importazioni di vino


Svezia – importazioni di vino 2019

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Dati dettagliati e scaricabili disponibili nella sezione Solonumeri (altri paesi).

Il commento sulle importazioni di vino in Svezia è facilmente sovrapponibile a quello degli altri mercati nordici: un ottimo mercato, con una crescita strutturale importante (in questo caso circa il 6% annuo nel quinquennio 2014-19 in valuta locale), guidata dal mix (infatti i volumi importati calano leggermente) e dove dopo un periodo in cui i prodotti italiani hanno primeggiato, sta tornando con forza il vino francese. Infatti, nel 2019 in Svezia le importazioni dalla Francia crescono del 4% in euro contro il +1% di quelle dall’Italia. I due mercati erano pari nel 2014 a 147 milioni di euro e ora sono distanziati di oltre 30 milioni: 195 contro 163 milioni. Restiamo ovviamente punto di riferimento nel mercato, con una quota del 23.6%, ma il nostro vino fermo sta facendo fatica. Invece, i vini spumanti pur con una battuta d’arresto di quest’anno hanno avuto uno sviluppo piuttosto interessante. Ma concentriamoci sulla Svezia.

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Belgio – importazioni di vino 2019

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Ho sempre un po’ snobbato i dati vinicoli relativi al Belgio (di importazione intendo, visto che di vino non ne producono). Come mai? Beh, i belgi sono culturalmente e geograficamente vicinissimi ai francesi e questo si vede chiaramente nel dominio che il vino transalpino esercita: la quota di mercato è del 55% circa, con una punta al 61% per il segmento degli spumanti. Tuttavia, il Belgio è un mercato che genera stabilmente 1 miliardo di euro annuo di import e 3 milioni di ettolitri, quindi più grande dei paesi nordici, per esempio. In secondo luogo, l’Italia non ricopre il ruolo che dovrebbe, superata anche dalla Spagna nonostante il deciso recupero degli ultimi due-tre anni. Copriamo dunque questo buco e occupiamoci di guardare un po’ più a fondo questo mercato.

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Hong Kong – importazioni di vino – aggiornamento 2019

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Hong Kong sta vivendo una fase molto difficile della sua storia e oggi ne analizziamo le implicazioni per il locale mercato del vino, con i dati 2019 di UN Comtrade sulle importazioni. Si tratta di dati di non facile lettura, per due motivi: Hong Kong è un mercato molto aperto, ex colonia inglese, con dei rapporti strettissimi con la vicina Cina (da dove proviene molto vino e dove va molto del vino importato) e con il Regno Unito (che figura tra gli esportatori più importanti). Detto questo, le difficoltà che Hong Kong affronta da un paio di anni e che sono esplose da agosto 2019 in avanti hanno determinato un vero e proprio crollo delle importazioni di vino, -23% in valore e -21% in volume. Ne parliamo anche perchè nonostante il -21% Hong Kong importa 1 miliardo di euro di vino (per 412mila ettolitri), e quindi resta un mercato di assoluta rilevanza mondiale per il commercio di questo prodotto nonostante circa 180 milioni di euro (112mila ettolitri) siano poi ri-esportate, principalmente verso la Cina e Macao. Ma cosa ci dicono questi dati? Che per il momento il crollo del mercato del vino è principalmente legato all’interscambio con la Cina, crollato dell’82% nel 2019. Se escludiamo questo dato, il resto delle importazioni di vino sono in realtà in calo soltanto del 5%. Passiamo a leggere i dati.

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Regno Unito – importazioni di vino 2019

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I dati 2019 delle importazioni inglesi di vino ci rivelano una triste verità: le difficoltà del prodotto italiano sono solo nostre, perché i francesi hanno avuto un anno eccellente e il mercato in sé per sé è cresciuto del 7% in euro (un filo meno in valuta locale per il rafforzamento dell’1% circa della sterlina). E per rigirare il coltello nella piaga, un forte contributo di questo gap tra l’Italia (+1%) e la Francia (+14%) è proprio venuto dal segmento degli spumanti, dove la forbice tra Francia (+21%) e Italia (-5%) è stata importante. Va detto che questa superiorità francese viene dopo diversi anni in cui i prodotti italiani erano andati molto bene, soprattutto grazie agli spumanti. Bene, nel 2020 il Regno Unito sarà alle prese con Brexit ma sembra avere un cambio più forte ancora (+3% per adesso sullo scorso anno). Attendendo di capire che cosa succede con COVID-19, ci focalizziamo su qualche dato. Vi ricordo che tutti i numeri sono comunque consultatili e “copia-incollabili” facilmente nella sezione Solonumeri.

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Importazioni di vino in Italia – aggiornamento 2019

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Le importazioni di vino in Italia sono rimaste calate nel 2019, con un primo semestre piuttosto negativo e un secondo semestre stabile. Bisogna dire che la struttura delle nostre importazioni è molto differente nei due periodi: nel secondo semestre compriamo soprattutto vini francesi e quindi le tendenze sono più stabili. Due sono le considerazioni da fare su questi dati: la prima, che le nostre importazioni sono sempre più “vicine”, cioè siamo sempre più clienti degli spagnoli e meno delle altre nazioni. La seconda, che strutturalmente la nostra bilancia commerciale migliora costantemente. Bella forza, direte voi. Una crescita del 3% delle esportazioni su 6 miliardi vale 180 milioni, una crescita delle importazioni che sono 334 milioni vale 10 milioni. Forza o non forza, nel 2019 come vedete dal grafico di apertura, l’Italia del vino ha fatto entrare in Italia 6.1 miliardi di euro, una cifra impressionante se paragonata alla bilancia commerciale globale dell’Italia che è positiva per circa 50 miliardi di euro (naturalmente a causa delle importazioni di energia). Comunque, numeri importanti per un’industria chiave per noi perchè il nostro vino lo possiamo fare soltanto qui, non altrove. E dopo questa “sberla” del coronavirus possiamo già pensare che non sarà più soltanto il vino e i cibi DOP a tornare a essere prodotti in Italia. Ma non perdiamoci in questioni filosofiche e commentiamo qualche dato insieme.

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