
La mancanza di vino derivante dalla scarsa vendemmia in Nuova Zelanda del 2012 si sono fatti sentire sui dati di export e di consumo 2013, che analizziamo oggi insieme alla vendemmia che invece nel 2013 è tornata su livelli allineati alle aspettative. I dati del New Zealand Wine sono stati aggiornati per il 2012 e per il 2013, soprattutto per le superfici. Troverete quindi qualche numero diverso da quello pubblicato lo scorso anno di questi tempi. Se il 2013 è stato difficile per le esportazioni neozelandesi in volume (ma non in valore e in valuta locale, dato ancora in leggera crescita), il 2014 promette di essere del tutto diverso. Questo, perlomeno, è il messaggio del rapporto, dove si parla anche della spinta del prodotto in nuovi mercati, particolarmente quelli del Nord Europa, dove l’Italia ha un importante mercato. Guardiamo i dati insieme.

- L’industria continua a consolidarsi, con un numero di cantine ormai stabile sulle 700 e un incremento della superficie vitata 35mila ettari, il che porta la superficie media a 50 ettari. Ci sono 10 aziende che producono oltre 2 milioni di litri (come lo scorso anno) e 75 che ne producono tra 200mila e 2 milioni (erano 71 lo scorso anno).
- La produzione di vino nel 2013 è stata di 2.5 miloni di ettolitri, la più elevata mai registrata nel paese (precedente record 2.35m/hl nel 2011), con rese per ettaro sempre vicine ai 100 quintali per ettaro.
- Nel 2013, sia le vendite domestiche che le esportazioni hanno subito l’impatto della scarsa vendemmia 2012. Le vendite domestiche si sono spostate verso i prodotti esteri, visto che le aziende locali hanno cercato di privilegiare le esportazioni. Ne deriva un mercato domestico dove i consumi di vino si mantengono sui 21 litri pro capite, ma con crollo dei consumi di vino locale da 15 a 12 litri pro capite e un incremento di quelli importati da 6 a 9 litri per persona.
- Le esportazioni scendono per la prima volta nella storia recente in volume (da 1.8 a 1.6 milioni di ettolitri), mentre continuano a tenere in termini di valore, mostrando una crescita del 3% a poco più di 1.2 miliardi di dollari locali. Il vino sfuso crolla del 22% e nel 2013 ha rappresentato soltanto il 30% delle esportazioni.
- Tra i principali mercati, il Regno Unito e l’Australia scendono del 2% a causa della scarsità di prodotto, gli USA diventano il secondo mercato dopo l’Australia con 284 milioni di dollari, +13%, e così succede in Canada, +10% a 78 milioni di dollari.
- I prezzi delle uve non sono stati aggiornati per quest’anno ma presumibilmente il forte incremento della produzione dovrebbe averli calmierati…
- La base ampelografica continua a evolversi verso alcuni vitigni principali. Il Sauvignon si mantiene al 57% della base ampelografica (quindi 21mila ettari su 36mila), seguito dal Pinot Nero (5mila ettari) e dallo Chardonnay (3mila) il quarto vitigno è il Pinot Grigio, ora coltivato in 2400 ettari.






Buongiorno Bacca e complimenti per il suo blog.
Ho trovato il suo articolo: “Nuova Zelanda – produzione, superfici e settore vino – aggiornamento 2013” veramente interessante.
Mi chiedevo, esiste un articolo simile, così dettagliato, anche sull’Australia?
Grazie mille in anticipo!
Salve Alessandro,
purtroppo i dati Australiani sono meno precisi e (per averli così dettagliati) bisogna pagarli.
Cosa che io non sono disposto a fare.
Sul blog può trovare questo post https://www.inumeridelvino.it/2013/07/australia-produzione-di-vino-2013.html
a presto
Marco