importazioni di vino


Danimarca – importazioni di vino, dati 2019

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Fonte: UN Comtrade

Proseguiamo il viaggio tra I maggiori paesi importatori di vino con i dati della Danimarca, che non avendo produzione propria riflettono anche il consumo apparente. Trovate anche in formato scaricabile nella sezione Solonumeri del sito i dati rielaborati forniti da UN Comtrade. Il 2019 è stato un altro anno di leggera crescita per questo mercato, cresciuto del 4% a 654 milioni di euro e del 3% a volume a 1.92 milioni di ettolitri. Il cambio con la corona danese è rimasto stabile, quindi le variazioni percentuali in euro sono assimilabili a quelle in valuta locale. Si conferma naturalmente il duopolio Francia-Italia, con i vini francesi che sono andati molto meglio di quelli italiani in tutte le categorie. Anzi l’Italia che manteneva una leadership storica nei vini fermi in bottiglia è stata sopravanzata dalla Francia, che naturalmente mantiene delle quote di mercato preponderanti nel segmento degli spumanti. Proprio questa categoria è mancata alle nostre esportazioni, mostrando un leggero calo in controtendenza con quanto vediamo negli altri paesi. Passiamo all’analisi dei dati.

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Canada – importazioni di vino – aggiornamento 2019

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Il Canada si conferma un mercato “a tre” tra Francia, Italia e USA. Tre cose vanno sottolineate guardando questi dati (ci mancano i volume quest’anno che non sono ancora stati caricati): 1) gli americani continuano a fare fatica, causa anche la forza del dollaro USA contro il dollaro canadese; 2) la Francia e l’Italia mantengono un ritmo di crescita piuttosto solido, tra il 5% e il 6%; 3) nel 2019 la crescita in valuta locale dei vini importati in realtà non c’è, visto che il dato del mercato (+3%) è totalmente derivato dall’apprezzamento del dollaro canadese contro l’Euro. L’Italia mantiene la seconda posizione grazie al segmento degli spumanti sempre in grande spolvero, mentre è attualmente il terzo esportatore per quanto riguarda i vini in bottiglia e il sesto nel segmento dei vini sfusi. Come per gli altri mercati che stiamo analizzando, i dati che qui trovate allegati sono disponibili per essere scaricati (con una profondità storica e dettagli superiori) nella sezione Solonumeri. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Svizzera – importazioni di vino – aggiornamento 2019

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La Svizzera si conferma anche nel 2019 un mercato molto interessante per il settore del vino, caratterizzato da uno dei più elevati valori per litro importato (6 euro). Nel 2019 le importazioni sono cresciute del 5% a 1.08 miliardi di euro, principalmente grazie alla rivalutazione del franco svizzero, +4% in media nel 2019. Potremmo quindi dire che in valuta locale gli svizzeri hanno speso largo circa quanto nel 2018 per importare un quantitativo di vino molto simile, circa 1.8 milioni di ettolitri. Dopo qualche anno di supremazia, il vino italiano cede il passo a quello francese, almeno in termini di valore, nonostante anche nel 2019 la dinamica dei volumi del vino italiano sia stata migliore: come in molte altre situazioni il vino italiano non riesce a far leva sul mix per migliorare la sua posizione. In termini di quote di mercato l’Italia rappresenta comunque il 42% del vino importato (volume, 35% del valore). Con la Francia resta ovviamente l’esportatore di riferimento in questo mercato. Come già per il Giappone, potete trovare i dati in formato Google Sheets nella sezione Solonumeri. Passiamo ai dati.

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Giappone – importazioni di vino – aggiornamento 2019

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Dopo diversi anni di “stasi” il Giappone è stato un mercato in forte crescita per il settore del vino nel 2019. L’incremento di esportazioni è stato del 13% a 1.6 miliardi di euro. Un dato importante ce lo eravamo già immaginato guardando alla forte dinamicità del nostro export, che secondo questi dati della dogana giapponese è cresciuto del 16%. Ad aiutare la performance del 2019 è anche il rafforzamento dello yen (da 130 a 122 yen per un euro) che ha contribuito con un +6% al +13% totale. In termini di volume, invece, il Giappone ha importato 2.9 milioni di ettolitri di vino, con un incremento del 7%.

I dati che vedete graficamente qui sopra e in forma tabellare nel resto del post sono anche riprodotti nella sezione Solonumeri dove si possono facilmente copia-incollare. La fonte dei dati è la dogana giapponese per il 2019 e UN Comtrade per gli anni precedenti. Passiamo quindi a commentare qualche dato insieme.

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Le esportazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2018

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Dopo il post di qualche giorno fa in cui analizzavamo i principali paesi importatori, oggi ci occupiamo del lato opposto, cioè quello dell’export. È molto più facile, perché dal lato dell’offerta ci sono i grandi produttori (Francia, Italia, Spagna e Germania su tutti) e qualche paese che “commercia” come Singapore, l’Olanda e il Regno Unito (anche se qualcosa si inizia a produrre anche lì, come ben sapete). Beh, i dati 2018 ci dicono che il mercato continua a crescere quasi alla stessa velocità degli ultimi anni, +6% nello specifico contro il +7% del quinquennio 2013-2018. Ci dicono anche che la quota di mercato dello spumante italiano continua a crescere, raggiungendo il 24% degli scambi mondiali in valore contro 52% dei prodotti francesi. Diciamo che il guadagno dell’Italia è speculare alla diluizione della quota francese, sicché quello che resta, diciamo il 25% malcontato è divisto tra la Spagna (8%) e il resto del mondo, compreso trading. Data la crescita delle nostre esportazioni di spumante del 6-7% che stiamo osservando anche per il 2019 e assumendo una evoluzione del mercato globale coerente con il passato, potremmo trovarci di fronte a una stabilizzazione della quota di mercato dello spumante italiano dopo il boom degli anni scorsi. Passiamo all’analisi dei dati.

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