Trentino Alto Adige


Cavit – risultati 2024/25

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Nel 2024/25 Cavit ha completato la cessione del compendio industriale ex Casa Girelli (che ha portato un introito di 9 milioni di euro), chiudendo un processo di razionalizzazione delle attività a margini più bassi. Il fatturato consolidato si attesta a 243 milioni, in calo del 4% sull’esercizio precedente. Se escludiamo le controllate e ci basiamo soltanto sui dati della cooperativa, il management dichiara un incremento del 2.4% a perimetro costante.

Ad ogni modo, se il calo del fatturato non ha avuto impatto sul valore aggiunto e sul totale degli acquisti effettuati nei confronti dei soci (105 milioni di euro), gli utili sono leggermente calati rispetto al 2023/24, anche se, come sapete, per una cooperativa si tratta di un dato “residuale”. Più importante è sottolineare il deciso miglioramento della struttura finanziaria, con la cassa netta salita da 22 a 45 milioni di euro grazie alla riduzione del capitale circolante e alla suddetta dismissione di attività.

Cavit si presenta dunque in ottima forma per affrontare le sfide del 2025-26 (cominciato a giugno 2025, quindi poco prima del calo delle esportazioni di vino…), dopo un paio di anni in cui le vendite all’estero sono già calate, con una focalizzazione sui vini premium e sul segmento degli spumanti.

Passiamo a un’analisi dettagliata dei risultati.

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Lunelli (Ferrari)– risultati e analisi di bilancio 2024

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Che ci crediate o meno, Lunelli è l’azienda di cui analizziamo il bilancio con il maggior numero di visite (1051 contro 963 per Antinori e 763 per… Tannico) e quindi è necessario fare un buon lavoro! Per questo motivo ho deciso di acquistare sia il bilancio Lunelli che quello Ferrari, in modo da riconciliare una incongruenza sul fatturato di Ferrari, che negli anni precedenti veniva esposto come “lordo” mentre da quest’anno lo vedete come “netto” (ossia coerente con i fatturati delle altre aziende che guardiamo).

Il 2024 è stato un anno di leggero calo per le vendite del gruppo Lunelli (-6%) e, in misura più contenuta per Ferrari (-2.6%), mentre il calo di Bisol è allineato a quello medio del gruppo. Dopo un 2023 difficile, i margini sono invece in ripresa, con un EBITDA di 27 milioni al 19% del fatturato, mentre la mancanza di proventi finanziari straordinari determina una normalizzazione dell’utile netto, 12 milioni, dopo i 26 milioni dello scorso anno.

Se il gruppo è entrato nel 2025 con risultati solidi, l’attenzione degli amministratori è al contenimento dei costi per fronteggiare un contesto di mercato, soprattutto (ma non solo) domestico che resta difficile e a cui il gruppo è esposto in modo rilevante.

Passiamo a un breve commento dei numeri con tabella e ulteriori grafici.

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Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento primo semestre 2024

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Forse questo sarà l’ultimo post relativo alle esportazioni regionali, visto che il rinnovamento del sito Coeweb sembra aver lasciato indietro questo approfondimento. Quando si capirà un po’ meglio le funzionalità del sito lo sapremo. Per intanto occupiamoci del dettaglio sia per regione che per tipologia del primo semestre 2025, che vi ricordo si è concluso con esportazioni sostanzialmente stabili per l’Italia a circa 3.9 miliardi di euro.

Se guardiamo il primo “taglio” (ossia quello che penso perderemo) notiamo che la nostra “locomotiva” ossia le aziende con base in Veneto sono in realtà cresciute del 2%, mentre hanno fatto peggio le aziende piemontesi e toscane, entrambe in leggero calo.

Se invece guardiamo al “taglio” dettagliato dei vini fermi DOC, troviamo un quadro molto variegato. I vini bianchi DOP vanno molto meglio degli IGP, i vini rossi vanno più o meno male in tutte le categorie. A differenza di quanto si vede nel mercato interno, i vini DOC restano quelli più performanti (+1.5%) compensati dal leggero calo dei vini IGT e da tavola.

Passiamo a un commento più dettagliato nel resto del post.

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Esportazioni italiane di vino per tipologia e esposizione agli USA – dati 2024

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L’approfondimento di oggi sul dettaglio delle esportazioni italiane di vino 2024, come fornito da ISTAT vede gioco forza al centro dell’attenzione l’esposizione verso gli Stati Uniti, visti gli annunci sui dazi doganali aggiuntivi del 2 Aprile 2025, che sono previsti entrare in vigore il 9 Aprile. Per questo motivo oggi concentriamo il commento su questa analisi, includendo soltanto la tabella sulle esportazioni per regione (di origine delle aziende), che nel 2024 è stata abbastanza profondamente rivista (con la conseguenza che abbiamo dovuto ri-basare i dati degli anni precedenti al 2024).

Tornando alla nostra analisi, che si riferisce ai vini in bottiglia, il grafico sopra vi fornisce un’indicazione di quanto contano gli USA sui diversi “tagli” del dato di 5.3 miliardi di euro delle esportazioni di vino in bottiglia. Su questi 5.3, gli USA sono il 25%. Ma noterete come l’esposizione per categoria dei DOP sia superiore (32% – particolarmente nei bianchi, 35%) alla media, come quella dei vini bianchi del Trentino Alto Adige (48%) o dei rossi DOP toscani (40%) e piemontesi (31%). Dall’altro lato, sembrano più protetti i rossi DOP veneti (12%).

Bene passiamo all’analisi dettagliata con tutte le tabelle e ulteriori grafici. Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

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Cavit – risultati 2023/24

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La dismissione di Casa Girelli ha determinato un calo delle vendite di Cavit nell’esercizio chiuso a maggio 2024, ma non un peggioramento dei risultati economici e neanche un cambio significativo della posizione finanziaria dell’azienda, che resta molto solida. La lettura dei dati non è semplice, anche se dal bilancio 2022-23 in una tabella veniva esposto il fatturato di Casa Girelli di 33 milioni di euro (ma con dentro circa 7 milioni di Cesarini Sforza per quanto capisco). Leggendo qua e là si evince che Cavit ha incorporato molti dei dipendenti e parte della produzione, il che non consente di determinare come sarebbero andate le vendite senza l’operazione.

I dati mostrano un fatturato in calo del 5% a 253 milioni, un incremento del 5% degli acquisti dai soci a 105 milioni (ma da un punto di minimo del 2022), una cassa netta che cala leggermente da 25 a 22 milioni di euro.

Le prospettive sono piuttosto cupe: “Anche l’esercizio 2024-25 si svolgerà in uno scenario di mercato prevedibilmente in flessione, confermando le dinamiche degli ultimi due anni: forte contrazione dei vini rossi, contenuta riduzione dei vini bianchi e tenuta/crescita dell’area spumantistica. Mentre l’inflazione mostra segni di rallentamento, i consumi reali continuano a essere sotto pressione a causa della riduzione del potere d’acquisto. La consolidata strategia di diversificazione per canale/nazione/linea di prodotto ed il costante rafforzamento dell’area spumantistica ci permettono di contenere le pressioni su fatturati e redditività, prevedibile conseguenza del contesto di riferimento”.

Ulteriori commenti, con grafici e tabella nel resto del post.

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