mercato del vino


Vendite al dettaglio di vino in Italia – aggiornamento primo trimestre 2014

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Se i prezzi perdono vigore e i volumi continuano a calare… l’incasso a fine giornata peggiora: primo trimestre -1.4%. Questo è in due parole il messaggio che emerge dalle vendite al dettaglio di vino in Italia nel primo trimestre dell’anno, anche se la tempistica della Pasqua, con l’impatto molto importante sulle vendite di vini spumanti (ma non solo) può aver determinato uno spostamento di consumi dal mese di marzo (quando cadeva metà delle celebrazioni) al mese di aprile (cioè il caso del 2014). Lo abbiamo visto nei risultati trimestrali di Campari (che qui non pubblico più data la mancanza di dettagli sul segmento vino). Continuano anche un altro paio di trend interessante: 1) la debolezza dei vini IGT, soprattutto bianchi, a vantaggio dei vini da tavola (stiamo diventando più poveri…); 2) lo spostamento delle vendite di vino bianco di qualità dalla categoria IGT alla categoria DOC, segno di un buon andamento di questa tipologia di prodotto. Infine, i prodotti DOC/DOCG restano stabili, con un calo di volumi che viene pienamente compensato dal prezzo-mix. Alla fine dei conti, un trimestre strano, come è stato strano il PIL in peggioramento rispetto all’ultimo trimestre dell’anno. Il clima meno teso e preoccupato dei mercati finanziari sembra non essersi ancora trasferito in pieno nell’economia reale. Andiamo insieme a vedere i numeri.

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USA – vendite al dettaglio di vino – aggiornamento 2013

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Mentre noi italiani restiamo impantanati nella crisi, i dati riportati da Wine Institute sul mercato americano ci dicono che laggiù si è chiuso con il 2013 il ventunesimo anno consecutivo di crescita del consumo di vino a volume. Non una crescita tumultuosa, ma anche nel 2013, il volume è cresciuto del 3/4% a 375 milioni di casse (34 milioni di ettolitri per usare termini a noi più vicini), per un valore di 36.3 miliardi di dollari, in aumento del 5%. Un business egualmente benigno per gli importatori e per le wineries americane, che snon cresciute anche loro al ritmo del 5% circa, con una quota di mercato del 57% del volume totale e del 64% del valore. Andiamo ad analizzare insieme i principali numeri.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento 2013

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Con un po’ di ritardo rispetto alla tabella di marcia degli anni scorsi, analizziamo oggi l’andamento dell’export di vino 2013 per i 9 principali paesi esportatori nel mondo. Il quadro che ne esce è chiaramente positivo per l’Italia, che si riprende il primo posto nel mondo come esportatore in volume (mentre nel 2012 la Spagna aveva superato l’Italia di 0.4 milioni di ettolitri), mentre resta saldamente al secondo posto nella “vera” classifica, quella in Euro, con 5 miliardi di export, sopratutto con una crescita superiore a quella di  tutti gli altri paesi eccetto USA e Sud Africa. In altre parole, l’export italiano ha costantemente guadagnato terreno nei confronti della Spagna e, recentemente, nei confronti della Francia. Se consideriamo che il valore del nostro export è cresciuto del 50% tra il 2006-07 e il 2013 (con in mezzo una crisi), gli obiettivi dettati dal Primo Ministro Renzi di raggiungere 7.5 miliardi di esportazioni, +50% rispetto al livello attuale, non sono così campati per aria: a questo ritmo potremmo arrivarci intorno al 2020…

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I canali di vendita del vino in Italia nel 2013 – indagine Mediobanca

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Il post sui canali di vendita del vino su fonte Mediobanca quest’anno deve fare i conti con un significativo cambio del campione (il 68% delle aziende che formano il cumulato Mediobanca, contro il 75% dello scorso anno), che a sua volta ha mosso un po’ i numeri rispetto allo scorso anno. Il risultato lo vedete non dalla torta ma quanto dai grafici e dalla tabella, dove risulta un calo della quota di mercato della GDO che in realtà non si è verificato. Infatti, a margine dell’indagine, Mediobanca aggiunge una frasetta dove dice di quanto è aumentata la penetrazione della GDO dal 2002 all’anno in questione, nel nostro caso il 2013. L’incremento è stato di 14 punti percentuali dal 2002 al 2013, mentre lo stesso confronto omogeneo fatto nel 2012 diceva 12 punti percentuali e l’anno prima 10 punti percentuali (nel 2010 non l’avevano fatto). Fatta questa premessa e questa spiegazione, si può ben dire che non sono state le enoteche e i wine bar a guadagnare la quota che si è spostata dalla GDO, ma per lo più la vendita diretta, che presumibilmente assumerà sempre più importanza in corrispondenza dello sviluppo di internet ma anche di un approccio speriamo più attivo nel campo del turismo enogastronomico. Passiamo a commentare i dati.

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Vendite al dettaglio di vino in Italia – aggiornamento 2013

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Apriamo la settimana con i dati di vendita al dettaglio della grande distribuzione, relativi al 2013 per il settore del vino. Facciamo una premessa: stiamo parlando di un canale di vendita che secondo i dati 2012 ha rappresentato un volume di vendita di circa 6 milioni di ettolitri, quindi un quarto circa dei consumi di vino in Italia e un valore di 1.8 miliardi di euro. Per chi non ha seguito l’evoluzione del 2013, il dato di fine anno di vendite in crescita del 3.6% (in termini nominali) può sembrare niente male. In realtà il numero nasconde un paio di tendenze non proprio incoraggianti: primo, l’ultimo trimestre ha segnato un rallentamento, essenzialmente dovuto a un fine anno poco brillante per i vini spumanti. Secondo, il dato è un combinato di un continuo pessimo andamento dei volumi e di un incremento dei prezzi, quest’ultimo però dovuto a maggiori costi, che quindi non necessariamente implica maggiori profitti per il settore. Nell’ambito dei vini, oltre agli spumanti anche i vini IGT non stanno andando bene, mentre dal punto di vista dei volumi, soltanto i vini DOC/DOCG riescono a mantenersi quasi stabili contro lo scorso anno. Passiamo ai dati di dettaglio.

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