese degli analisti. Non solo. Aveva anche annunciato la svalutazione di oltre 700 milioni di dollari del valore di bilancio delle attività americane (oltretutto comperate da non molto tempo…).

Tornando ai dati del semestre, beh, è difficile trovare un numero positivo… il management ha deciso, ancora una volta, di rimescolare le carte con la ridefinizione delle divisioni, ad eccezione di Penfolds. Di solito è un brutto segno. Per dare due numeri e prima di entrare nell’analisi dettagliata, il fatturato cala del 16% a 1.30 miliardi di AUD, l’EBIT (pre‑costi corporate) scende del 40% a 236 milioni e il margine operativo passa dal 25% al 18% circa, mentre a livello contabile la perdita netta supera 600 milioni AUD per le maxi‑svalutazioni di cui sopra. Anche volendo escludere le componenti non ricorrenti, l’utile netto del semestre si è quasi dimezzato, passando da 240 a 129 milioni.

Sebbene una parte del calo sia dovuta (a detta del management) dal taglio delle spedizioni di Penfolds in Cina e dalla riduzione degli stock in USA, i dati sono ovviamente particolarmente negativi. Le attese sono di un secondo semestre in miglioramento, e nel 2027 un piano di taglio dei costi.

Il titolo in borsa è ai minimi storici, 4.85 dollari, per un valore di mercato sceso a 4 miliardi di dollari australiani.

Andiamo nel dettaglio con grafici e tabelle nel resto del post.

Continua a leggere »

Tenuta San Guido – risultati 2024

nessun commento

Dopo aver curiosato nei bilanci di Armand Rousseau (prontamente secretati da quel giorno), ho pensato che fosse il caso di guardare a una delle più grandi eccellenze vinicole italiane, il Sassicaia, che, con altre due etichette, è la spina dorsale di Tenuta San Guido. Decisamente più grande della francese (42 milioni di fatturato, di cui 40 nel vino, contro 14 nel 2022), Tenuta San Guido ha un invidiabile e ben prevedibile percorso di crescita, che continua ininterrottamente da anni, con l’eccezione del 2020, stabile.

I margini di profitto sono incredibilmente e “giustamente” alti (63% EBITDA, 47% utile netto sul fatturato), anche se leggermente inferiori a quelli di A Rousseau (83% e 60%), ma volete mettere la dimensione diversa? Inoltre, Tenuta San Guido ha un’attività di produzione di olio e di allevamento di cavalli, che rappresenta solo il 5% dell’attività e probabilmente diluisce i margini.

Secondo Anna Di Martino, si producono 1.2 milioni di bottiglie all’anno, il che, con il fatturato del 2024, equivale a circa 40 euro a bottiglia. Se pensate che quasi 300mila di queste bottiglie sono di Sassicaia e pensate alla qualità eccezionale di questo prodotto, beh il “giustamente” di cui sopra diventa comprensibile.

La generazione di cassa è impressionante e gli azionisti, negli ultimi anni, (giustamente!) ne hanno approfittato… negli ultimi 8 anni (2017-2024) sono stati distribuiti 115 milioni di euro contro 145 milioni di profitti…

Passiamo all’analisi dei dati con grafici e tabelle.

Continua a leggere »

LVMH divisione vino – risultati 2025

nessun commento

LVMH ha presentato i risultati annuali il 27 gennaio. La seconda parte del 2025 è andata un po’ meglio della prima, con un +1% a livello organico per il gruppo contro il -3% del primo semestre. La divisione Wine and Spirits, però, resta ancora molto debole, con un calo organico del 4% nel secondo semestre dopo il -7% del primo e, direi, ancora più grave, un terribile -9% nel quarto trimestre.

L’andamento della parte Champagne e vino continua a essere migliore rispetto a quello del Cognac e degli spirits. A fronte di un calo organico sull’intero anno del 5%, i primi sono stabili (grazie ai vini fermi e, in particolare, ai rosé della Provence), mentre il Cognac ha avuto un altro anno difficile, a -12%.

Con le vendite che scendono da 5.9 a 5.4 miliardi di euro (Champagne e vino da 3.2 a 3.1 miliardi di euro), i margini calano di conseguenza, dal 23% al 19% a livello operativo per un utile operativo di 1 miliardo, contro 1.36 del 2024 (dal 19% al 18% nel secondo semestre, da 579 a 492 milioni). Siamo a meno della metà del picco di 2.2 miliardi del 2022. Purtroppo, in questa tornata di risultati, LVMH non ha fornito la spaccatura dell’utile operativo delle due sottodivisioni: non è quindi possibile commentare i margini della parte vino e Champagne rispetto a quella del Cognac.

Passiamo al commento dettagliato, con ulteriori grafici e le tabelle con tutti i dati, inclusi i volumi di vendita per categoria.

Continua a leggere »

Le Grand Chais de France – dati di bilancio 2024

nessun commento

Introduciamo oggi una nuova azienda nelle nostre analisi: Le Grand Chais de France. Stiamo parlando della principale azienda vinicola francese privata e del primo esportatore di vini francesi al mondo, con un modello integrato che copre la produzione, l’imbottigliamento e la distribuzione in Francia e all’estero. 4286 ettari vitati in 80 proprietà in Francia e all’estero (Sud Africa, Cile e Spagna principalmente), 1.5 milioni di ettolitri di vino prodotto per 1.5 miliardi di euro di fatturato, una capacità produttiva di 3 milioni di bottiglie al giorno e oltre 4mila dipendenti. Insomma, roba grossa. Forte diversificazione internazionale con solo il 23% delle vendite in Francia, il 22% in Germania, il 10% nel Regno Unito, un altro 10% in Benelux e il 35% nel resto del mondo. È anche interessante che l’azienda non produce Champagne e che, dal 2020 al 2024, è cresciuta del 7%. I margini sono piuttosto bassi: parliamo del 6%  a livello di EBITDA e del 4% a livello di EBIT, con una struttura finanziaria piuttosto levereggiata (indebitamento pari a 651 milioni di EBITDA, per un rapporto di 7 volte). È stata fondata dalla famiglia Helfrich soltanto nel 1979.

Le prospettive 2025 sono caute, anche se l’azienda sottolinea che il calo dei tassi di interessi e del costo delle materie prime dovrebbe aiutarla a migliorare i risultati.

Passiamo a un’analisi dettagliata di numeri, con grafici e tabellone riassuntivo.

Continua a leggere »

Etablissements Nicolas: bilancio 2024

nessun commento

Abbiamo analizzato il rapporto annuale 2024 di Etablissements Nicolas, la storica società francese che commercializza vino, che si chiude con un netto cambio di passo: calo del giro d’affari, forte contrazione della redditività e ritorno in perdita, in un contesto in cui il management riconosce anche una flessione strutturale della “frequentazione” dei punti vendita.
Nicolas - risultati annuali

Un marchio “di prossimità” con scala nazionale (e internazionale)

Nicolas gioca la propria identità su due fattori: la storicità e la capillarità urbana. Sul sito ufficiale, la Maison ricorda le origini nel 1822 e sottolinea un presidio di circa 480 boutiques in Francia e una forte cultura del consiglio (con formazione interna dei cavisti). Considerando anche i punti vendita fuori dai confini domestici, il numero sale a 559 negozi, in più di 60 paesi (in parte tramite franchising). Questa scala, però, non immunizza dalla volatilità del retail: nel 2024, la fotografia economica del rapporto annuale mostra un anno difficile, come vedremo a breve.

Continua a leggere »