mercato del vino


Nuova Zelanda – produzione, superfici e settore vino – aggiornamento 2013

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La mancanza di vino derivante dalla scarsa vendemmia in Nuova Zelanda del 2012 si sono fatti sentire sui dati di export e di consumo 2013, che analizziamo oggi insieme alla vendemmia che invece nel 2013 è tornata su livelli allineati alle aspettative. I dati del New Zealand Wine sono stati aggiornati per il 2012 e per il 2013, soprattutto per le superfici. Troverete quindi qualche numero diverso da quello pubblicato lo scorso anno di questi tempi. Se il 2013 è stato difficile per le esportazioni neozelandesi in volume (ma non in valore e in valuta locale, dato ancora in leggera crescita), il 2014 promette di essere del tutto diverso. Questo, perlomeno, è il messaggio del rapporto, dove si parla anche della spinta del prodotto in nuovi mercati, particolarmente quelli del Nord Europa, dove l’Italia ha un importante mercato. Guardiamo i dati insieme.

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Conegliano Valdobbiadene DOCG Prosecco – vendite e esportazioni 2012

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Con quasi 70 milioni di bottiglie e un valore al consumo di 450 milioni di euro, la denominazione Conegliano Valdobbiadene DOCG si conferma una delle denominazioni di riferimento italiane, soprattutto nel segmento degli spumanti che rappresenta  il 90% della produzione della denominazione. I dati che commentiamo oggi provengono dal Consorzio e dal rapporto relativo, presentato in dicembre e si riferiscono al 2012. La produzione sembra approcciare un punto di saturazione, proprio intorno al livello di 70 milioni di bottiglie. Mentre le esportazioni continuano a crescere con vigore, anche se con un graduale spostamento su nuovi mercati, in Italia per la prima volta da diversi anni, le vendite sono calate. Andiamo dunque a vedere i dati principali.

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Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2012

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Riprendiamo il discorso della Germania aggiornando le statistiche relative al mercato locale. Il quadro è chiaro e non fa che riprendere i temi già visti negli anni passati: il mercato sta girando verso i vini esteri rispetto a quelli locali, nell’ambito di un clima di consumo tutto sommato positivo. I tedeschi si confermano un mercato fatto di vendite al dettaglio rispetto al consumo “ontrade” e i dati del 2012 non fanno che incrementare tale propensione. Ultimo ma non meno importante, il continuo spostamento dei consumi dai vini rossi ai vini bianchi, sia locali che internazionali. I due grandi numeri del mercato sono: 20 milioni di ettolitri di consumo per 9 miliardi di euro di valore al dettaglio. Andiamo nel dettaglio.

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Vendite al dettaglio di vino in Italia – aggiornamento a settembre 2013

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Nel contesto di un commercio al dettaglio in fase di graduale stabilizzazione, il terzo trimestre sembrerebbe essere stato positivo per il settore del vino. Le vendite al dettaglio sono cresciute del 4% sui 9 mesi dell’anno, leggermente meglio del dato rilevato alla fine del semestre. L’andamento migliore è ancora appannaggio di due categorie di prodotto: i vini comuni, quindi il basso di gamma e gli spumanti che dopo l’altalena dei primi due trimestri dell’anno (legata anche alla Pasqua) crescono del 7% nel trimestre e del 9% circa sui primi 9 mesi. Ma per loro, come ben sapete, il periodo critico è quello che comincia proprio in questi giorni. Andiamo a vedere i numeri.

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Importazioni di vino a Hong Kong – aggiornamento 2012

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Quando il vino francese ritraccia in Estremo Oriente, come sembra aver fatto nel 2012 a Hong Kong, anche il mercato ne subisce le conseguenze. Non che si importi meno vino, anzi, gli ettolitri sono cresciuti del 5% rispetto al 2011, toccando un nuovo record. Quello che si è ridotto è il valore delle importazioni. Saranno stati in parte i cambi, ma la spiegazione non è lì. Il crollo del 20% circa del valore delle importazioni, riscese al di sotto del miliardo di dollari è un segno importante di normalizzazione di un mercato che sembra aver perduto la caratteristica dell’acquisto “a qualsiasi prezzo”. La competizione sta aumentando, gli acquirenti stanno imparando a rifornirsi a prezzi più convenienti. E in uno scenario come questo, se l’Italia in valore assoluto non fa grandi progressi, in termini relativi torna a crescere, tornando a rappresentare il 3.3% del mercato locale. Va detto che stiamo pur sempre parlando di un mercato che importa a 20 dollari al litro, e che sul vino che si tiene (circa il 78% del totale, il resto viene spedito in Cina) paga 25 dollari al litro. Andiamo sui numeri.

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